“Francesco Paolo Michetti. Nella vita e nell’arte” - di Franco Di Tizio
Franco Di Tizio, noto biografo e dannunzista, dopo la biografia di Lina Cavalieri e di Basilio Cascella, ci presenta nella collana Archivio di cultura moderna, diretta da Gianni Oliva, una biografia di Francesco Paolo Michetti, di cui sinora esistono soltanto qualche monografia e alcuni cataloghi di mostre.
Il volume, di 560 pagine con oltre 200 illustrazioni, ha per titolo Francesco Paolo Michetti. Nella vita e nell’arte e ripercorre l’intera vita del pittore abruzzese sia dal lato biografico sia da quello artistico. Dal libro si evince che Michetti non è stato soltanto un famoso pittore ma un vero e proprio personaggio poliedrico ed eclettico. La sua pittura dominò l’ultima parte dell’Ottocento, ma fu anche fotografo di grandissimo valore, architetto, scenografo e filosofo. Fu, inoltre, un amante della natura e tra i primi a girare una pellicola ed a guardare al cinema come nuova e fondamentale forma di arte.
Fu un personaggio sempre sopra le righe, incline all’eccesso, come lo definirono i critici del tempo, esuberante nell’uso dei colori e nel travalicare i limiti della tela. Affascinatore, raccolse attorno a sé un gruppo di giovani artisti, tra cui d’Annunzio, Tosti, Barbella e De Cecco, attratti dalla sua personalità carismatica, dando vita ad una sorta di officina dove tentò di realizzare il sogno di abbattere le barriere tra un’arte e l’altra, di creare un sistema di interferenze fra pittura, scultura, musica e versi. Il suo grande successo, per Di Tizio, è dovuto alla esuberanza della sua tavolozza, alle scene dei costumi tradizionali abruzzesi, ricche di una sensualità torbida e fanatica, e alle grandi tele ricche di particolari, affollate di figure, sfavillanti di pennellate policrome, che facevano tanto emozionare l’immaginazione del pubblico.
Dal volume di Di Tizio si evince, inoltre, come Michetti fosse in grado di discorrere su qualsiasi ramo dello scibile umano. Egli, infatti, tappezzò le mura bianche del suo studio con pensieri e massime, riportati in un volume da Ermindo Campana. A modo suo fu anche filosofo, e su questo aspetto nel 1933 fu pubblicata un’opera scritta da Eugenio Jacobitti, dal titolo “Il sistema universale di Michetti”. Un’altra sua passione fu la meccanica, ed in particolare l’automobile: uno dei primi modelli di autovettura fu il mezzo di cui si serviva per le scorribande, spesso in compagnia di amici, nelle campagne e nei paesi della provincia, alla ricerca di immagini da fissare con l’obiettivo fotografico.
Michetti, comunque, deve oggi la sua fama alla sua attività di pittore e di fotografo. Egli, infatti, come molti altri artisti del suo tempo, utilizzò le fotografie come schizzi per i quadri e si deve alla sua larghezza di vedute se oggi possiamo ancora ammirare le immagini più importanti della sua vita e di quell’interessante periodo che fu la fine dell’Ottocento. Alla giornalista Beatrice Testa, che nel 1928 andò ad intervistarlo, dopo aver mostrato quadri, lastre, documenti, lettere di tanti amici importanti le disse: «Io credo, sapete, che nessuno abbia lavorato quanto me, in vita sua».
E’ su questa vita così intensa e particolare che ora l’autore, a quasi ottant’anni dalla morte, ha cercato di fare piena luce, basandosi su volumi ed articoli editi oltre che su documenti e lettere inedite. Nel libro, quindi, frutto di un’attenta ricerca documentaria, Di Tizio ci mostra la vita pubblica dell’artista, ma, principalmente, indaga su quella privata,sinora del tutto sconosciuta. Ne vengono fuori notizie di estremo interesse.
Autore: Franco Di Tizio
Titolo: Francesco Paolo Michetti. Nella vita e nell’arte
Editore: Ianieri Editore
Anno di pubblicazione: 2007
Luogo di pubblicazione: Pescara
Numero pagine: 560
Introduzione di: Umberto Russo













