Intervista a Stefano Labbia, scrittore

D) Musica: la canzone del cuore? R) Tutte le canzoni di Springsteen, Mike Oldfield, Sick 4 Milk, David Bowie, Beatles, Kooks… D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura R) Ho sempre scritto che io ricordi, sin da bambino: racconti, storie, fumetti… Ho sempre avuto una predisposizione allo scrivere ed una spiccata fantasia, a quanto mi dicono.   D) Qual è stato il suo percorso di studi? R) Ho svolto studi tecnici, convinto che la scrittura fosse un “lusso” che non avrei mai potuto permettermi. Ho continuato a scrivere, sempre e comunque, in

    1. D) Musica: la canzone del cuore?
    2. R) Tutte le canzoni di Springsteen, Mike Oldfield, Sick 4 Milk, David Bowie, Beatles, Kooks…
      1. D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
      2. R) Ho sempre scritto che io ricordi, sin da bambino: racconti, storie, fumetti… Ho sempre avuto una predisposizione allo scrivere ed una spiccata fantasia, a quanto mi dicono.

       

      1. D) Qual è stato il suo percorso di studi?
      2. R) Ho svolto studi tecnici, convinto che la scrittura fosse un “lusso” che non avrei mai potuto permettermi. Ho continuato a scrivere, sempre e comunque, in qualunque situazione. Eccomi qui.

       

      1. D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
      2. R) Come detto, ho sempre scritto, sin da tenera età: trovavo, nello scrivere, un relax, una quiete ed uno sfogo che faceva bene al mio cuore. E nella vita non è forse importante fare ciò che ci fa stare bene?

       

      1. D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
      2. R) Scrivere è valvola di sfogo, è condivisione, è dare qualcosa agli altri di tuo. Perché in ogni scritto, in ogni composizione, doni parte di te al lettore. Dunque scrivere è vita.

       

      1. D) Quali sono i suoi libri del cuore?
      2. R) Troppi per elencarli tutti… E la “lista” si allunga di giorno in giorno, di mese in mese, di anno in anno.

       

      1. D) E quelli che non leggerebbe mai?
      2. R) Forse quei libri troppo crudi, per così dire, violenti, con l’uso della forza fine a sé stessa.

       

      1. D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
      2. R) Uno studio in rosso, Arthur Conan Doyle.

       

      1. D) E quello che meno le è piaciuto?
      2. R) Forse uno degli ultimi che ho letto, “Il volto nella notte” di Wallace.

       

      1. D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
      2. R) Molto profondo, direi: ho origini brasiliane ma sono nato nella Capitale d’Italia. Amo in particolare l’agropontino. La sua aria è particolare, le sue tradizioni secolari. E Roma, ovviamente, coi suoi cieli perfetti, la sua storia millenaria.

       

      1. D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
      2. R) Indubbiamente sono molte le possibilità che adesso, con l’avvento di internet e della nuova comunicazione, siedono di fronte all’autore e all’editore. Entrambi ora sono più reattivi, più vicini e più dediti a ciò che li circonda. Ma possiamo fare di più, di meglio. Ne sono convinto. Possiamo azzerare le barriere che ancora esistono tra autori esordienti ed Editori per tornare ad essere culturalmente primi in classifica.

       

       

      1. D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
      2. R) L’Italia è sempre stata patria della cultura, dobbiamo dirlo. Nell’ultimo ventennio, ahimè, abbiamo subito una leggera picchiata in tal senso, abdicando ai nuovi media e quasi disconoscendo i vecchi cardini di una cultura importante come la nostra. Lo studio, i libri, la letteratura sono stati messi da parte, in favore di tv prima e social media poi. Non ricordo chi, ma mi si è detto che negli ultimi anni sono più i libri che vanno in stampa che quelli acquistati. Un pochino inquietante come cosa…

       

      1. D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
      2. R) Ho sempre scritto e mai proposto. Un po’ come il padre di Javier Bardem in “Vicky Cristina Barcellona” di Woody Allen. Nel 2003 mi affacciai ad un’Editoria non ancora 2.0 e ricevetti proposte già a suo tempo, per la pubblicazione di un’opera omnia a firma del sottoscritto. Poi varie vicissitudini che non sto qui a spiegare, me lo impedirono. Nel 2013, a distanza di dieci anni, ho riprovato e stavolta ho trovato un Editore che ha creduto in me, senza se e senza ma.

       

      1. D) Cinema: qual è il suo film preferito?
      2. R) Duets. Sicuramente. Bruce Paltrow a tirare le fila di un cast che vanta Huey Lewis, Gwyneth Paltrow, Paul Giamatti, Maria Bello… Musica, amore, thriller, tensione… C’è tutto. È un film completo.

       

    Approfondimento POESIA

    1. D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
    2. R) Scrivo sempre e comunque. Di giorno, di notte, da solo o circondato da gente. Sempre su carta.

     

    1. D) Quali sono i suoi poeti del cuore?
    2. R) Dante Maffia, Gibran, Pablo Neruda, Garcia Lorca, Alda Merini… Potrei continuare ancora per molto.

     

    1. D) Come nasce un suo verso?
    2. R) Lo sento dentro: parte dal cuore ed arriva al cervello. Poi la mano scrive.

     

    1. D) Quanto tempo ci lavora su?
    2. R) Nessun lavoro. Scrivo a getto diretto e difficilmente modifico o cambio qualcosa. Il verso come nasce, muore sulla bocca.

     

    1. D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?
    2. R) La verità.

     

    1. D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?
    2. R) Il primo non lo ricordo… Ricordo uno dei primi, in adolescenza: io, un tronco trasportato dal mare, il bagnasciuga e le onde che si infrangono.

     

    1. D) Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?
    2. R) La condivisione con gli altri di sentimenti, emozioni, paure, ansie, beltà. Speranza.

     

    1. D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?
    2. R) Probabilmente “Ei fu siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orba di tanto spiro” da “Il Cinque Maggio” di Manzoni.

     

    1. D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?
    2. R) Il titolo “Gli orari del cuore” è nato da una composizione che non ho inserito nella raccolta: la selezione delle liriche, per così dire, è stata difficoltosa. Credo che vi sia un tempo per ogni cosa: sentimenti, parole, movimenti, atteggiamenti. Ed anche il cuore, l’amore, ha i suoi orari. I suoi ritmi, i suoi tempi. Per vivere in pace, basta saperli cogliere.

     

    1. D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
    2. R) Questa raccolta contiene composizioni da me scritte durante il corso dei miei primi trentanni di vita: si va dall’adolescenza alla maturità.

     

    1. D) Ha vinto premi letterari?
    2. R) No (il libro è uscito a fine Luglio).

     

    1. D) Crede nei premi letterari?
    2. R) I Premi Letterari hanno motivo di esistere ancora: premiano la cultura.

     

    1. D) Ha altri progetti in cantiere?
    2. R) Ho terminato la scrittura del mio primo romanzo e sto lavorando al mio primo lungometraggio ambientato tra Roma e Milano.

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