Per quel che ne so ci sono due modi di pensare ai propri quindici anni: rammentarli o ricordarli. Ce n’è anche un altro, a volte più complicato: rimembrarli.
Per me valgono tutti e tre: rammento il freddo e quelle giornate grigie; ricordo le emozioni che per la prima volta provavo e quel desiderio di imparare, restando sempre un ragazzo. Rimembro quella febbre, che ancora ora, a volte mi prende, anche se non è più per il grande freddo.
In una Milano nebbiosa e grigia, come ora non è più, mi innamorai per la prima volta. A quel tempo avevo due amici e una ragazza e volevo bene a tutti e tre.
Eravamo belli e finché durò restammo belli. Studiare sui libri non era importante quanto quello che “sentivo” giorno per giorno e fui felice. Poi la vita mi prese, ma questa fu comunque una cosa che riuscii ad avere.
Amore. Molte cose nella vita sono frutto di un atto d’amore; altre dovrebbero esserlo e sarebbero migliori.
Nato a quindici anni e confinato in quel tempo ora è una storia del passato. Ed è bene così.
Ci sono ancora tante altre cose da amare e provare; e c’è un tempo per tutto.
Il testo presente in quarta di copertina
In una Milano nebbiosa e grigia, come ora non è più, un ragazzo per la prima volta s’innamorò di una compagna. Erano belli e finché durò restarono belli. Fu una specie di prova generale di tutte le sensazioni che si provano nella vita: quelle vere, perché poi crescendo si cambia e molta freschezza si perde.
Amore. Molte cose nella vita sono frutto di un atto d’amore; altre dovrebbero esserlo e sarebbero migliori.
L’Autore ha raccontato l’amore adolescenziale, insaporito dalle canzoni e dalle stupidaggini che in quegli anni combinava.
Nato nel 1950 a Milano dove vive e lavora, scrive da sempre, utilizzando al meglio il tempo libero. Socio dell’istituto di psicosintesi frequenta la scuola di formazione per counseling. Curioso per natura viaggia spesso con aerei, treni e fantasia. A volte ha dubbi che lo fanno sentire fragile e trasparente come un vetro. Più spesso però ancora crede di poter fare qualcosa di buono; e questo lo fa sorridere. Qualcosa ha imparato, altro lo imparerà, altro ancora non lo imparerà mai.
Autore: Erberto Accinni
Titolo: Il vascello incantato
Editore: Akkuaria
Anno di pubblicazione: 2007
Luogo di pubblicazione: Catania
Numero pagine: 127














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