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“Abbà Seitan. Giovanni Chiarini, dalla Maiella alle Ambe” di Corrado Gizzi

Il volume è la biografia della vita a dir poco avventurosa di Giovanni Chiarini, ribattezzato Abbà Seitan in lingua galla, giovane esploratore abruzzese, nato a Chieti nel 1849 e morto nel regno di Ghera il 5 ottobre 1879, che ebbe l’onore, nel 1876 a soli 27 anni, e soprattutto il coraggio di partecipare alla prima grande spedizione italiana in Africa Equatoriale.

In seno a questa grande avventura che la neonata nazione italica, da pochi anni definitivamente riunita, si apprestava a compiere con tanto slancio e ardore patriottico, al nostro Giovanni Chiarini venne affidato un incarico di fondamentale importanza.

A lui spettò il difficile compito di studiare la lingua, gli usi ed i costumi della popolazione indigena e di attendere alle osservazioni di geologia, meteorologia e topografia.

In soli tre anni svolse una vasta opera di studio e ricerca, con rara competenza e con meticolosa scrupolosità, grazie anche alla conoscenza delle lingue autoctone - in pochi mesi riuscì ad apprendere l’arabo, l’adal e l’aramaico.

La completezza della scienza, l’acutezza di osservazione e la curiosità sempre desta in lui, gli riservarono il privilegio di redigere per conto della Società Geografica Italiana il giornale di viaggio, “divenendo, così – come egli stesso dichiarerà – lo storiografo della spedizione”.

Con la sua morte, a causa del protrarsi degli attacchi di dissenteria, la grande impresa esplorativa si arena in modo definitivo. Le spoglie mortali di Chiarini furono riportate a Chieti, dove dimorano nel sepolcreto di Sant’Anna, in maniera tutt’altro che semplice da un altro giovane e temerario esploratore, Augusto Franzoi, nel 1884.

Il protagonista della più grande spedizione scientifica della nuova Italia, come la definì Cesare Correnti, presidente della Società Geografica Italiana, raccontato in un libro ricco di documenti inediti, lettere e cartine geografiche della spedizione, ecco chi era Abbà Seitan Giovanni Chiarini, l’uomo che secondo i suoi illustri compagni d’avventura aveva il privilegio di poter accedere ai segreti della natura, quasi godesse di una seconda vista.

Il professor Corrado Gizzi, docente di Geografia alla facoltà di Lingue dell’università “G. D’Annunzio” di Pescara, è il fondatore, nel lontano 1979, della “Casa di Dante in Abruzzo”, vera e propria fucina d’arte e di cultura nella nostra regione, dove ogni anno si allestiscono mostre dei più grandi interpreti figurali della Divina Commedia.

Per chi immaginava che personaggi alla “Indiana Jones” potessero esistere solo nella fantasia di un romanziere o nella fiction cinematografica, ecco che l’Abruzzo ha il suo reale protagonista, Giovanni Chiarini alias Abbà Seitan, giovane esploratore di un angolo di mondo unico e affascinante come l’Africa Equatoriale.

Il testo presente in quarta di copertina

Chieti: 1849; regno di Ghera: 1879. Nel breve arco di 30 anni si concluse l’avventura terrena di Giovanni Chiarini.

A 27 anni ottenne di far parte della prima Grande Spedizione Italiana in Africa Equatoriale, con il compito di studiare la lingua, gli usi e i costumi della popolazione e di attendere alle osservazioni di geologia, meteorologia e topografia. In solo tre anni svolse una vasta opera di studio e ricerca, grazie alla conoscenza delle lingue (in pochi mesi apprese l’arabo, l’adal e l’amarico), la completezza della scienza, l’acutezza di osservazione, la curiosità sempre desta e il privilegio che aveva di potere accedere ai segreti della natura, quasi godesse di una seconda vista. La sua scomparsa segnò la fine della Spedizione.

La nobile e generosa figura del grande esploratore abruzzese rivive in questa limpida e commossa biografia di Corrado Gizzi, un “lavoro di penetrazione psicologica, approfondita con pregnante e cosciente partecipazione” (Baldacci). Accanto al protagonista, sono delineate, in pagine “filigranate da puro amore di scienza e di conoscenza, da calda simpatia per l’umano” (Giachery), personaggi di rilievo: Antinori, Cecchi, Martini, Menelik, la regina Ghennè e quel singolare, strano e insoddisfatto amante dell’avventura, Augusto Frantoi, che a 33 anni intraprese un viaggio in Africa per riportare in patria i resti mortali di “suo fratello” Abbà Seitan (così era chiamato Chiarini tra la popolazione galla). Il tutto inquadrato in un paesaggio vivo e reale, scrutato con l’occhio dello scienziato e accarezzato con le parole trepide dell’artista.

Autore: Corrado Gizzi

Titolo: Abbà Seitan. Giovanni Chiarini dalla Maiella alle Ambe

Editore: Ianieri Editore

Anno di pubblicazione: 2007

Luogo di pubblicazione: Pescara

Numero pagine: 224

Introduzione di: Emerico Giachery. Presentazione di Osvaldo Baldacci.

 

da www.ianieriedizioni.it

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