“Dante e il Purgatorio ” - di AA.VV.
Nella teologia cattolica il Purgatorio è il luogo o lo stato di pena ove le anime dei giusti, non completamente purgate, completano l’espiazione delle loro colpe, prima di salire in Paradiso. Generalmente l’oltretomba era divisa in due parti: l’Inferno e il Paradiso. Solo nell’XI secolo prende forma una terza parte, che sarà il Purgatorio. Fra le leggende che inaugurarono la tripartizione dell’aldilà le maggiori sono la Visione di Alberico da Settefrati e il Purgatorio di S. Patrizio.
Dante crede nella tripartizione dell’oltretomba e descrive il Purgatorio come una montagna che si erge come un’isola dell’oceano australe, agli antipodi di Gerusalemme, a circa 32° di latitudine sud e a 90° ad ovest di Gades. Come il baratro infernale, essa ebbe origine dopo la caduta di Lucifero: una imponente colonna di terra, la cui lunghezza e pari al raggio terrestre, per sfuggire al contatto dell’angelo ribelle, si ritrasse e ricadde a spire su se stessa.
Il poeta vi giunse con Virgilio poco prima dell’alba del 10 aprile 1300, domenica di Pasqua.
L’alba vincea l’ora mattutina
che fuggia innanzi, si che di lontano
conobbi il tremolar de la marina.
(Purg.1,115-117)
Vi rimase tre giorni e mezzo, cioè fino a mezzogiorno di mercoledì di Pasqua, 13 aprile, allorché con Beatrice vola in Paradiso.
Come l’Inferno, anche il Purgatorio è diviso in nove parti: L’Antipurgatorio, il Purgatorio vero e proprio con 7 gironi o balzi o comici, e il Paradiso terrestre. Nei 7 gironi sono puniti i 7 vizi capitali, la cui disposizione è inversa a quella dell’Inferno, andando dal peccato più grave a quello meno grave: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria. In ogni girone le anime, oltre alla pena alla quale sono condannate, devono meditare sugli esempi del vizio punito e su quelli della virtù opposta premiata. Per esempio, i superbi, oltre a portare sulle spalle un gran masso e a recitare il Pater noster, devono meditare sugli esempi di superbia punita e su quelli di umiltà premiata. Nei 7 gironi, gli esempi descritti da Dante sono complessivamente 53. Essi sono illustrati da otto artisti italiani: Laura Barbarini, Massimo Campi, Loris Cordenos, Barbara Fragogna, Gabrie Pittarello, Paolo Profaizer, Ruggero Savinio e Vincenzo Scolamiero.
Le illustrazioni sono esposte nelle sale del Castello di Torre de’ Passeri, sede della Fondazione della Casa di Dante in Abruzzo, nel periodo che va dal 14 novembre al 15 dicembre 2007. Sarà un evento culturale perché una mostra simile non è stata mai allestita dal Trecento ad oggi. Come con le mostre degli ultimi anni, dedicate rispettivamente alle opere minori di Dante: La Vita Nuova; Le Rime extravaganti; La Monarchia; come con la mostra Dante e Ovidio; anche con la mostra Dante e il Purgatorio di quest’anno, la Casa di Dante in Abruzzo può vantare un altro primato: quello di essere stata “la prima a cogliere per sua gloria la palma di tanto cimento”. Il catalogo è pubblicato da Ianieri Editore e contiene saggi di Corrado Gizzi, Carlo Fabrizio Carli, Renato Civello, Mario Marti, Gianfranco Ravasi, Giorgio Segato e la riproduzione, a colori, delle opere esposte.
Autore: Corrado Gizzi, Gianfranco Ravasi, Carlo Fabrizio Carli, Renato Civello, Mario Marti, Giorgio Segato
Titolo: Dante e il Purgatorio
Editore: Ianieri Editore
Anno di pubblicazione: 2007
Luogo di pubblicazione: Pescara
Numero pagine: 232
Introduzione di: Giulio Andreotti, Lelio Scopa, Marino Roselli, Elisabetta Mura, Cloridano Bellocchio, Nicola Mattoscio, Alberto Di Giovanni













