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“Le mamme non mettono mai i tacchi” di Luana Troncanetti

24 Agosto 2008 at 16:12 » Commenti (0)

“ Le mamme non mettono mai i tacchi” non è un romanzo, non è un autobiografia, non ha una trama né dei personaggi specifici, ma tratta della vita comune di ogni mamma, una sorta di corsa ad ostacoli difficile da superare se si indossano decolleté tacco 12.



“Per non morire” di Annunziata Scarponi

29 Giugno 2008 at 14:42 » Commenti (0)

Gloria, la protagonista, di questo romanzo è una donna di trentadue anni,  che vive solamente per sua figlia Anastasia, frutto di una violenza subita all’età di sedici anni, la stessa età della figlia. Questa esperienza l’ha segnata, creandosi volutamente attorno a sé un muro di protezione.



“La casa del demone” di Mauro Saracino

29 Giugno 2008 at 13:58 » Commenti (3)

Londra. Una serata come tante altre per Oliver Graham, fino a quando uno straniero si siede al suo tavolo, sostenendo di cercare proprio lui e portando con sé un’offerta pazzesca per un lavoro ancora più pazzesco: trovare un prezioso manoscritto in una casa abbandonata, situata nel piccolo borgo di Beggars Crown.



“Il Pigneto Liberato” di Simone Ghelli

4 Giugno 2008 at 16:02 » Commenti (0)

Il Pigneto Liberato è la storia, surreale e grottesca, riportata dal misterioso scrittore Rinaldo Tasso, che assiste, inerme, alla rivolta che sta incendiando il quartiere romano del Pigneto. Egli metterà così la propria arte al servizio della verità, ma non disdegnerà di condirla con una punta d’ironia, affinché il lettore venga un po’ sollevato dalla gravità dei fatti.



“Il vero volto delle donne” di Fernando Bassoli

4 Giugno 2008 at 15:46 » Commenti (0)

Non stiamo a scomodare Carlo Emilio Gadda, perché i livelli sono indiscutibilmente distanti. Non tiriamo fuori Andrea Camilleri, come si fa ogni volta che uno scrittore usa il terreno del dialetto. Eppure, non può non incuriosire il tentativo di Fernando Bassoli di parlare del popolino di Roma usando il loro gergo strascicato e volgare.



“Come cammina un uomo senza gambe?” di Fernando Bassoli

4 Giugno 2008 at 15:42 » Commenti (0)

“Come cammina un uomo senza gambe?” è il primo libro di Fernando Bassoli, scrittore romano che conosce la città in cui vive, la ama e si diverte a raccontarla attraverso le brevi storie che donano colore alle sue vie trafficate, alle trattorie fumose, ai gradini di Piazza di Spagna o agli zampilli di Piazza Navona.



“Come campa un uomo senza soldi?” di Fernando Bassoli

15 Maggio 2008 at 14:17 » Commenti (0)

Può campare un uomo senza soldi? No, muore. Domanda e risposta decisa che percorre inquietante l’ultimo libro dello scrittore pontino Fernando Bassoli. Innanzitutto viene da chiedersi se davvero dobbiamo preoccuparci della possibilità della “morte” da non lavoro in una città vivace e goliardica come Roma, da sempre considerata luogo di possibilità infinite soprattutto per i giovani da Latina in giù. E Bassoli ce lo ricorda per tutto il romanzo: sì, è possibile, esiste il disoccupato che alla fine muore. Non muore di fame, questo è certo, almeno finché ha una madre con una miserrima pensione che comunque, da lupa generosa, continua a offrire nutrimento al figlio un po’ troppo cresciuto che di lavorare non ne vuole sapere. Non che il lavoro non ci sia: una mazzetta qua, una mazzetta là, un posticino lo si trova, magari è pure statale e allora si può pure trovare il godimento di arrivare alla sera stanchi morti dopo aver fatto qualcosa di utile. Cianciarulo Bigonzi (un nome una tipologia, come è caratteristica bassoliana) “era un farlocco vecchio stampo, plebeo senza speranza. Non aveva mai avuto voglia di far niente.” “Nestore Pomponazzi invece era il classico lavoratore instancabile.” I due inseparabili amici si danno appuntamento davanti a una metafora: la Chiesa che troneggia lungo via Prenestina, San Leone I, che ha impresso sulla facciata A.D. 2000, Cristo, ieri, oggi… sempre. All’interno l’occhio dello scrittore arriva a riprendere, anzi a sorprendere, i fedeli che si inginocchiano da bravi cristiani, “a ciumachella davanti l’altare”. Cosa è che fa chinare gli uomini nella stessa maniera fuori della chiesa è un dio molto molto più piccolo: il denaro. E la ricchezza tocca solo i politici dagli stipendi d’oro, raccontati in dettaglio vergognoso, mentre la fatica di uno stipendio normale abbrutisce quasi al pari del tedio che colpisce il giovane scansafatiche.
“Uno stipendio mensile di 37milioni8mila079lire…
Un rimborso-spese d’affitto di 5milioni621mila690lire…
Un rimborso-spese di viaggio di 2milioni52mila910lire…”
Ecc.ecc. Meglio non andare oltre.
Lo sa bene Spartacone, gestore dell’Osteria del vaffanculo, ubicata nel cuore del Prenestino, tra via Braccio da Montone e via Castruccio Castracane. Gli stessi nomi delle vie rievocano sia il linguaggio a tinte forti, tra romanesco puro e giochi scurrili del popolino, sia gesta di capitani di ventura medievali, come i due personaggi storici.
Nell’accostamento-paradosso di due livelli possibili: sacro e profano, popolare e aulico, la vicenda si dipana tra le numerose battute di Spartaco e i suoi clienti, tra il saggio Nestore, che vorrebbe far maturare l’amico e il plebeo Cianciarulo.
“Se bevi pe’ dimenticà, paga prima de beve” recita una frase all’interno dell’osteria e rivela l’abitudine a gozzovigliare tra amici, oggi come ieri… come sempre, tra i soliti vizi umani, e la voglia di fregare il prossimo non pagando il dovuto, oggi come ieri… come sempre. Nell’osteria del Vaffanculo non si risparmiano le parolacce; la vita piena di debiti rende molto suscettibile e mal fidato Spartacone che non esita a rimbrottare pesantemente i clienti, offendendoli senza ritegno. Il motivo per cui continuano a frequentare l’osteria è il buon vino e per le pappardelle che prepara la sfatta Giuditta, moglie di Spartacone, un tempo una bella donna desiderata da tutti. Anche il marito ha rinunciato da tempo al fisico da lottatore (forse avrebbe potuto avere una carriera nella lotta greco-romana e arrivare alle Olimpiadi) per tirar su la famiglia.
“…hai magnato?”
“E manco poco.”
“Tz! Hai bevuto?”
“Du’ litri…”
Tz!Hai scoreggiato?”
“Certe cannonate…”
“Tz! Vòr dì che hai digerito bene. E hai pagato?”
“Certo che ho pagato.”
“Tz! Perfetto, allora stai a posto. Mo te ne pòi pure annaffanculo…” tanto per dare un’idea di quando avviene nell’osteria. E, non a caso, i piatti sono serviti da un cameriere emaciato e sempre sconfortato detto Carestia. In fondo non è la carestia che affamando mette in moto il bisogno di denaro?
I due compari, Nestore e Cianciarulo, si infervorano seduti a tavolta. Il primo deciso a fare da fratello maggiore e convincere l’amico a trovarsi un lavoro, il secondo che scambia continuamente il senso delle cose perché tanto l’una vale l’altra: “Io so’ sensibile, sodomizzo tutto… è un fatto con gemito!” Cianciarulo e la sua sensibilità congenita che gli fa somatizzare tutto!
Non mancano i colpi di scena, come la vicenda dell’anziana Benilde, campata vendendo santini sugli autobus. Sorda come una campana, esce dal bagno del locale scoprendo all’improvviso la bellezza delle persone che si preoccupano per lei. Il cameriere, la credeva morta, avendo ripetutamente bussato alla porta senza ottenere risposta. Un episodio comico e commovente allo stesso tempo, come il finale, che dà il titolo di filosofo a un nullafacente e il coraggio a un uomo che forse non ha futuro su questa terra proprio perché sente ancora troppo forte il senso della giustizia, dell’amicizia e dell’altruismo. Rimangono i testimoni; a loro il messaggio potrebbe cambiare la vita.
“Come campa un uomo senza soldi?” è una fiaba aspra, per adulti induriti, come sono tutte le fiabe in realtà. Dell’innocenza si è persa ogni traccia fin dall’inizio perché oggi, forse come ieri, se si è innocenti è meglio non farlo sapere. Il libro, pubblicato da Perrone Editore (Roma) è stato presentato al Lettere Caffè di Roma e presso la biblioteca comunale “S. Mignano” di Gaeta (LT). (di Rosa Manauzzi)



“Il mio nemico” di Sergio Belfiore

7 Febbraio 2008 at 12:05 » Commenti (0)

“IL MIO NEMICO”, ambientato negli anni che vanno dal 1940 al 1943, racconta la storia di Lorenzo Russo, giovane ufficiale di complemento e figlio di agiati proprietari terrieri della provincia di Catania. Lorenzo non è fascista ne antifascista e della politica non gli importa nulla. Amministra le sue terre e la sera si diverte al casino o dal vinaio con i suoi amici.



“Cambi di prospettive - Racconti per osservare le cose da altri punti di vista” di Ilaria Ferramosca

5 Febbraio 2008 at 16:47 » Commenti (0)

“Cambi di Prospettive – Racconti per osservare le cose da altri punti di vista” è una raccolta di storie, alcune delle quali molto brevi e tutte con un unico filo conduttore: la trasformazione delle visioni personali.



“Necroloquio” di Stefano Parenti

28 Gennaio 2008 at 14:44 » Commenti (0)

Vi è una grandezza in tutte le follie, una forza in tutti gli eccessi (C.Baudelaire.
Questo aforisma sintetizza il messaggio visivo e poetico che Stefano Parenti interpreta nel suo libro Necroloquio, la cui copertina riproduce un quadro, Malestrom, abissi di follia autonoma, di cui è autore lo stesso Parenti.



inedito - “Impiccheranno Geordie” di Fabrizio Rinaldi

26 Gennaio 2008 at 14:36 » Commenti (0)

” Bella, capo ”

Aridaje, regazzì. Primo io non so’ il capo de nessuno. Secondo io me chiamo Geordie”

” E io me chiamo Peppe. Per gli amici Peppiniello. E c’ho diciassette anni, non so’ più un regazzino. Dai, mettimi cinque euro di benza che ‘sto ferro vecchio di un motorino consuma come una Ferrari ”



“Miserere” di Fabrizio Rinaldi

17 Gennaio 2008 at 15:24 » Commenti (0)

Suspence e sentimento, intrighi e musica, questi alcuni degli ingredienti che rendono avvincente il primo romanzo del giovane Fabrizio Rinaldi.



“Segreti di Stato” di Massimiliano Passamonti

14 Gennaio 2008 at 10:06 » Commenti (0)

Il racconto inizia a Roma, dove un giovane incursore della Marina Militare, Antonio Mela, sta collaborando con i servizi segreti allo scopo di infiltrarsi e raccogliere informazioni su un gruppo chiamato brigata no-global, responsabile di attentati dinamitardi contro le istituzioni. Mela, dopo svariati tentativi riesce a stabilire un contatto con Fabrizio Conti, presunto affiliato alla brigata.



“Il posto libero” di Francesco Boschetti

7 Gennaio 2008 at 12:15 » Commenti (0)

“Il posto libero” racconta la storia di Andrea, un ragazzo deluso e sfiduciato nei confronti delle relazioni umane, che inaspettatamente si innamora di una giovane conosciuta sul treno, con la quale instaura un rapporto idealizzato.