Due ragazzi si incontrano tra i banchi di scuola: Luca e Sarah sono due giovani molto diversi tra loro che nonostante le loro personalità complesse stringono una forte amicizia che dura nel tempo.
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Due ragazzi si incontrano tra i banchi di scuola: Luca e Sarah sono due giovani molto diversi tra loro che nonostante le loro personalità complesse stringono una forte amicizia che dura nel tempo.
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Ci fanno scrivere Guerra con la G maiuscola, o come dice il mio compagno di banco Amerigo, con la G “grande”. Faccio fatica a non sporcare il foglio d’inchiostro, e ogni volta che devo scrivere questa maledetta G faccio un giro completo con il braccio, rischiando di sporcarmi tutta la mano ed di imbrattare il foglio. Ma di questi tempi, questa maledetta G la stiamo usando spesso.
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Vite spezzate è una storia di intrinseca drammaticità che risulta spezzata nel racconto come è spezzata la vita di Ada e delle donne e degli uomini che le stanno intorno.
Drammatico è anche il personaggio di Giulio, spettatore impotente del dramma, che ha depositato nella memoria immagini che in realtà non ha mai visto se non attraverso gli occhi dell’immaginazione guidata dai racconti della zia.
La storia è caratterizzata da un tempo misto in cui si intrecciano le esperienze dirette del protagonista e le immagini quasi oniriche che compaiono nella sua memoria annebbiata dalla stanchezza e dal dolore: immagini che scaturiscono da ricordi di fatti realmente vissuti e da ricordi di racconti che hanno preso vita attraverso il racconto di altri.
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I rumori di Sarah è la storia di una donna, appunto di nome Sarah, all’apparenza tranquilla e serena, che conduce una vita semplice e un po’ solitaria in un piccolo paese in una valle sperduta. E’ una scrittrice e lavora in casa. La sua vita è scandita da piccoli gesti quotidiani che la donna si concede: le passeggiate e chiacchierate con la sua più cara amica, Beatrice, e le lunghe passeggiate mattutine in riva al lago. Ed è proprio in occasione di una di queste che Sarah, nel momento in cui attraversa il bosco, come di consueto, vive un’esperienza strana e inquietante: comincia a sentire dei suoni, dapprima in lontananza poi sempre più vicini, che non hanno nulla di rassicurante, assomigliano a un vociferare tanto sommesso quanto minaccioso, come se fosse circondata da tante persone che parlano sottovoce, ma tutte insieme.
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MADRE TERESA DI CALCUTTA
Venerabile madre,
macedone la sua origine,
la missione tra i poveri
il suo ideale che la
portò giovinetta
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SANTA ROSA DA VITERBO
Puro germoglio de la città
di Viterbo, profumo ancor
spandi ne l’antico borgo
ove l’abitanti del tuo
secolo a viver andavano
de l’odi de la politica imperiale.
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Ad occhi chiusi
Sta piovendo sul bagnato,
ed é fluido dormire
al tepore di candele antiche,
smemori testimoni d’un respiro lucente.
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Destino
Tu il tuo destino,
io il mio,
una stella la sua sorte
sperando che sia quella di cadere
in una notte cristallina
perché sto ancora aspettando che avvenga.
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Fluttui
Inarrestabili gocce
picchiettano noiose il mio sguardo
perso, riflesso sul vetro
dal quale osservo una stella eclissarsi.
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