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	<title>Libri e scrittori</title>
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	<description>Il portale per chi ama scrivere e...leggere</description>
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		<title>inedito &#8211; &#8220;Diario di un uomo e del suo piccolo cuore&#8221; di Luca Gamberini</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Opere inedite]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Gamberini]]></category>

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		<description><![CDATA[RENAZZO 22 MAGGIO 2009
Arriva l&#8217;estate,e dovrei salutare,dire le solite cose,che non sono capace,io so fare ad apparire o a scomparire,non ho mezze misure,non ho nulla da offrire, niente parole per stupire,non ho sogni da trasformare,ho solo voglia di andare nel niente,dove c&#8217;è tutto ciò che è importante. Ho bisogno di tacere, come una cantina chiusa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RENAZZO 22 MAGGIO 2009</p>
<p>Arriva l&#8217;estate,e dovrei salutare,dire le solite cose,che non sono capace,io so fare ad apparire o a scomparire,non ho mezze misure,non ho nulla da offrire, niente parole per stupire,non ho sogni da trasformare,ho solo voglia di andare nel niente,dove c&#8217;è tutto ciò che è importante. Ho bisogno di tacere, come una cantina chiusa che attende lo sfiorire della vigna per farsi più profumata e attraente; e non esser più quell&#8217;umido fresco, che ammuffisce i ricordi,bugiarda sensazione di stare bene…. <span id="more-2439"></span></p>
<p>Avrò impronte addolcite, da bambini che giocano ad essere meno grandi di quello che sono,in fondo occupo solo più spazio di allora,forse per questo cerco l&#8217;acqua del mare,che tutto si inghiotte mentre&#8230;. sembra dare. Ho sentito un profumo provenire da oltre quelle pianure,che tutte le genti, le case,le strade parevano emanare,sarà quella la strada?sarà quello il mio mare? Ho vestito persone di sogni, che mi hanno ignorato, avevano un sangue diverso,non sapevano tremare, come io faccio quando le sento arrivare, e non è mai troppo presto e non è mai troppo tardi per scoprirsi diversi o migliori,è, che se resti sospeso la speranza sta muta. Ho sentito quel fiato in un colpo di vento, e ne ho visto il brivido, specchiandomi nel ricordo di chi mi ha sorriso anche solo una volta,anche di chi, sciocca e feroce come l&#8217;estate ,camminando ridendo spalle al sole, il suo dolore tace. E’ inesorabile il male quando sai da dove proviene ma non lo vedi apparire, solo i suoi occhi dicono il vero,tutto il resto è speranza, o soltanto egoismo……</p>
<p>LIDO DI DANTE 13 GIUGNO 2009</p>
<p>Anche oggi le solite parole di tutte le mattine non diverse, quel tronco è ancora lì, senza posto definito ma immobile,come me,lei si va deformando,la sua brutta compagnia pare inesorabile, appare scheletrica,mi guarda,forse neppure mi vede più</p>
<p>fatica persino a trovare l&#8217;acqua,per fortuna che è l&#8217;acqua a trovare lei. Oleandri in festa,canne che puntano dritto,verso un cielo coperto di nuvole taroccate,sedici giorni che non mi lavo,eppure nessuno lo nota, odore di pini in questo luogo senza perché,qui non trovi nulla neppure se scavi,evita dunque fatica,e mettiti a guardare come fanno tutti.</p>
<p>Per chi non vuol sentire c&#8217;è il grecale,abile e scaltro,soffia con foga abusando di ogni feritoia ; qui la paura di esistere si dimentica di quelli come me. La capanna fatta coi legni portati dal mare</p>
<p>protegge il mio piccolo cuore che solo all’ora della risacca si affaccia curiosa,chissà quanto male deve patire, ma fa finta di nulla, cammina a fatica, ma sa dove andare, vorrei che seguirla per sempre potesse essere il mio unico mestiere.</p>
<p>A quest’ora il mare,dopo avermi a lungo ascoltato, mi parla,mi fissa dritto negli occhi, sussurra che sto diventando mio padre. A me non piaceva mio padre,ma ora capisco il senso di quel televisore sempre acceso.</p>
<p>VERNASCA 26 LUGLIO 2009</p>
<p>Inizio modulo</p>
<p>Fine modulo</p>
<p>Sono seduto su una panca di passaggio al belvedere dell&#8217;antica pieve,voci di cicale intente a dialogare,cosa avranno da dirsi non so</p>
<p>dovrei volare per capire le intenzioni del vento. Mi colpisce alle spalle un raggio di sole,imbevuto di freddo,come un suono di campane;da qui,ora, vedo l&#8217; Emilia al risveglio….da qui,stanotte</p>
<p>ho visto una stella lasciarsi cadere,in assenza di vento,lei che sta in cielo non sapeva volare,e mi sono aggrappato al pensiero che tutti gli inizi han da finire. Sono nato in città,che ancora non erano scoccati i &#8216;70,dove invece del vento c&#8217;è la corrente,dove invece dei prati ci sono le piazze:nessuno mi vide andar via da quei luoghi dove ancora sono tuttora presente,nella mente di chi vive sugli errori degli esseri umani. Rilasciando un sorriso bagnato nel vedere la stella cadere mi è scoppiato dentro un principio di incendio, erogato da un desiderio;ho chiesto che il suo piccolo cuore si spenga da solo come fanno le stelle nel cielo, che decidono loro quando è ora di andare di lasciarsi cadere,di avere una fine dignitosa e composta,hanno dato la luce,che decidano loro quando è ora di basta.E si spenga magari di notte quel piccolo cuore</p>
<p>più grande del mare,più caldo del sole</p>
<p>e che corra felice in quel sonno infinito</p>
<p>su di un prato verde contornato da fiori di tutti i colori</p>
<p>e un ruscello di acqua corrente che la disseti all&#8217;ombra di querce giganti,annegandoci dentro tutti i miei postumi e sciocchi rimpianti.</p>
<p>Qui al belvedere, la sento in ogni rumore,</p>
<p>è lei la foglia che cade</p>
<p>è lei il respiro di un fruscio del ramo</p>
<p>è lei il cauto percorso di una lucertola</p>
<p>ma ci sono solo io qui,e mi chiedo se sia lei a morire</p>
<p>o non sia io ad avere una umana crisi di assenza.</p>
<p>Io mi sento così…</p>
<p>come tutte le cose che non portano a niente</p>
<p>come un uccello che vorrebbe salpare</p>
<p>come un natante che vorrebbe volare</p>
<p>come il passato presente di un giorno</p>
<p>in cui deve succedere tutto e non succede mai niente,</p>
<p>come aceto di vino rovesciato sui frutti più dolci.</p>
<p>Come è amaro il mattino,coi suoi occhi lontani</p>
<p>quel piccolo cuore che batte al cospetto dell&#8217;angelo biondo</p>
<p>che seppe incantarla in un giorno di maggio</p>
<p>quando tutte le foglie parevano felici,</p>
<p>e in tutte le sere c&#8217;era la voglia di tornarsene a casa.</p>
<p>Ora quell&#8217;angelo biondo tutto bellezza e coraggio</p>
<p>le sta leggendo il libro più bello,quello più saggio,</p>
<p>quello che lei conosce a memoria,perchè è stata la sua essenza a far si che la vita di un cane meticcio diventerà storia.</p>
<p>Il passo dell&#8217;uomo col cane è un passo diverso,</p>
<p>è il passo di un padre,che da bambino si è perso,</p>
<p>e impara a gustarsi ogni momento sia fatto di gioia o di silenzio.</p>
<p>La sua luce che affievolisce mi riempie del suo splendore,</p>
<p>ho paura ma è lei che trema,piango ma è lei che soffre</p>
<p>non esiste giustizia a questo mondo</p>
<p>e quel piccolo cuore che ancora batte lo dimostra&#8230;&#8230;</p>
<p>RENAZZO 27 luglio 2009</p>
<p>alle ore 15,02 il piccolo cuore si è spento</p>
<p>ora riposa dentro la cesta nel suo giardino, a sud ovest,</p>
<p>con lo sguardo rivolto a sud-est,un telo turchese,il suo e mio preferito le fa da cornice,ha gli occhi più belli che io abbia mai visto,le unghie tagliate e il pelo corto e profumato di borotalco:nella sua nuova casa gli amici di sempre, la gattina Giusy e il somarino Gianni,una copia di un libro scritto per lei,un osso fatto di corda,il suo cappellino di jeans per le lunghe passeggiate nel cestino della bici che l&#8217;angelo biondo le costruì con amore e dedizione,il suo papillon rosso,ed il cuscino a forma di osso, altri doni d&#8217;amore dell&#8217;angelo biondo.</p>
<p>MARINA DI RAVENNA 27 AGOSTO 2009</p>
<p>Su un calendario arido di appuntamenti giace la scritta ore 18.00 filaria&#8230; vorrei scavare,per venirti a cercare,oggi è un giorno così,di stanca estate, estate che pare essere già finita,o forse non è mai incominciata. Ti ho adagiata in basso eppure ti cerco sempre più in alto,dove ti sei elevata,dove certi giorni come oggi non ci arrivo,mi mancano i tuoi occhi attenti,che premevano sul mio cuore,senza fare male. Mi mancano le nostre passeggiate,ora sono un uomo pigro,che siede al fianco della tua presenza, ti cerco perchè di te non posso fare comunque senza,e ti parlo ancora, come ti parlavo in quei giorni di giugno soffocanti, dimagranti,pian piano ti rimpicciolivi,divorata dalla brutta malattia,che pareva non avere pietà del tuo corpo e del mio egoismo..Mi mancano i tuoi sospironi,quelli che includevano lo stirare le zampe fino a raggiungermi,fino a lasciarmi il segno. Mi manca la tua voglia di giocare,che era anche la mia,e che ora non ho più. Mi manca la tua voce,quella che imitavo e che tu sapevi essere tua,anche noi così come gli umani avevamo i nostri piccoli segreti da dividere,così come ci dividevamo il pranzo. Mi manca la tua compagnia, quell&#8217;essere al mio fianco come un tutore, accompagnarmi nei miei lunghi viaggi,o nelle mie lunghe attese con la voglia di rivederti,di stringerti,di respirarti,di spazzolarti, di svegliarmi la notte per venirti a cercare,per sentirti stare bene. Mi manca una parte di me che mi pare di aver perduto, o forse non ho mai avuto,tu che hai saputo donarmi perfino l&#8217;arte del pianto,quanto sale che ho perduto in questa estate che ancora deve cominciare. Mi manca la tua complicità,il tuo conoscere le mie intenzioni, non so più dove andare, non saprei neppure pronosticarmi un futuro, io che vivo senza passato,mi ritrovo fermo immobile a guardare il cielo,</p>
<p>dimostro un attaccamento simbiotico,l&#8217;esatto contrario di ciò che tu mi hai insegnato. Sto diventando schiavo, parlo poco,non eccedo,smetterò di viaggiare perché senza la tua gioia niente mi emoziona più&#8230; ho vissuto di ciò che adoravo, ma non so se sono mai stato capace di amare ciò che adoravo, non dovresti mancarmi, non dovrei mancarmi, io non ci sono più,non mi trovo,non ho più la certezza dell&#8217;incertezza del domani,non ho più voglia,se non di scavare.</p>
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		<title>Intervista a Federico Sanapo</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Sanapo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista allo scrittore Federico Sanapo
Nome: Federico
Cognome: Sanapo
Regione di residenza: Puglia
Email: federico.turismfs@libero.it
Intervista
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Fin da piccolo mi è sempre piaciuto scrivere anche se la vera passione l’ho coltivata alle Scuole Superiori, e mi sono cimentato a scrivere su varie riviste locali.
D) Qual è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista allo scrittore <strong>Federico Sanapo</strong><span id="more-2437"></span></p>
<p>Nome: Federico<br />
Cognome: Sanapo<br />
Regione di residenza: Puglia<br />
Email: <a href="mailto:federico.turismfs@libero.it">federico.turismfs@libero.it</a></p>
<p><strong>Intervista</strong></p>
<p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p>
<p>R) Fin da piccolo mi è sempre piaciuto scrivere anche se la vera passione l’ho coltivata alle Scuole Superiori, e mi sono cimentato a scrivere su varie riviste locali.</p>
<p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p>
<p>R) Ho frequentato sia gli studi elementari che quelli delle medie – inferiori. Infine mi sono diplomato Ragioniere e Programmatore nel 2007 e ho acquisito la qualifica professionale di Tecnico per il Turismo Integrato nel 2008.</p>
<p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p>
<p>R) Ho iniziato a scrivere quasi per caso, quando mi sono imbattuto nell’argomento dei Cavalieri Templari. Dato che le ricerche si facevano sempre più intense ho deciso che c’era il materiale necessario per fare un libro, il mio primo lavoro è stato sul Santo Graal. Ricordo che fu una vera odissea cercare tutto il materiale possibile ma ne è valsa la pena.</p>
<p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p>
<p>R) Trasmettere prima di tutto la conoscenza agli altri, emozionare, e liberarsi immergendosi qualche ora nel proprio mondo e nelle proprie emozioni. Scrivere secondo me vuol dire anche emozionare noi stessi.</p>
<p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p>
<p>R) Dati gli argomenti che tratto nei miei libri, Il Codice da Vinci, Il Santo Graal di M.Baigent,Il Pendolo di Focault di Umberto Eco</p>
<p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p>
<p>R) Non leggerei mai un libro scritto male e che non emozioni.</p>
<p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p>
<p>R) La storia dei Templari, di Malcom Barber</p>
<p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p>
<p>R) Nessuno in particolare.</p>
<p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p>
<p>R) Ho un profondo rapporto con la mia terra che è la Puglia. Amo la mia cittadina, Tuturano in provincia di Brindisi, di questa terra amo la cultura, la tradizione storica e culinaria, i profumi e i sapori, nonché le emozioni che riesce a trasmettere.</p>
<p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p>
<p>R) In Italia oggi è molto difficile emergere come scrittore. Diciamo che si dovrebbe puntare molto sugli esordienti, i big dell’editoria non puntano molto ai giovani scrittori. Dall’altro canto l’editoria italiana propone comunque bellissimi testi di svariati autori, si dovrebbe dare spazio ai giovani e soprattutto non si dovrebbe richiedere ad un esordiente un contributo economico, che chiedono anche a volte i piccoli editori. Si deve investire sui giovani, insisto!</p>
<p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p>
<p>R) Il panorama culturale italiano è molto vasto e offre tutte opere di alto livello</p>
<p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p>
<p>R) Sono arrivato alla pubblicazione del mio libro dopo diverse ricerche su internet. Alla fine ho scelto il self – publishing su ilmiolibro.it. Avevo tentato la strada di Boopen Editore ma dati i lunghi tempi di attesa ho cambiato idea. Alla fine c’è lo fatta! (ride)</p>
<p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p>
<p>R) Il mio film preferito è in assoluto Il Gladiatore, amo molto anche la saga di Harry Potter di cui sono un patito fan, adoro l’attrice Emma Watson (Hermione) nella saga Harry Potter ed Anna Popplewel ne “Le Cronache di Narnia”!</p>
<p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p>
<p>R) Ascolto tutti i generi di musica, dal rock al pop, purchè sia orecchiabile e deve trasmettermi emozioni e brividi forti.</p>
<p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p>
<p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p>
<p>R) No, non ho mai frequentato corsi di scrittura narrativa</p>
<p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p>
<p>R) Certamente</p>
<p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p>
<p>R) Creare i personaggi e dargli delle caratteristiche che identificano un personaggio.</p>
<p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p>
<p>R) Io scrivo i miei appunti prima di tutto su carta e poi li trascrivo sul computer formulando il vero e proprio testo del libro. Scrivo di giorno quando posso in biblioteca o Archivio di Stato spesso a casa perché prendo in prestito i libri dalla biblioteca, il pomeriggio lo dedico alla copiatura degli appunti e qualche notte alla stesura del libro, specie quando apporto gli ultimi ritocchi come la bibliografia. Si seguo dei rituali durante la scrittura, a pomeriggio stacco un poco per il The, mentre la mattina in biblioteca faccio una sosta per rifocillarmi.</p>
<p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p>
<p>R) Mi è nato dalla passione per i Cavalieri Templari e leggende medioevali che ho fin dalla tenera età e soprattutto dalla forte passione per la storia. Ho deciso di raccontare le vicende del Graal, nel libro Storia in Sabbia del Re, perché ritengo opportuno che la gente sia incuriosita e abbia voglia di sapere gli intrighi del passato. Ritengo che nella storia del Graal ci siano moltissimi elementi di verità.</p>
<p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p>
<p>R) Raccontare una storia, una vicenda, significa riuscire a trasmettere te stesso alla gente. E’ una cosa bellissima, trasmettere quello per cui tu vivi alla gente. Una sensazione che auguro a tutti.</p>
<p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p>
<p>R) Preferisco cimentarmi con il racconto o il genere ricerca, mi riesce meglio</p>
<p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p>
<p>R) Il racconto è il raccontare una storia, il romanzo è invece molto più lungo del racconto ed incarna in se una serie di elementi che lo differiscono totalmente dal normale racconto o saggio. I miei libri sono prevalentemente dei saggi di ricerca.</p>
<p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p>
<p>R) L’ho scelto data una serie di circostanze. Ho pensato che la sabbia potrebbe rappresentare un buon elemento per nascondere qualcosa, in questo caso la storia di Gesù, infine Gesù era il Re dei Giudei e quindi ecco che nasce il titolo: Storia in Sabbia del Re. Facendoci caso i Vangeli Apocrifi sono stati ritrovati nella sabbia in effetti.</p>
<p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p>
<p>R) Circa 6 mesi, e due mesi e mezzo per scriverlo al computer e ordinare i file. Sono 84 pagine.</p>
<p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p>
<p>R) No, per il momento nessun premio letterario. Se arriverà lo accetterò! (ride)</p>
<p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p>
<p>R) Certamente, se un’opera è buona si.</p>
<p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p>
<p>R) Certamente: un libro che parla dei Vangeli Apocrifi, voglio continuare sulla scia del Cristianesimo e lo intitolerò Apocrifus inserendo anche interi Vangeli e scritti apocrifi. Sarà un durissimo lavoro sicuramente.</p>
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		<title>Federico Sanapo, scrittore</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Schede personali]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Sanapo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>

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		<description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Federico Sanapo
Nome: Federico
Cognome: Sanapo
Luogo e data di nascita: 18/02/1988
Luogo di residenza: Tuturano, Brindisi
Occupazione: inoccupato
Email: federico.turismfs@libero.it
Sito internet: http://storiainsabbia.bloog.it/
Titoli prodotti:
Storia in Sabbia del Re
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore <strong>Federico Sanapo</strong><span id="more-2436"></span></p>
<p>Nome: Federico<br />
Cognome: Sanapo<br />
Luogo e data di nascita: 18/02/1988<br />
Luogo di residenza: Tuturano, Brindisi<br />
Occupazione: inoccupato<br />
Email: <span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:federico.turismfs@libero.it">federico.turismfs@libero.it</a><br />
</span>Sito internet: <a href="http://storiainsabbia.bloog.it/" target="_blank">http://storiainsabbia.bloog.it/</a></p>
<p>Titoli prodotti:</p>
<p>Storia in Sabbia del Re</p>
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		<item>
		<title>Luca Gamberini, scrittore</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Schede personali]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Gamberini]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>

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		<description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Luca Gamberini
Nome: LUCA
Cognome: GAMBERINI
Luogo e data di nascita: BOLOGNA
Luogo di residenza: cento (fe)
Occupazione: disoccupato
Email: grottadelsale@msn.com
Titoli prodotti:
COME UN CANE .. CON UN CANE*
fogli sparsi inseguono la saggezza delle vele (2008 Montedit)
* le prime 300 copie sono numerate a mano dall’autore
appare con la poesia “GENTE CATTIVA” nell’antologia “s’io fossi foco”
(2009 Albus Edizioni)
Finalista (28° [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore <strong>Luca Gamberini</strong><span id="more-2434"></span></p>
<p>Nome: LUCA<br />
Cognome: GAMBERINI<br />
Luogo e data di nascita: BOLOGNA<br />
Luogo di residenza: cento (fe)<br />
Occupazione: disoccupato<br />
Email: <a href="mailto:grottadelsale@msn.com">grottadelsale@msn.com</a></p>
<p>Titoli prodotti:</p>
<p>COME UN CANE .. CON UN CANE*</p>
<p>fogli sparsi inseguono la saggezza delle vele (2008 Montedit)</p>
<p>* le prime 300 copie sono numerate a mano dall’autore</p>
<p>appare con la poesia “GENTE CATTIVA” nell’antologia “s’io fossi foco”</p>
<p>(2009 Albus Edizioni)</p>
<p>Finalista (28° classificato) al “giro d’Italia delle poesie in cornice 2009” con la poesia inedita LADY NUVOLA</p>
<p>Sono inoltre inclusi cinque suoi scritti, fuori concorso, come appendice poetica al libro “Narratori dalla pianura-1° concorso letterario -Funo narrativa-”(2007 Voli)</p>
<p>si è esibito nel corso del 2008 -2009 in vari reading tra caffè letterari e salotti privati, dove rende vivi i suoi confusi pensieri.</p>
<p>Il 16 Gennaio 2009 @ labartarc Ponte a Elga (PI) ha tenuto la presentazione ufficiale del libro.</p>
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		<item>
		<title>Maria Pia Damiani, scrittrice</title>
		<link>http://www.libriescrittori.com/libri/maria-pia-damiani-scrittrice/</link>
		<comments>http://www.libriescrittori.com/libri/maria-pia-damiani-scrittrice/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:08:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Pia Damiani]]></category>
		<category><![CDATA[scrittrice]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Maria Pia Damiani
Nome: Maria Pia
Cognome: Damiani
Regione di residenza: Liguria
Email: info@mariapiasapenza.it
Intervista Marzo 2010
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Non ho nulla di particolare da di dire, se non che nel novembre 2009 è stato pubblicato il mio primo romanzo: “I ricordi uccidono” &#8211; Chinaski [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice Maria Pia Damiani<span id="more-2432"></span></p>
<p>Nome: Maria Pia<br />
Cognome: Damiani<br />
Regione di residenza: Liguria<br />
Email: <a href="mailto:info@mariapiasapenza.it">info@mariapiasapenza.it</a></p>
<p><strong>Intervista Marzo 2010</strong></p>
<p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p>
<p>R) Non ho nulla di particolare da di dire, se non che nel novembre 2009 è stato pubblicato il mio primo romanzo: “I ricordi uccidono” &#8211; Chinaski edizioni.</p>
<p>Trattasi di un noir ambientato nella Genova del 1980. Una Genova decadente, ancora da recuperare. Una Genova in cerca di una nuova identità. Un po’ come la protagonista, Irina, gallerista 40enne piuttosto affermata che, a causa di un trauma subito da bambina, ha dimenticato una parte oscura della sua esistenza.</p>
<p>Ci sono delitti, e una particolarissima storia d’amore.</p>
<p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p>
<p>R) Ho conseguito la Laurea in Lettere moderne presso l’Università di Genova.</p>
<p><em>D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?</em></p>
<p>R) Ho iniziato a scrivere poesie appena frequentata la prima elementare. Con la prosa il discorso è maturato successivamente, quando, preparando trasmissioni per le “radio libere” ed affrontando argomenti di vario genere, ho dovuto far di necessità virtù. Ma con piacere, perché è stato amore.</p>
<p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p>
<p>R) Molto. Una valvola di scarico per la mia anima tormentata dalle iniquità del mondo; un modo per manifestare opinioni, punti di vista, e sviscerare la psicologia “umana”.</p>
<p>In ultimo, ma non per importanza, un modo di aggirare il destino vivendo più vite possibili.</p>
<p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p>
<p>R) La coscienza di Zeno di Svevo, Madame Bovary di Flaubert, e tutti i Maigret di Simenon.</p>
<p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p>
<p>R)Quelli di molti autori alla moda, e super raccomandati.</p>
<p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p>
<p>R) L’infinito buio di Michele Branchi.</p>
<p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p>
<p>R) In genere gli autori contemporanei mi annoiano. Preferisco non fare nomi.</p>
<p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p>
<p>R) Genova è spesso presente nel mio mondo letterario. La Genova di qualche tempo fa però, non l’attuale. I motivi si deducono facilmente dai miei scritti.</p>
<p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p>
<p>R) Faccio prima a dire che non mi piace quasi niente. Si pubblicano “cose” noiose.</p>
<p>Langue la trama , di solito piatta, senza intreccio (l’intreccio attuale sono i turpiloqui, argomenti vomitevoli, storie sciatte). Lo credo che la gente poi non legge!</p>
<p>Inoltre, ritengo che molti “lettori di fiducia” delle case editrici “imbroglino” facendo solo finta di visionare i manoscritti.</p>
<p>A meno che non si tratti di veline, figli d’arte, o super raccomandati segnalati. E aggiungo che non è da sottovalutare il nome esotico: fa tanto in! Gli italiani hanno sempre avuto un debole per gli stranieri!</p>
<p>Tuttavia, voglio “spezzare una lancia” a favore degli editori: se è un bene che tutti scrivano, non lo è per chi veramente vale, perché in mezzo a tanta spazzatura è difficile scovare il poco cibo buono sommerso.</p>
<p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p>
<p>R) Non mi piace il dilettantismo, il pressapochismo, la corruzione, il nepotismo.</p>
<p>Quindi, che mi può piacere? Che rimane? “I posti che contano” ( Rai, giornalismo, politica, cinema, arte, medici) sono occupati prevalentemente da persone che sono state sistemate dal “paparino” ed ecc. Chi non ci crede, provi a controllare: “il pesciolino valido” potrà esserci, ma sarà dovuto al caso, o alla rottura “della rete di protezione”. Ed in un ambiente di squali…</p>
<p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p>
<p>R) Il principale quotidiano cittadino riportava il nome della mia casa editrice. Mi sono informata sul suo conto e, dopo aver interpellato il direttore editoriale, ho inviato il manoscritto.</p>
<p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p>
<p>R) Il Principe guerriero con Charlton Heston.</p>
<p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p>
<p>R) Love is blue e i pezzi di Ludovico Einaudi.</p>
<p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p>
<p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p>
<p>R) No.</p>
<p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p>
<p>R) Non saprei.</p>
<p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p>
<p>R) Creare una trama che non annoi.</p>
<p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p>
<p>R) Al computer. Di giorno. Indipendentemente dalla presenza di altre persone, tanto, quando scrivo, non sono più dentro il mio corpo. Senza riti.</p>
<p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p>
<p>R) Erano anni che la custodivo nella mente. Probabilmente è nata con me stessa. Ho narrato fatti reali intersecati ad altri d’invenzione. Lo stesso vale per i personaggi. Ma i luoghi sono tutti rigorosamente veri. E così gli avvenimenti meteorologici: per alcune giornate sono andata a controllare che tempo facesse a Genova nel novembre del 1980.</p>
<p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p>
<p>R) Semplicemente viverla.</p>
<p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p>
<p>R) In entrambi. Ma il primo è più impegnativo!</p>
<p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p>
<p>R) In un racconto, solitamente, non ci sono molti personaggi, e l’argomento non ha “ramificazioni”.</p>
<p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p>
<p>R) Ho cercato di condensarvi un punto focale della storia.</p>
<p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p>
<p>R) Anni, se penso da quanto lo custodivo in testa. Al computer, circa sei mesi.</p>
<p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p>
<p>R) Non partecipo a concorsi.</p>
<p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p>
<p>R) Non ci credo.</p>
<p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p>
<p>R) Le idee non mi mancano, ma sono molto pigra.</p>
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		<title>inedito &#8211; Poesie d&#8217;amore di Luca Adami</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Adami]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ complesso, di fronte alla banalità del titolo, scrivere d’amore. Specialmente, dal momento che l’amore non è definito.
Amore: 1) intenso sentimento d’affetto verso qualcuno o qualcosa; 2) forte attrazione, anche sessuale, per un’altra persona; 3) complesso di atteggiamenti che nel mondo animale accompagna la riproduzione; 4) aspirazione alla realizzazione di un valore etico, politico o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ complesso, di fronte alla banalità del titolo, scrivere d’amore. Specialmente, dal momento che l’amore non è definito.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Amore</span>: 1) intenso sentimento d’affetto verso qualcuno o qualcosa; 2) forte attrazione, anche sessuale, per un’altra persona; 3) complesso di atteggiamenti che nel mondo animale accompagna la riproduzione; 4) aspirazione alla realizzazione di un valore etico, politico o religioso; 5) forte desiderio o attaccamento a qualcuno o qualcosa; 6) una delle figure nelle carte dei tarocchi.<span id="more-2429"></span></p>
<p>L’amore ha mille facce, è tutto &amp; niente nello stesso medesimo istante.</p>
<p>L’amore è l’indefinibile, poiché come diceva Dante Alighieri ‘Ben poco ama colui che ancora può esprimere, a parole, quanto ami’.</p>
<p>L’amore è vivo, pulsante sotto la pelle e nelle mani, negli occhi, è un senso come il tatto, come il gusto… non ha definizione, lo si cerca semplicemente di circoscrivere con qualcosa che possa essere compreso. L’amore sa essere tremendo, triste, assassino… può ancora cambiare le sorti del mondo. Per averlo dentro occorre provare sentimenti, l’indifferenza è il suo acerrimo opposto, l’antimateria dell’amore.</p>
<p>L’amore è il ricordo, è saper vivere il pensiero passato e stringerlo a sé come una reliquia, è coccolarlo nelle tiepide sere d’autunno. Non è cosa da tutti. Allo stesso tempo, l’amore è presente, il momento vivo che sta per passare ma non è ancora successo. Ogni istante è d’amare, non per la vita ma per l’istante prima che è morto. Non si può piangere sempre.</p>
<p>Resterò solo con il pensiero del futuro, riflettendo su chi ho amato e quanto l’ho voluto. Resterò fermo a fumare una sigaretta e pensare. Poi dovrò alzarmi, quando farà giorno, e sentirò dentro me di adorare quel sole. Quel tepore che risveglia i sensi, quand’è finito l’inverno.</p>
<p>L’amore è il più grande oggetto mai sfruttato nella storia dell’uomo, ci sono meschini affaristi che speculano su ciò che non sanno e che non hanno. C’è chi vende l’amore dietro una bancarella, per ognuno di loro c’è chi lo compra. Ma lo sanno, tutti sanno, che è una finzione scenica e, levate le maschere, resterà lo scarno scheletro di una routine senza passione. L’amore di certi è sedentario, stantio, affievolito.</p>
<p>Ho visto molti amori, negli anni, li ho provati e li ho scritti…</p>
<p>Autore: Luca Adami<br />
Titolo: Poesie d&#8217;amore</p>
<p>Nome: Luca<br />
Cognome: Adami<br />
Regione di residenza: Veneto<br />
Email: <a href="mailto:badflames@hotmail.it">badflames@hotmail.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>inediti &#8211; La stanza dietro di Luca Adami</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Opere inedite]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Adami]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai è molto che scrivo
senza che nessuno lo sappia,
lasciando l’ultimo verso sempre incompleto…
due frasi, nessuna rima
ed un pezzo di me è uscito
lì sulla carta…
la sigaretta finisce e la penna è esausta.
Entrambi speriamo solo di lasciare immacolato quel pezzo nel tempo;
«Speri di consegnare a qualcuno la chiave per capirti?»
«No, amico, voglio solo mostrargli dov’è la porta…»
&#62; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai è molto che scrivo</p>
<p>senza che nessuno lo sappia,</p>
<p>lasciando l’ultimo verso sempre incompleto…<span id="more-2427"></span></p>
<p>due frasi, nessuna rima</p>
<p>ed un pezzo di me è uscito</p>
<p>lì sulla carta…</p>
<p>la sigaretta finisce e la penna è esausta.</p>
<p>Entrambi speriamo solo di lasciare immacolato quel pezzo nel tempo;</p>
<p>«Speri di consegnare a qualcuno la chiave per capirti?»</p>
<p>«No, amico, voglio solo mostrargli dov’è la porta…»</p>
<p>&gt; <strong>La stanza dietro</strong></p>
<p>Autore: Luca Adami<br />
Titolo: Poesie perse per strada</p>
<p>Nome: Luca<br />
Cognome: Adami<br />
Regione di residenza: Veneto<br />
Email: <a href="mailto:badflames@hotmail.it">badflames@hotmail.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>inediti &#8211; Cinicocaina di Luca Adami</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Opere inedite]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Adami]]></category>

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		<description><![CDATA[Lancio un grido di gioia, afferro la bottiglia fra le mani, Mino tracolla al suolo e odo il suo collo spezzarsi. lui grida. è la prima volta che lo sento parlare di oggi, forse l’ultima. tracanno avidamente l’ultimo sorso di nettare giallo ed aspetto che faccia effetto; poi apro gli occhi.
va tutto bene. le cimici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lancio un grido di gioia, afferro la bottiglia fra le mani, Mino tracolla al suolo e odo il suo collo spezzarsi. lui grida. è la prima volta che lo sento parlare di oggi, forse l’ultima. tracanno avidamente l’ultimo sorso di nettare giallo ed aspetto che faccia effetto; poi apro gli occhi.</p>
<p>va tutto bene. le cimici sono scomparse, la zanzara che volava intorno è morta, Mino è là a terra esanime. calo un braccio e lo raccolgo, gli occhi vitrei mi guardano ancora spalancati. deve aver visto il volto del demonio. cosa fare? ogni fine del viaggio, lui mi abbandona! maledetto, maledetto orso!<span id="more-2424"></span></p>
<p>mi alzo in piedi e vado verso il bagnasciuga. l’oceano salverà la vita di Mino, almeno spero. altrimenti dovrò imparare a fare a meno di lui.</p>
<p>immergo il piccolo corpo senza vita nelle acque pulite: qualche pesce gli passa sopra, altri lo osservano. mi sembra di sentire un fremito. forse, forse… lo sollevo, avvicino il suo petto all’orecchio. c’è un battito! un piccolo fottuto battito!</p>
<p>sorrido felice ed estraggo dall’armadio un phon; lo asciugo con cautela, cercando di non bruciargli il pelo. è ancora vivo, il viaggio verso il monte può continuare assieme. anche Mino sorride.</p>
<p>infine ci guardiamo negli occhi, è lo sguardo dell’amico ritrovato di Uhlmann. siamo due amici, non ce ne importa nulla del mondo. e stiamo alla grande.</p>
<p>&gt; (dal racconto “<strong>Cinicocaina</strong>”)</p>
<p>Autore: Luca Adami<br />
Titolo: Strane Lunghe Storie</p>
<p>Nome: Luca<br />
Cognome: Adami<br />
Regione di residenza: Veneto<br />
Email: <a href="mailto:badflames@hotmail.it">badflames@hotmail.it</a></p>
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		<title>Luca Adami, scrittore</title>
		<link>http://www.libriescrittori.com/libri/luca-adami-scrittore-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 11:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Schede personali]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Adami]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2422</guid>
		<description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Luca Adami
Nome: Luca
Cognome: Adami
Luogo e data di nascita: Verona, 30 marzo 1986
Luogo di residenza: Verona
Occupazione: Si spera scrittore
Email: badflames@hotmail.it
Sito internet: www.lucadami.com  
Titoli prodotti:
editi in cartaceo: “La prima goccia”
pubblicati e venduti online: “Luke &#38; Mike”, “Poesie perse per strada”, “Dialoghi 2006”, “Strane Lunghe Storie”, “Poesie d&#8217;amore”, “Inseguendo i Doors”
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore <strong>Luca Adami</strong><span id="more-2422"></span></p>
<p>Nome: Luca<br />
Cognome: Adami<br />
Luogo e data di nascita: Verona, 30 marzo 1986<br />
Luogo di residenza: Verona<br />
Occupazione: Si spera scrittore<br />
Email: <a href="mailto:badflames@hotmail.it">badflames@hotmail.it</a><br />
Sito internet: <a href="http://www.lucadami.com" target="_blank">www.lucadami.com</a>  </p>
<p>Titoli prodotti:</p>
<p>editi in cartaceo: “La prima goccia”</p>
<p>pubblicati e venduti online: “Luke &amp; Mike”, “Poesie perse per strada”, “Dialoghi 2006”, “Strane Lunghe Storie”, “Poesie d&#8217;amore”, “Inseguendo i Doors”</p>
]]></content:encoded>
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		<title>presentazione &#8211; Strokes di Stefano Pitino</title>
		<link>http://www.libriescrittori.com/libri/presentazione-strokes-di-stefano-pitino/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 11:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Pitino]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre stanze bianche. Vuote. Senza via d’uscita: una dimensione parallela. È il regno di un maestoso Orologio a pendolo nero: la Morte. 
È qui che l’Orologio ha trasportato dodici ragazzi. C’è chi non crede più nell’Amore e chi lo sta cercando. Chi usa il denaro e chi la forza. Chi crede troppo in se stesso e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre stanze bianche. Vuote. Senza via d’uscita: una dimensione parallela. È il regno di un maestoso Orologio a pendolo nero: la Morte. </p>
<p>È qui che l’Orologio ha trasportato dodici ragazzi. C’è chi non crede più nell’Amore e chi lo sta cercando. Chi usa il denaro e chi la forza. Chi crede troppo in se stesso e chi per nulla. Chi usa la testa e chi il cuore. <span id="more-2420"></span></p>
<p>Allo scoccare di ogni ora uno di loro è convocato dinanzi all’Orologio. È messo di fronte al suo vero io. Ha una sola possibilità di salvarsi: trovare l’unica chiave che batte la Morte. </p>
<p>È una frenetica lotta contro il tempo. Un confronto. Uno scontro. Un vortice di azioni incalzanti e vertiginosi colpi di scena. Un susseguirsi di tentativi di fuga, avventure, lotte, flirt. </p>
<p>Ma soprattutto una grande favola d’amore, un sogno, una magia, un inno alla speranza e alla vita, alla luce dell’Amore che vince le tenebre. </p>
<p>Autore: Stefano Pitino<br />
Titolo: “Strokes”<br />
Editore: “Zona”<br />
Anno di pubblicazione: 2010<br />
Luogo di pubblicazione: Il libro è disponibile in tutte le librerie d’Italia oppure acquistabile direttamente da internet.<br />
Numero pagine: 134</p>
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		<title>Stefano Pitino, scrittore</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 11:55:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Schede personali]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Pitino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2418</guid>
		<description><![CDATA[Scheda personale dello scrittore Stefano Pitino
Nome: Stefano
Cognome: Pitino
Luogo e data di nascita: Roma 11 settembre 1980
Luogo di residenza: Milano
Occupazione: Scrittore, regista, capo animatore
Email: Stefan-80@hotmail.it
Sito internet: http://stefanopitino.webs.com/
Titoli prodotti:
“Strokes”
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale dello scrittore <strong>Stefano Pitino</strong><span id="more-2418"></span></p>
<p>Nome: Stefano<br />
Cognome: Pitino<br />
Luogo e data di nascita: Roma 11 settembre 1980<br />
Luogo di residenza: Milano<br />
Occupazione: Scrittore, regista, capo animatore<br />
Email: <a href="mailto:Stefan-80@hotmail.it">Stefan-80@hotmail.it</a><br />
Sito internet: <a href="http://stefanopitino.webs.com/" target="_blank">http://stefanopitino.webs.com/</a></p>
<p>Titoli prodotti:</p>
<p>“Strokes”</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>recensione &#8211; &#8220;Altri tempi&#8221; di Santina Russo</title>
		<link>http://www.libriescrittori.com/libri/recensione-altri-tempi-di-santina-russo/</link>
		<comments>http://www.libriescrittori.com/libri/recensione-altri-tempi-di-santina-russo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 11:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolte]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Santina Russo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2416</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Altri Tempi&#8221; è una raccolta di poesie in lingua italiana che evoca il ricordo di tempi lontani e di mondi semplici. I paesaggi sono naturali e incontaminati, i personaggi sognatori e tradizionalisti, il linguaggio semplice ed evocativo, per far riemergere il lato più autentico e genuino della vita. La realtà odierna è confrontata con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Altri Tempi&#8221; è una raccolta di poesie in lingua italiana che evoca il ricordo di tempi lontani e di mondi semplici. I paesaggi sono naturali e incontaminati, i personaggi sognatori e tradizionalisti, il linguaggio semplice ed evocativo, per far riemergere il lato più autentico e genuino della vita. La realtà odierna è confrontata con la semplicità e la tradizione del passato, che rivive attraverso ricordi, immagini, rievocazioni di usanze antiche, raccolte con cura dalla giovane autrice che del passato avrebbe voluto &#8220;assaporare almeno l&#8217;aria&#8221;.<span id="more-2416"></span></p>
<p>Autore: SANTINA RUSSO<br />
Titolo: ALTRI TEMPI<br />
Editore: UNIBOOK<br />
Anno di pubblicazione: 2009<br />
Luogo di pubblicazione: WEB<br />
Numero pagine: 38</p>
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		<title>Intervista a Santina Russo</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 11:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Santina Russo]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Santina Russo
Nome: Santina
Cognome: Russo
Regione di residenza: Sicilia
Email: santina81@tiscali.it
Intervista 
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Mi chiamo Santina Russo, ho 28 anni e mi piace scrivere da quando ero bambina. Mi divertivo a giocare a fare la maestra e a insegnare ai miei &#8220;alunni&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice Santina Russo<span id="more-2414"></span></p>
<p>Nome: Santina<br />
Cognome: Russo<br />
Regione di residenza: Sicilia<br />
Email: <a href="mailto:santina81@tiscali.it">santina81@tiscali.it</a></p>
<p><strong>Intervista </strong></p>
<p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p>
<p>R) Mi chiamo Santina Russo, ho 28 anni e mi piace scrivere da quando ero bambina. Mi divertivo a giocare a fare la maestra e a insegnare ai miei &#8220;alunni&#8221; delle filastrocche.</p>
<p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p>
<p>R) Ho sempre amato studiare, in particolare le materie umanistiche, infatti dopo la maturità conseguita brillantemente nel 2000, mi sono iscritta alla facoltà di Lettere Moderne di Catania e mi sono laureata a pieni voti nel 2005.</p>
<p><em>D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?</em></p>
<p>R) Non c&#8217;è un momento preciso in cui ho iniziato a scrivere, posso dire che sin da piccola mi piaceva inventare e scrivere storie, cambiare i testi delle canzoni con parole inventate da me, dando al testo un altro significato, un&#8217;altra storia. A 12 anni avevo già scritto una prima raccolta di poesie e un breve romanzo, adesso però non mi riconosco più in quei versi ma sono comunque miei, è come guardare delle foto di quando si era bambini, si dice &#8220;com&#8217;ero diversa!&#8221; eppure si è sempre la stessa persona.</p>
<p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p>
<p>R) Scrivere vuol dire comunicare, ciò che passa per la mente in quel momento.</p>
<p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p>
<p>R) Mi piace molto La Divina Commedia, è un classico che non mi stancherei mai di leggere.</p>
<p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p>
<p>R) I best seller</p>
<p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p>
<p>R) Il teatro in dialetto di Luigi Pirandello</p>
<p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p>
<p>R) Retablo di Vincenzo Consolo</p>
<p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p>
<p>R) Sono molto legata alla mia terra, è parte di me, amo ogni vicolo del mio paese, il profumo dei limoni, l&#8217;aria fresca della primavera.</p>
<p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p>
<p>R) Non mi piace che molti editori chiedano agli esordienti un cospicuo investimento iniziale per la pubblicazione delle proprie opere, mi piace il &#8220;book on demand&#8221; .</p>
<p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p>
<p>R) Purtroppo mi piace ben poco, la cultura è in decadenza secondo me, e conseguenza ne è non solo una crisi in campo culturale, ma anche in campo sociale, politico, economico&#8230;</p>
<p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p>
<p>R) Tramite internet ho avuto modo di conoscere la pubblicazione a richiesta o &#8220;book on demand&#8221;, mi sono informata, mi è interessato e così ho pubblicato le mie poesie</p>
<p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p>
<p>R) &#8220;La vita è bella&#8221; di Roberto Benigni</p>
<p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p>
<p>R) &#8220;Adesso tu&#8221; di Eros Ramazzotti</p>
<p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p>
<p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p>
<p>R) No</p>
<p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p>
<p>R) Poco</p>
<p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p>
<p>R) Per quanto mi riguarda la fantasia, l&#8217;invenzione della storia che deve essere originale, coinvolgente, mai banale. Penso che anche la disposizione degli eventi, l&#8217;intreccio, sia un aspetto complesso, ma personalmente credo di &#8220;arrangiarmi&#8221; meglio in questo aspetto piuttosto che nel primo</p>
<p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p>
<p>R) Dipende, se sono davanti al computer e mi viene l&#8217; ispirazione scrivo al pc, altrimenti va bene anche su un tovagliolo di carta, ovunque, purché non mi sfugga l&#8217;idea. Di solito scrivo in solitudine, senza seguire riti particolari, quando la mia mente comanda la mia mano esegue, senza costrizioni, senza forzature, tutto naturalmente. Ovviamente, però, se la mano è impegnata in altre attività lascia tutto per afferrare al volo la penna e scrivere, scrivere, scrivere&#8230;</p>
<p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p>
<p>R)Non ho scritto opere di narrativa in maniera consistente, finora. Ho scritto invece una silloge di poesie. E&#8217; una raccolta di poesie nata giorno dopo giorno, verso dopo verso. Tutte le poesie hanno un filo conduttore unico ed è per questo che le ho voluto raccogliere in un libro.</p>
<p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p>
<p>R) Essere utile a qualcuno.</p>
<p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p>
<p>R) Racconto</p>
<p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p>
<p>R) Sono molto simili per me, hanno lo stesso valore, il racconto è solo più breve.</p>
<p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p>
<p>R) Non ho scritto opere narrative</p>
<p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p>
<p>R)</p>
<p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p>
<p>R) No</p>
<p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p>
<p>R) Si, perché no?</p>
<p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em></p>
<p>R) Altre poesie e in futuro una raccolta di racconti.</p>
<p><strong>approfondimento POESIA</strong></p>
<p><em>D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?</em></p>
<p>R) Dipende, se sono davanti al computer e mi viene l&#8217; ispirazione scrivo al pc, altrimenti va bene anche su un tovagliolo di carta, ovunque, purché non mi sfugga l&#8217;idea. Di solito scrivo in solitudine, senza seguire riti particolari, quando la mia mente comanda la mia mano esegue, senza costrizioni, senza forzature, tutto naturalmente. Ovviamente, però, se la mano è impegnata in altre attività lascia tutto per afferrare al volo la penna e scrivere, scrivere, scrivere&#8230;</p>
<p><em>D) Quali sono i suoi poeti del cuore?</em></p>
<p>R) Dante, Pascoli, D&#8217;annunzio, Saba.</p>
<p><em>D) Come nasce un suo verso?</em></p>
<p>R) Naturalmente, come tutte le cose.</p>
<p><em>D) Quanto tempo ci lavora su?</em></p>
<p>R) Un solo istante, il tempo che impiega la mia mente a elaborarlo.</p>
<p><em>D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?</em></p>
<p>R) Un&#8217;emozione, un sentimento</p>
<p><em>D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?</em></p>
<p>R) Ero una bambina, avevo circa 10 anni, ed ero a casa.</p>
<p><em>D) Cos’è che l&#8217;ha spinta a pubblicare le sue poesie?</em></p>
<p>R) Il desiderio di vedere il mio nome scritto in copertina?</p>
<p><em>D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?</em></p>
<p>R) &#8220;M&#8217;illumino d&#8217;immenso&#8221;</p>
<p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?</em></p>
<p>R) D&#8217;istinto, in base al filo conduttore che lega le mie poesie.</p>
<p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p>
<p>R) Un paio d&#8217;anni.</p>
<p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p>
<p>R) Mi sono classificata tra i finalisti.</p>
<p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p>
<p>R) SI, perché no?</p>
<p><em>D) Ha altri progetti in cantiere?</em></p>
<p>R) Scrivere altre poesie e magari anche una raccolta di racconti.</p>
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		<title>Santina Russo, scrittrice</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 11:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Schede personali]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Santina Russo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittrice]]></category>

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		<description><![CDATA[Scheda personale della scrittrice Santina Russo 
Nome: Santina
Cognome: Russo
Luogo e data di nascita: Piazza Armerina (EN) 03 Agosto 1981
Luogo di residenza: Barrafranca (EN)
Occupazione: Insegnante di lettere
Email: santina81@tiscali.it
Sito internet: www.santinarusso.com
 Titoli prodotti:
raccolta di poesie &#8220;Altri tempi&#8221; edita da unibook.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale della scrittrice <strong>Santina Russo</strong> <span id="more-2412"></span></p>
<p>Nome: Santina<br />
Cognome: Russo<br />
Luogo e data di nascita: Piazza Armerina (EN) 03 Agosto 1981<br />
Luogo di residenza: Barrafranca (EN)<br />
Occupazione: Insegnante di lettere<br />
Email: <a href="mailto:santina81@tiscali.it">santina81@tiscali.it</a><br />
Sito internet: <a href="http://www.santinarusso.com" target="_blank">www.santinarusso.com</a></p>
<p> Titoli prodotti:</p>
<p>raccolta di poesie &#8220;Altri tempi&#8221; edita da unibook.</p>
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		<title>commenti &#8211; L’incapacità di essere un poeta di Lorenzo Gabanizza</title>
		<link>http://www.libriescrittori.com/libri/2410-commenti-l-incapacita-di-essere-un-poeta-di-lorenzo-gabanizza/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 11:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Gabanizza]]></category>

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		<description><![CDATA[Un escursione attraverso lo spirito ed il cuore, in bilico fra amore, paura e fede.
L’Odissea di un cuore nell’universo spirituale umano.
Autore: Lorenzo Gabanizza
Titolo: L’incapacità di essere un poeta
Editore: The Boopen editore
Anno di pubblicazione: 2008
Luogo di pubblicazione: Pozzuoli (Napoli)
Numero pagine: 57
Introduzione di: Lorenzo Gabanizza
“Abbiamo letto con interesse il suo libro, che è ricco di una vena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un escursione attraverso lo spirito ed il cuore, in bilico fra amore, paura e fede.</p>
<p><strong>L’Odissea di un cuore nell’universo spirituale umano</strong>.<span id="more-2410"></span></p>
<p>Autore: Lorenzo Gabanizza<br />
Titolo: L’incapacità di essere un poeta<br />
Editore: The Boopen editore<br />
Anno di pubblicazione: 2008<br />
Luogo di pubblicazione: Pozzuoli (Napoli)<br />
Numero pagine: 57<br />
Introduzione di: Lorenzo Gabanizza</p>
<p>“Abbiamo letto con interesse il suo libro, che è ricco di una vena sorgiva di poesia, e che ci ha portati a condividere i turbamenti di un animo sinceramente assetato di bellezza.”</p>
<p><strong>Fabrizio Calzia, Galata editore</strong></p>
<p>“Nei giorni scorsi il Suo testo “L’INCAPACITA’ DI ESSERE POETA” è stato</p>
<p>segnalato per la qualità letteraria e per la capacità di saper trasmettere ad un pubblico di lettori</p>
<p>speriamo il più vasto possibile, valori e contenuti originali (…)mi complimento ancora per la qualità del Suo manoscritto.”</p>
<p><strong>Simone Casavecchia Ed. Sabinae</strong></p>
<p>“Ci ha convinto, oltre alla musicalità metrico-ritmica dello stile poetico, l&#8217;afflato religioso e spirituale che permea la soffice, delicata massa della scrittura, il messaggio morale mescolato a un lungimirante e saggio sorriso.”</p>
<p><strong>Rino Tripodi</strong><strong><br />
Direttore responsabile della rivista telematica &#8220;LucidaMente&#8221;<br />
Consulente letterario ed editoriale per inEdition editrice<br />
Direttore editoriale delle collane letterarie della inEdition editrice</strong></p>
<p>“Ho letto il suo <em>L&#8217;incapacità di essere poeta </em>che ha una vocazione alla parola, una energia piacevole, una rabbia, anche, seppur saggiamente controllata.”</p>
<p><strong>Sandro Montalto, Direttore editoriale delle Edizioni Joker.</strong></p>
<p>“La sua raccolta poetica. E&#8217; particolarmente bella e mette in luce la sua spiccata sensibilità nell&#8217;analisi &#8216;indiretta&#8217; del mondo e della vita. Ogni brano fa riflettere ed  è diverso dagli altri e questo stimola alla lettura. A dispetto del titolo e della premessa che evidenziano la sua serietà e modestia, i lavori sono di buon livello.”</p>
<p><strong>CASA EDITRICE &#8211; dott.ssa Maria Lucia Ivone</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Simone Gambacorta o il fascino della notazione letteraria</title>
		<link>http://www.libriescrittori.com/libri/simone-gambacorta-o-il-fascino-della-notazione-letteraria/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 11:44:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Raccolte]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2397</guid>
		<description><![CDATA[di Alceo Lucidi
Le note minime di un recensore, gli scritti sparsi di un giornalista innamorato dei libri, le riflessioni intorno al mondo della letteratura contemporanea condotte da un attento osservatore del panorama editoriale contemporaneo, che non rifugge, tra l’altro, da interessanti incursioni anche nel passato. Sembrerebbero, all’apparenza, questi gli elementi costitutivi del nuovo libro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Alceo Lucidi</p>
<p><em>Le note minime di un recensore, gli scritti sparsi di un giornalista innamorato dei libri, le riflessioni intorno al mondo della letteratura contemporanea condotte da un attento osservatore del panorama editoriale contemporaneo, che non rifugge, tra l’altro, da interessanti incursioni anche nel passato. Sembrerebbero, all’apparenza, questi gli elementi costitutivi del nuovo libro di Simone Gambacorta in cui si raccolgono, sotto il titolo di Short Reviews (recensioni brevi per l’appunto), gli articoli apparsi su riviste e giornali a partire dal 2001.</em></p>
<p>In realtà sotto la superficie dell’immediatezza comunicativa e della scioltezza stilistica con le quali l’autore ci si rivolge, per via della stessa natura ampiamente divulgativa delle sue prove, volte verso l’intelligibilità e la chiarezza giornalistiche, si nasconde tutta la forza interpretativa, la ricchezza e freschezza di tono, l’intensità di partecipazione emotiva di una sicura intelligenza critica.<span id="more-2397"></span></p>
<p>Il fatto di essersi saputo reperire su registri diversi, in un interessante opera di sintesi, tanto da fare ulteriormente risaltare la pregnanza del suo messaggio, come direbbe il suo editore, senza gli infingimenti, le parole di circostanza o la malcelata ritualità di tanta critica accademicamente sclerotica e cervellotica, ne fanno sicuramente un libro di grande pregio. A questo si aggiunga anche una sicura autonomia di giudizio e quel forte senso di onestà intellettuale che portano Gambarcorta a non escludere i lati oscuri del mestiere, che poi si concentrano essenzialmente, come lui stesso ben dice nell’introduzione, in quell’idea, anzi diciamo quella sensazione, di incompiutezza del punto di vista del recensore, che si consuma nell’atto stesso di riconsiderare i suoi lavori. In fondo siamo sempre nell’ambito delle formulazioni di ipotesi, dei tentativi di attribuzioni di senso che portano con loro l’inevitabile fardello di indeterminatezza ed imprecisioni. Non bisogna certo vergognarsene od ammantarli dietro la pretesa perfettibilità di un gusto che poi finisce immancabilmente per risultare affettato.</p>
<p>Il campo di indagine adottato non si presta a facili indulgenze od inutili autocompiacimenti. Non una parola è usata per autorizzare una certa meccanicità e prevedibilità nella visione del testo, ma resta al lettore, in fin dei conti, la misura, magari anche accennata, per noi sicuramente stringente, dell’annotazione. Ben lungi quindi da un esercizio che si consuma con la precisione rigorosa delle sterili notomizzazioni; Simone riesce a dosare i vari gradi di intensità del suo discorso, dall’elogio alla stroncatura senza riserve, con la prontezza, la disinvoltura, direi anche la leggerezza, di chi è abituato a frequentare la scrittura e ad ascoltare la voce degli autori.</p>
<p>Eccolo allora trascorrere dalla fase di più accorata ed attenta adesione ai motivi profondi di un testo, di grande sensibilità e sorprendente precisione, distillata in qualche ficcante battuta, ad uno stile più piano, divertente, ironico, ai limiti dello sberleffo, ma non per questo meno significativo nell’economia complessiva dei suoi spunti. Quando la narrazione è nelle sue corde e lo rispecchia, sa immergersi in essa per perdersi nelle sue increspature e vibrazioni, come laddove, volendo citare un caso nel libro, tratteggia con qualche significativa pennellata la struggente corrispondenza tra Cristina Campo e Leone Traverso: “è uno stile alto e soave quello che si incontra in queste lettere . C’è bellezza in ogni virgola, e intorno ad ogni pagina tutta una vita, e poi ancora il fascino di una pienezza (anche dolente) che giunge ben oltre il momento consegnato alla carta. (…) C’è da rimanere a bocca aperta a leggere questa letteratura destinata a non essere letta e talvolta toccata dalla meraviglia della poesia”. Pochi preziosi tocchi che vivificano l’opera e ce la fanno sentire più che mai vicina. Quando invece si applica a smontare una tesi sembra essere altrettanto pungente, come se le corde, con tonalità tra loro molto differenti, che usasse, fossero quelle di una medesima tastiera. Simone ha il pregio di sapere sviluppare molto bene ed al momento giusto le note del suo pentagramma, senza che per questo venga meno il fluire della musica. Quando parla di Corrado Augias, a suo modo grande lettore e recensore, e del suo libro “Leggere”, non può fare a meno di trattenere un moto di insofferenza verso quella che definisce una maniera semplicistica di trattare l’argomento in questione: “La nostra domanda è dunque questa: si possono “contabilizzare” i profitti della lettura? E’ possibile elencarne i benefici come se si trattasse del bilancio di un’azienda? (…) I libri (di poesia, di narrativa) hanno il grande merito di insegnare nulla e di offrirsi come degli approfondimenti sulle vulnerabilità, sulle problematicità e sulle criticità dell’uomo”.</p>
<p>Verrebbe da dire con Manganelli e con lui Gambacorta, che l’arte del critico va imparata con “la licenza dell’errore” ovvero con il beneficio del dubbio, che nasce inevitabilmente da un fenomeno di trasposizione da una scrittura all’altra e che, come la traduzione, è sottoposto ad un buon margine di approssimazione. E’ in quel margine che il recensore deve sapersi inserire per colmarlo e restituire il senso di un’intera operazione. Ci sembra che Simone ci sia riuscito.</p>
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		<item>
		<title>Intervista a Vittorio Frau</title>
		<link>http://www.libriescrittori.com/libri/intervista-a-vittorio-frau/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 13:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Frau]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Vittorio Frau
Nome: Vittorio
Cognome: Frau
Regione di residenza: Sardegna
Email: vit.frau@inwind.it
Intervista (del gennaio 2010)
Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

Fin da adolescente ho avuto la misteriosa capacità di scrivere storielle divertenti, tanto che tutti i miei compagni di scuola volevano scrivessi loro qualche “fesseria” nel diario, cosa che mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a Vittorio Frau<span id="more-2394"></span></p>
<p>Nome: Vittorio<br />
Cognome: Frau<br />
Regione di residenza: Sardegna<br />
Email: <a href="mailto:vit.frau@inwind.it">vit.frau@inwind.it</a></p>
<p><strong>Intervista </strong>(del gennaio 2010)</p>
<p><em>Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura<br />
</em></p>
<p>Fin da adolescente ho avuto la misteriosa capacità di scrivere storielle divertenti, tanto che tutti i miei compagni di scuola volevano scrivessi loro qualche “fesseria” nel diario, cosa che mi riusciva senza sforzo.</p>
<p>Intorno ai vent’anni, epoca remota nella quale i computer, ancora grandi come container, non erano d’uso comune, scrissi a mano una specie di resoconto surreale del primo campeggio della mia vita e lo conservai in un cassetto. Questa strana capacità, assolutamente slegata dal mio ciclo di studi (sono un Perito Elettrotecnico), colpì, alla fine degli anni ’80, un conoscente che all’epoca collaborava con un settimanale satirico-sportivo cagliaritano ormai scomparso: il “Trovotutto sport”. In breve tempo mi fu affidata una rubrica nella quale simulavo ipotetiche domande e risposte ad un sedicente “direttore”, rubrica che mi ha dato discrete soddisfazioni.</p>
<p>Nei primi anni ’90 ho conquistato il tanto bramato “posto fisso” che, tanto per cambiare, era assolutamente slegato da qualunque attività inerente alla scrittura o alla satira in genere: sono entrato a far parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, insomma in parole povere faccio il pompiere.</p>
<p>Nel 1993 portarono in un ufficio sindacale della caserma uno strano schermo che sembrava un televisore, ma non aveva l’antenna e nemmeno uno spinotto in cui inserire un cavo. Il curioso oggetto aveva un filo grigio sottilissimo collegato a una scatola con tanti tasti: si trattava di un preistorico personal computer, con processore da 8 Mb e dotato di un programma denominato “Framework” che permetteva di scrivere e stampare su un foglio!</p>
<p>In men che non si dica, agevolato dalla tecnologia, mi impadronii dell’attrezzo, creando un periodico di satira che chiamai “Pompe e Pompieri”, che ebbe, all’interno della mia caserma, un successo strepitoso la cui eco non si è ancora spenta nemmeno dopo due decenni.</p>
<p>A cavallo fra i due millenni cominciai a vagare per la rete, imbattendomi in siti nei quali era possibile inserire i propri racconti, quindi “digitalizzai” il mio antico manoscritto “Le vacanze degli innocenti” e lo inviai a una decina di siti dedicati. Diverse email di persone che si erano immedesimate nel tragicomico racconto mi convinsero a scrivere un seguito: “La passione di Re Giovedì” .</p>
<p>Nel luglio di quest’anno, la mail di Vera Ambra, presidentessa di “Akkuaria edizioni” con la dicitura troppo bella per sembrarmi vera: “ho trovato interessante il tuo modo di scrivere e vorrei proporti un contratto editoriale!”</p>
<p>Devo confessare che non risposi alla prima richiesta in quanto già diverse volte avevo ricevuto comunicazioni simili, ma seguite dalla richiesta di cifre esorbitanti come “contributo alla pubblicazione”.</p>
<p>La seconda mail di Vera specificava che non avrei dovuto versare alcun contributo, ma soprattutto faceva dei riferimenti ad alcuni brani dei miei scritti! Fu come essere folgorati, li aveva letti davvero! Feci una rapida ricerca su internet e mi resi conto che si trattava di una persona seria e una scrittrice di grandi qualità, che ho successivamente avuto la fortuna di conoscere durante un convegno dell’associazione a Milano. Scrissi tra agosto e settembre “La rimpatriata” che costituiva il prosieguo e la conclusione degli altri due e, ad ottobre, è diventato il primo dei miei libri, pubblicato dalla “Edizioni Akkuaria”.</p>
<p><em>Qual è stato il suo percorso di studi?</em><br />
Nonostante avessi dimostrato fin da piccolo una certa attitudine alla scrittura e alle materie umanistiche, sono stato indirizzato a qualcosa che i miei familiari ritenevano più facilmente “capitalizzabile”: ho studiato presso un Istituto Tecnico Industriale Statale, conseguendo il diploma (ex maturità) di Perito Industriale Capotecnico con specializzazione in elettrotecnica e automazione.</p>
<p>Devo però ammettere che il buon voto che campeggia sul diploma è dovuto molto più a Giacomo Leopardi che a Rudolf Hertz.<br />
 </p>
<p><em>Quando e perché ha iniziato a scrivere?</em><br />
Come ho già detto, non ho effettuato un percorso di studi che stimoli la scrittura, è un amore spontaneo che ho provato immediatamente dopo l’adolescenza, quando mi sono accorto che qualsiasi foglio bianco postomi di fronte si riempiva come per magia di storielle che risultavano piacevoli alla lettura.</p>
<p>Avevo la netta sensazione di non essere io a scrivere.</p>
<p>Inoltre, come praticamente tutta la mia famiglia, compresi gli antenati con la sola licenza elementare, ho la particolarità di scrivere in un modo grammaticalmente corretto, diciamo che ho una specie di “dono” immeritato.<br />
 </p>
<p><em>In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em><br />
Scrivere è la mia “valvola di sfogo”, è un momento in cui posso esprimermi senza essere condizionato dai freni dovuti a vari fattori, ambientali e psicologici, come la soggezione nei confronti dell’interlocutore o il timore che un concetto, una volta espresso, non possa più essere corretto in maniera efficace, possibilità che invece offre la scrittura .<br />
 </p>
<p><em>Quali sono i suoi libri del cuore? </em><br />
“<em>Il vecchio e il mare</em>” di Hemingway,  “<em>Canne al vento</em>” di Grazia Deledda e <em>“Tre uomini in barca” </em>di Jerome k. Jerome.<br />
 </p>
<p><em>E quelli che non leggerebbe mai?</em><br />
Tutti i libri di Bruno Vespa<br />
 </p>
<p>Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?<br />
“<em>Insabel</em>” di Vera Ambra<br />
 </p>
<p>E quello che meno le è piaciuto?<br />
“<em>Non siamo nati per soffrire” </em>di Raffaele Morelli<br />
 </p>
<p><em>Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em><br />
Sono “Sardegnadipendente”, non saprei immaginarmi a vivere in un posto diverso e non sopporto spostarmi nemmeno per viaggi di piacere.<br />
 </p>
<p><em>Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em><br />
Il fatto che sia esclusivamente in mano alle grosse case editrici, qualunque libro, se pubblicizzato nei luoghi opportuni, vende decine di migliaia di copie a prescindere dal contenuto.<br />
 </p>
<p><em>Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em><br />
Il fatto che l’unico veicolo di diffusione della cultura sia la televisione che, obbedendo alle leggi del mercato, calpesta e affossa grandi opere ed esponenti della cultura privi degli “agganci giusti”, rende il panorama culturale italiano difficilmente fruibile. La constatazione che i libri più venduti siano poco più che inchieste giornalistiche ne è la prova. Marco Travaglio vende centinaia di migliaia di libri esclusivamente copiando atti giudiziari. Tonino Guerra per sopravvivere reclamizza lavatrici e scaldabagni.</p>
<p>Il vero panorama culturale italiano è quello offerto dagli incontri nei circoli letterari, dal passaparola che premia il reale valore di un libro, non dai concetti impostici dai media. Se oggi la stragrande maggioranza della gente associa il termine “filosofo” a Rocco Buttiglione, significa che il panorama culturale italiano ha un grosso problema .<br />
 </p>
<p><em>Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em><br />
Ho sempre avuto la passione per i racconti umoristici, ho letto avidamente quelli che scriveva il primo Woody Allen, o quel genio di Jerome K. Jerome; così, tanti anni fa, ho provato a scrivere “<em>Le vacanze degli innocenti</em>” un racconto divertente basandomi sul primo campeggio al quale avevo partecipato e, in seguito, con l’avvento di internet, l’ho digitalizzato e inviato ad alcuni siti dedicati. Diverse e-mail di persone che si erano divertite a leggerlo mi ha spinto a scrivere un seguito :”<em>La passione di Re Giovedì</em>”. Questi racconti sono stati letti da Vera Ambra, presidentessa di “Akkuaria un ponte sulla cultura” che mi ha contattato proponendomi di pubblicare un libro, così ho scritto un terzo episodio che era la naturale conclusione degli altri due. Il mio lavoro è stato apprezzato da Vera Ambra, che mi ha dato la grande opportunità di vederlo pubblicato.</p>
<p><em>Cinema: qual è il suo film preferito?</em><br />
“<em>Non ci resta che piangere</em>” con Benigni e Troisi<br />
 </p>
<p><em>Musica: la canzone del cuore?</em><br />
“<em>Canzone per Piero</em>” di Francesco Guccini , la più bella poesia scritta e musicata in tempi moderni.<br />
 </p>
<p><em>Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em><br />
No, mai.<br />
 </p>
<p><em>Ritiene siano utili?</em><br />
Non so come siano articolati tali corsi, credo che la creatività sia un qualcosa di istintivo e non trasmissibile, tuttavia se i corsi sono mirati alla corretta esposizione del prodotto di una mente creativa, hanno senz’altro grande utilità.<br />
 </p>
<p><em>Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em><br />
La complessità della narrazione, oltre alla creazione di una stesura che incuriosisca il lettore, sta nel riuscire a costruire una rete di dettagli che sostengano la storia principale. Nulla può essere lasciato al caso e nulla deve essere citato per caso, ma ogni singola parola, fatto o preludio deve contribuire a rendere verosimile il finale.<br />
 </p>
<p><em>Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue </em>“<em>riti” particolari?</em><br />
Scrivo sui miei tre computer, vagando come un pazzo per la casa, a qualsiasi ora del giorno o della notte, ma riesco a scrivere solo in perfetta solitudine, se qualcuno mi osserva mentre riempio le pagine bianche, non riesco ad andare avanti.<br />
 </p>
<p><em>Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em><br />
Il mio libro più recente è “Gabriel e il mostro”. E’ nato dal racconto, con l’omonimo titolo, con il quale ho vinto un concorso letterario. La storia nasce dal desiderio di provare a cimentarmi con argomenti seri e drammatici, come la depressione e il cancro, tralasciando quella che è la mia passione di sempre: la letteratura umoristica.<br />
 </p>
<p><em>Cosa significa per lei raccontare una storia?</em><br />
Il mio intento, è quello di far entrare il lettore nella storia, facendolo immedesimare con i personaggi. Non ho certo velleità “verghiane” o pretese “veriste”, diciamo che le vicende che racconto sono tratte da esperienze comuni alla stragrande maggioranza delle persone e questo rende facile l’immedesimazione.<br />
 </p>
<p><em>Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em><br />
In genere inizio con il racconto, ma quasi sempre a quest’ultimo, strada facendo, si aggiungono “pezzi” che non avevo previsto, facendolo crescere in lunghezza e in larghezza tanto da richiedere una vasta articolazione e innumerevoli “incastri” tra i vari fatti e personaggi, portandomi a una divisione in capitoli che tutti insieme formano un romanzo.<br />
 </p>
<p><em>Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em><br />
Il racconto è in genere una storia circoscritta, difficilmente ampliabile senza cadere nella banalità, quindi di dimensioni limitate.</p>
<p>Il romanzo è una specie di grande “lago asciutto” che si riempie solo con l’esaurimento del fiume di parole che andranno a comporlo.<br />
 </p>
<p><em>Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em><br />
Il “mostro” citato nel titolo è la depressione, il male oscuro visto da Gabriel, il protagonista, come un mostro dalle mille facce che pianta le unghie nel suo cervello..<br />
 </p>
<p><em>Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em><br />
Ovviamente non faccio lo scrittore a tempo pieno, diciamo che ho sfruttato i ritagli di tempo di quasi un anno.</p>
<p><em>Ha vinto premi letterari?</em><br />
Sì, ho vinto il primo premio per la sezione narrativa nel primo Concorso Letterario Nazionale dedicato al filosofo Fortunato Pasqualino.<br />
 </p>
<p><em>Crede nei premi letterari?</em><br />
A livello di soddisfazione personale senz’altro, ma questo è valido per chi, come me, non ha ambizioni economiche, per coloro i quali, invece, scrivono per professione, il premio letterario non è il mezzo giusto per avere visibilità.<br />
 </p>
<p><em>Ha altri progetti in cantiere?</em><br />
In due anni ho scritto quattro libri: <em>La rimpatriata, Guasto, Cell generation e Gabriel e il mostro.</em></p>
<p>Potrei sentirmi appagato, ma non è così, non riesco a smettere di scrivere. Anche in questo periodo, come è mia particolarità, sto scrivendo due libri contemporaneamente, ma è presto per sapere se sono destinati alla stampa o al cestino.</p>
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		<title>scheda &#8211; &#8220;Solitudini&#8221; di Annamaria Trevale</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 13:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Annamaria Trevale]]></category>

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		<description><![CDATA[La solitudine vista attraverso dodici racconti i cui protagonisti appartengono a tutte le età della vita, dall’adolescenza all’estrema vecchiaia, e affrontano questa condizione umana in modi differenti, liberandosene o restandone prigionieri, con esiti alterni e a volte imprevedibili.
Il testo presente in quarta di copertina Dodici storie diverse per raccontare come, in un mondo che ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La solitudine vista attraverso dodici racconti i cui protagonisti appartengono a tutte le età della vita, dall’adolescenza all’estrema vecchiaia, e affrontano questa condizione umana in modi differenti, liberandosene o restandone prigionieri, con esiti alterni e a volte imprevedibili.<span id="more-2392"></span></p>
<p>Il testo presente in quarta di copertina Dodici storie diverse per raccontare come, in un mondo che ci appare sempre più spesso sovraffollato, sia fin troppo facile ritrovarsi completamente soli, senza alcuna distinzione fra giovani e anziani, fra poveri e ricchi.</p>
<p>Solitudini materiali, ma anche morali, di persone all’apparenza ben collocate nella società che li circonda. Solitudini a volte cercate, a volte anche subite e non sempre sconfitte, come malattie sottili, alle quali è assai difficile trovare una terapia, il cui esito del resto rimane spesso incerto.</p>
<p>Autore: Annamaria Trevale<br />
Titolo: Solitudini<br />
Editore: Prospettivaeditrice<br />
Anno di pubblicazione: 2008<br />
Luogo di pubblicazione: Civitavecchia, Roma<br />
Numero pagine: 86</p>
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		<title>Intervista ad Annamaria Trevale</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 13:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Annamaria Trevale]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervista alla scrittrice Annamaria Trevale
Nome: Annamaria
Cognome: Trevale
Regione di residenza: Lombardia
Email: annamariatrevale@virgilio.it
Intervista
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Vivo a Milano, sono sposata e ho due figli. Ho pubblicato un romanzo epistolare e due raccolte di racconti, oltre a vari racconti in antologie e su riviste. Scrivo recensioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista alla scrittrice <strong>Annamaria Trevale</strong><span id="more-2390"></span></p>
<p>Nome: Annamaria<br />
Cognome: Trevale<br />
Regione di residenza: Lombardia<br />
Email: <a href="mailto:annamariatrevale@virgilio.it">annamariatrevale@virgilio.it</a></p>
<p><strong>Intervista</strong></p>
<p><em>D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura</em></p>
<p>R) Vivo a Milano, sono sposata e ho due figli. Ho pubblicato un romanzo epistolare e due raccolte di racconti, oltre a vari racconti in antologie e su riviste. Scrivo recensioni di libri per la rivista online “Progetto Babele” e ho partecipato alla stesura di due saggi sulla comunicazione in rete pubblicati a cura dell’università Ca’ Foscari di Venezia</p>
<p><em>D) Qual è stato il suo percorso di studi?</em></p>
<p>R) Liceo classico e laurea in lingue e letterature straniere</p>
<p><em>D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?</em></p>
<p>R) Mi è sempre piaciuto scrivere, ma sono dovuta arrivare alla maturità per evitare di cestinare ciò che scrivevo, che risultava sempre perdente nel confronto con i libri che leggevo in grande quantità. Ad un certo punto, però , ho provato a conservare qualcosa, e sono arrivata alla pubblicazione.</p>
<p><em>D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?</em></p>
<p>R) Un piacere personale</p>
<p><em>D) Quali sono i suoi libri del cuore? </em></p>
<p>R) Tanti, da “Guerra e pace” al “Diario” di Etty Hillesum, passando per “Orgoglio e pregiudizio”…impossibile sceglierne uno solo.</p>
<p><em>D) E quelli che non leggerebbe mai?</em></p>
<p>R) I romanzi di Dan Brown e dei suoi epigoni, “Il codice da Vinci” mi è bastato.</p>
<p><em>D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?</em></p>
<p>R) “Spingendo la notte più in là” di Mario Calabresi</p>
<p><em>D) E quello che meno le è piaciuto?</em></p>
<p>R) “Il codice da Vinci”</p>
<p><em>D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?</em></p>
<p>R) Non mi sento particolarmente “lombarda”, ma sicuramente il fatto di vivere in una città come Milano mi ha portato a inserire molti aspetti della vita metropolitana nei miei racconti.</p>
<p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?</em></p>
<p>R) Il fatto che le librerie siano piene di libri scritti da veline, calciatori e simili.</p>
<p><em>D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?</em></p>
<p>R) L’appiattimento generale</p>
<p><em>D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?</em></p>
<p>R) Ho mandato il manoscritto alla casa editrice ed è stato approvato.</p>
<p><em>D) Cinema: qual è il suo film preferito?</em></p>
<p>R) Non saprei, ne ho visti tanti.</p>
<p><em>D) Musica: la canzone del cuore?</em></p>
<p>R) “My way” di Frank Sinatra</p>
<p lang="en-US"> </p>
<p><strong>approfondimento NARRATIVA</strong></p>
<p><em>D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?</em></p>
<p>R) No</p>
<p><em>D) Ritiene siano utili?</em></p>
<p>R) Possono insegnare la tecnica, ma credo siano inutili se non si è dotati di un certo talento innato.</p>
<p><em>D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?</em></p>
<p>R) Inventare delle storie che appassionino il lettore.</p>
<p><em>D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?</em></p>
<p>R) Scrivo al computer, che considero ormai insostituibile per tutte le possibilità che offre riguardo a revisioni, correzioni, ecc., ma non seguo nessun “rito” particolare.</p>
<p><em>D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?</em></p>
<p>R) Mi sono resa conto, quasi per caso, che avevo già scritto diversi racconti i cui protagonisti affrontavano il problema della solitudine, e da lì è nata l’idea di costruire una raccolta che spaziasse su come tutte le età della vita potevano trovarsi in questa condizione.</p>
<p><em>D) Cosa significa per lei raccontare una storia?</em></p>
<p>R) Comunicare delle emozioni.</p>
<p><em>D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?</em></p>
<p>R) Per ora col racconto.</p>
<p><em>D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?</em></p>
<p>R) Un racconto focalizza un’esperienza, un momento preciso dei personaggi, mentre un romanzo affronta più vicende e in modo più vasto e complesso.</p>
<p><em>D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?</em></p>
<p>R) “Solitudini” semplicemente annuncia il tema dei racconti che lo compongono.</p>
<p><em>D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?</em></p>
<p>R) Ho unito racconti scritti in momenti diversi, perciò non saprei quantificarlo.</p>
<p><em>D) Ha vinto premi letterari?</em></p>
<p>R) Ho avuto delle segnalazioni.</p>
<p><em>D) Crede nei premi letterari?</em></p>
<p>R) Non molto, temo che in gran parte i giudizi non siano del tutto obiettivi, e che molte vincite siano in qualche modo “pilotate”.</p>
<p><em></em><em>D) </em>Ha altri progetti in cantiere?</p>
<p>R) Ho altri racconti che vorrei prima o poi pubblicare.</p>
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		<title>Annamaria Trevale, scrittrice</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 13:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Schede personali]]></category>
		<category><![CDATA[Annamaria Trevale]]></category>
		<category><![CDATA[scrittrice]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.libriescrittori.com/libri/?p=2388</guid>
		<description><![CDATA[Scheda personale della scrittrice Annamaria Trevale
Nome: Annamaria
Cognome: Trevale
Luogo e data di nascita: Milano, 17/7/1958
Luogo di residenza: Milano
Occupazione: collaboratrice di studio medico
Email: annamariatrevale@virgilio.it
Sito internet: http://paginebrevi.splinder.com
Titoli prodotti:
A quattro mani, romanzo (Oppure Editore, Roma 2002)
In prima persona, racconti (Firenze Libri, Firenze 2004)
Solitudini, racconti (Prospettiva, Roma 2008)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda personale della scrittrice <strong>Annamaria Trevale</strong><span id="more-2388"></span></p>
<p>Nome: Annamaria<br />
Cognome: Trevale<br />
Luogo e data di nascita: Milano, 17/7/1958<br />
Luogo di residenza: Milano<br />
Occupazione: collaboratrice di studio medico<br />
Email: <a href="mailto:annamariatrevale@virgilio.it">annamariatrevale@virgilio.it</a><br />
Sito internet: <a href="http://paginebrevi.splinder.com" target="_blank">http://paginebrevi.splinder.com</a></p>
<p>Titoli prodotti:</p>
<p>A quattro mani, romanzo (Oppure Editore, Roma 2002)</p>
<p>In prima persona, racconti (Firenze Libri, Firenze 2004)</p>
<p>Solitudini, racconti (Prospettiva, Roma 2008)</p>
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