1. D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
  2. R) Sono un Geometra libero professionista di 57 anni con uno studio in provincia di Pisa, il mio lavoro lo svolgo sia in Italia che all’estero, recentemente mi sono occupato di housing sociale in Senegal, dove per circa tre anni ho redatto progetti per cooperative senegalesi. Ho una moglie fantastica e una bambina di 11 anni bellissima. Mi piace tantissimo leggere, ed è forse proprio per questo che mi è venuta fuori la voglia di mettermi a scrivere, iniziando così la mia avventura una fredda mattina del gennaio 2015; devo dire che la cosa mi ha entusiasmato da subito.

 

  1. D) Qual è stato il suo percorso di studi?
  2. R) Mi sono diplomato Geometra nel lontano 1982; ho frequentato, superando qualche esame, la facoltà di Architettura, poi ho abbandonato, ho preso l’abilitazione per la professione di Geometra e ho iniziato a lavorare come libero professionista. Dopo circa 24 anni ho trovato la forza e il tempo per rimettermi a studiare e così ho preso la laurea in urbanistica, poi la cosa mi è incominciata a piacere e mi sono iscritto alla Facoltà di Ingegneria Civile… oggi mi manca la tesi, prima o poi la terminerò.

 

  1. D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?
  2. R) Ho sempre letto romanzi gialli, ho iniziato a 18 anni e il mio primo giallo fu Assassino sull’Oriente Express di Agatha Christie, nei successivi 35 anni ho continuato a leggerli assiduamente, poi una mattina mi sono svegliato con la consapevolezza di aver acquisito quelle tecniche necessarie affinché potessi cimentarmi e mettermi a scrivere un racconto giallo, e parlo di tecniche riguardanti la “tensione letteraria”, l’induzione e la deduzione, l’abduttivo, e semplicemente mi sono messo a scrivere

 

  1. D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
  2. R) Trasmettere agli altri le tue emozioni, le sensazioni che in quel momento provi.

 

  1. D) Quali sono i suoi libri del cuore?
  2. R) In genere tutti quelli che ho terminato con piacere. Nello specifico invece i romanzi di Simenon, sia quelli del Commissario Maigret sia i romanzi definiti dallo stesso autore “Romanzi duri”, e ancora Agatha Christie, con i personaggi di Miss Marple, Poirot, ma anche i suoi personaggi minori come Tommy e Tuppence o Parker Pyne, per non parlare di Arthur Conan Doyle con il suo Sherlock Holmes. Certo Jorge Luis Borges con il suo “Finzioni” dove l’indagine poliziesca si intreccia con la Teologia, e in collegamento a lui Uberto Eco con “In nome della Rosa”, dove pure abbiamo questo genere di intreccio e guarda caso il personaggio del monaco cieco ha il nome di Jorge. Insomma, per concludere la risposta, i libri all’interno del mio cuore sono molti.

 

  1. D) E quelli che non leggerebbe mai?
  2. R) Non ci sono per me libri che “non leggerei mai”, ci sono semmai libri che non mi sono piaciuti e che ho abbandonato. Rimango fortemente legato alla convinzione che non esistano libri brutti. Quello che a te non piace magari affascina altre persone, tutto si gioca sullo stato d’animo del momento; le faccio un esempio: se sei felice è naturale che un romanzo, in cui il “dramma” è il fulcro centrale del racconto, non fa per te, e se per sbaglio lo hai iniziato, alla decima pagina di sicuro lo abbandoni.

 

  1. D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
  2. R) “L’analfabeta che sapeva contare” di Jonasson Jonas a me è piaciuto tantissimo, e credo che sia un libro che tutti debbano leggere.

 

 

  1. D) E quello che meno le è piaciuto?
  2. R) Non dico né il titolo né l’autore, non lo trovo corretto, posso dire solo che era veramente scritto malissimo, e nonostante sia riuscito a finirlo, con fatica ovviamente, non mi ha minimamente coinvolto a livello emozionale.

 

  1. D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
  2. R) Bellissimo. I Toscani sono legatissimi alla loro terra, un cordone ombelicale molto molto resistente.

 

  1. D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
  2. R) Ci vorrebbero aiuti economici da parte dello Stato per i piccoli e medi editori, i quali portano alla luce, costantemente, autori anche di notevole bravura, che altrimenti rimarrebbero degli emeriti sconosciuti; le grandi case editrici, lavorando solo per produzione economica, rifiutano o addirittura non rispondono agli autori cosiddetti “emergenti”. Ci sono eccezioni ovviamente, come per esempio Sellerio che, per quanto possibile, ha una attenzione diversa verso i nuovi autori.

 

 

  1. D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
  2. R) Per caso, un mio cliente, scrittore e giornalista, è venuto da me per un progetto di ristrutturazione di un fabbricato; in quell’occasione ho avuto il coraggio di consegnargli il mio manoscritto e dopo una settimana mi ha convinto a pubblicarlo.

 

  1. D) Cinema: qual è il suo film preferito?
  2. R) “Guerre stellari”, cioè la serie di Star Wars. Credo di averli visti almeno una ventina di volte.

 

  1. D) Musica: la canzone del cuore?
  2. R) Tantissime sono le canzoni che amo, dai cantautori italiani a quelli inglesi e americani, dai gruppi rock alla musica melodica. Non saprei, ultimamente sto riascoltando i “Supertramp”… con la a e non con la u.

 

 

approfondimento NARRATIVA

 

  1. D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
  2. R) No, non ho mai frequentato un corso. Sicuramente un giorno lo farò.

 

  1. D) Ritiene siano utili?
  2. R) Ritengo siano utilissimi

 

  1. D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
  2. R) Lo svolgimento della storia e la compiutezza della sequenza.

 

  1. D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone?
  2. R) Stranamente, svolgendo la mia attività professionale, tutto quello che redigo riesco a farlo solo a penna e solo successivamente lo riporto al computer. Nello scrivere i romanzi o i racconti, vado diretto con il computer. Strano no?

 

  1. D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
  2. R) Come ho già detto, per caso: una mattina mi sono svegliato con la consapevolezza di aver acquisito quelle tecniche necessarie affinché uno possa mettersi a scrivere un racconto giallo, ho pensato al personaggio principale, rubando un po’ di DNA a quelli a me più cari, ed è venuto fuori “Marco Vincenti”, e dopo ho incominciato a scrivere.

 

  1. D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
  2. R) Al momento, divertimento puro, poi magari… chissà!

 

  1. D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
  2. R) Con entrambi. Con il racconto è necessario impegnarsi per racchiudere in pochissime pagine una storia che possa comunque reggere.

 

  1. D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
  2. R) Di sicuro il racconto ha una minore ampiezza del romanzo, è come avere pochi fotogrammi a disposizione rispetto a uno scritto più lungo, dove hai la possibilità di utilizzare tutti i fotogrammi di una “Pizza”, cioè di un vero e proprio film. Inoltre, quando si scrive un racconto è necessario trasferire al lettore immediatamente la tua emozione; al contrario nel romanzo hai più spazio per approfondire e portare a conoscenza di chi ti legge l’aspetto psicologico del personaggio e dei fatti. Restano in ogni caso impegnativi entrambi.

 

  1. D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
  2. R) Il titolo “La Ventiquattrore” ha a che fare con quello che succede nel romanzo giallo, ovvero la sparizione di questa valigetta misteriosa, mentre il sottotitolo “Delitto in albergo” è stato fortemente voluto dall’Editore al fine di far capire nell’immediato di cosa trattasse il romanzo.

 

  1. D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
  2. R) Il primo romanzo l’ho scritto quando potevo ritagliare un po’ di tempo alla professione, in circa 7 mesi, i successivi (non ancora pubblicati) in circa 3 mesi.

 

  1. D) Ha vinto premi letterari?
  2. R) Sì. Nell’Ottobre del 2016 ho vinto il Primo Premio Nazionale di Narrativa “La città di Murex”.

 

  1. D) Crede nei premi letterari?
  2. R) Sì. Personalmente ho partecipato a 5 concorsi letterari vincendone appunto uno. Servono per farti conoscere, ma anche per metterti alla prova, insomma ti aiutano a uscire dal guscio. Quest’anno farò parte di una giuria di un Premio Letterario, ovviamente non dico il nome del Premio in quanto non autorizzato.

 

Ha altri progetti in cantiere?

  1. R) Ho scritto altri due romanzi gialli, che sono il proseguimento del racconto di vita del personaggio del primo romanzo giallo, il quale si troverà di fronte a due nuove indagini. Non li ho ancora pubblicati, ma sono sicuro che a breve usciranno. Ho scritto inoltre un racconto breve (giallo), che sarà pubblicato tra il mese di Giugno e Luglio di questo anno.

 

 

 

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