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“Abu el Hul – passaggio ad Atlantide” inedito di Angela Todaro

2 Maggio 2008 at 10:11 » Commenti (1)

Presentazione. La storia di “Abu el Hul passaggio ad Atlantide” è il risultato di quasi due anni di studi e ricerche. Sebbene l’intreccio, i personaggi e la sequenza degli avvenimenti siano frutto assoluto della mia fantasia, la base su cui il racconto si poggia è costituita dai nuovi studi portati avanti dall’archeologia alternativa.



“La Casa Abbandonata ed altri racconti dell’orrore” di Andrea Nicoli

12 Aprile 2008 at 12:10 » Commenti (0)

Solitudine, Angoscia, Terrore. L’autore ripropone i temi classici per i suoi racconti di paura, senza eccedere nel soprannaturale e nello splatter, in storie che per certi aspetti richiamano lo stile dei grandi autori di fine‘800-inizio’900. Ambientazioni gotiche ed atmosfere cupe, Viaggi onirici e riflessioni folli, personaggi ambigui e misteriosi che affrontano situazioni al limite del possibile. Nero come la notte più buia.



“La Cacciatrice di Demoni” di Max Meli - inedito

10 Aprile 2008 at 09:36 » Commenti (0)

La donna vestita d’oro camminava con passo lento e costante. Il suo abito strisciava sul terreno, ricoperto di foglie. Gli alberi secolari svettavano come colonne che sostenevano la volta celeste. Sopra di lei, solo la luna e le stelle. La pioggia ricadeva copiosa inzuppandole i capelli biondo miele e la veste, che le ricadevano addosso, evidenziando le morbide forme del suo corpo.



“Il grido d’allarme” di Tommaso Mazzoni

29 Marzo 2008 at 14:43 » Commenti (0)

Ogni decisione, ogni azione che viene presa, ha, per il suo nascere, un impulso che fa scattare una carica latente che, al momento che essa viene esplicitata, e soltanto allora, assume valenza formale. Debbo ad un’appassionante ricerca su di una densa, annosa documentazione, l’idea di estrarre il titolo da uno scritto di Arnold Schönberg.



“Non ci sarà nessuno” di Massimo Vaj

3 Marzo 2008 at 22:18 » Commenti (0)

Non ci sarà nessuno a darti torto o ragione
quando, dopo morto, ti sentirai un coglione
per avere capito la vita
soltanto dopo che si era esaurita.



“La Poesia sa di non sapere” di Massimo Vaj

3 Marzo 2008 at 22:17 » Commenti (0)

La poesia sa che la Conoscenza non si può dire
La poesia sa che il Conoscere è più del capire
e quindi spinge il peso del non dire
per dar l’emozione che apre al sentire



“La filastrocca del Sipario incastrato” di Massimo Vaj

3 Marzo 2008 at 22:17 » Commenti (0)

Sono entrato e stavo urlando
 me ne andrò quasi tacendo
mi tiravan dappertutto
 mi obbligavano di brutto
e mia madre e l’asilo
 poi a scuola distintivo
braccia dietro mani in vista
 e non essere altruista
vuoi avere cose buone?



“Il Silenzio e la parola” di Massimo Vaj

3 Marzo 2008 at 22:16 » Commenti (0)

Il Silenzio approva e diniega
è un tessuto che veste il lontano
guarda dentro e circonda la piega
che nel mezzo attraversa la mano



“Il pantano” di Massimo Vaj

3 Marzo 2008 at 22:15 » Commenti (0)

Chi conosce il Vero finisce in un pantano
non ci sarà nessuno a tendergli la mano
e gli diranno che è solo presuntuoso
che il suo saper non può portar riposo



“La Fontana di Drago” di Massimo Vaj

3 Marzo 2008 at 22:15 » Commenti (0)

Si apre la roccia e corre una goccia
in quella caverna che era casa di drago
le altre goccine la vedon scappare
e dicono guarda lei va verso il lago



“El-Malamatiyah (L’Ignobile)” di Massimo Vaj

3 Marzo 2008 at 22:14 » Commenti (0)

Ci sono Persone… i Malamatiyah
che vedono i meriti
come fossero malattia
non amano si veda la Perfezione
preferiscono inventarsi la lor dannazione



“Contro i poeti” di Massimo Vaj

3 Marzo 2008 at 22:13 » Commenti (0)

Non so perché i poeti sprecano le parole
invece che viver della giornata il sole
io so che spesso costruiscono silenzio
dicendo le parole amare come assenzio



“A Giada” di Massimo Vaj

3 Marzo 2008 at 22:12 » Commenti (0)

Questa poesiola è stata scritta, con grande piacere, per una piccolina di pochi mesi
con una disabilità che la rende ancora più bella.



“Il cavaliere della notte” di Max Meli (prologo e primi due capitoli)

3 Marzo 2008 at 22:08 » Commenti (0)

prologo



“L’imperatore e le orchidee” di Piero Picca

3 Marzo 2008 at 22:01 » Commenti (0)

BREVE SEI VITA
 
 Breve sei vita
 Ruggine su impronte lasciate
 E riviverti è impossibile
 Viaggiando solo con il sale
 Evadendo dalle distanze assurde.
 
 Sabato come ieri passerà,
 Esplodere di malinconia e sangue,
 Incontrarsi e abituarsi per l’eternità.
 
 Vivere non potendo più sognare,
 Illudersi di una risposta,
 Trovare un po’ di pace
 Ancora senza amarmi più.