Intervista alla scrittrice Chiara Cat
Nome: Chiara
Cognome: Cat
Regione di residenza: Toscana
Email: chiara catch@gmail.com
Intervista
Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
Scrivere è un ottimo metodo terapeutico. Si scrive per esternare, quando si ha qualcosa da dire, quando si vogliono allontanare certe emozioni. E’ solo un aspetto della scrittura, ma credo che questo sia il suo aspetto più viscerale.
Qual è stato il suo percorso di studi?
Mi sto laureando in psicologia sperimentale.
Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
Scrivo da quando ho imparato a scrivere. Adoravo i temi in classe, dalle elementari fino alle superiori. Ho sempre tenuto diari, scritto storie, pensieri. La scrittura è parte integrante della mia persona, non riuscirei mai a concepire una vita senza scrittura.
In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
E’ come ripulire una stanza da tutta la polvere che c’è.
Quali sono i suoi libri del cuore?
Sicuramente Paradisi Artificiali di Baudelaire è l’opera somma. Adoro leggere biografie e per adesso la più bella che abbia mai letto è Educazione di una canaglia di Edward Bunker.
E quelli che non leggerebbe mai?
Baricco, Dan Brown e quell’altro che va tanto di moda…Cohelo.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Zanna Bianca
E quello che meno le è piaciuto?
E l’asina vide l’angelo, di Nick Cave.
Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Non amo particolarmente mettere radici. Ma è inevitabile che ci siano. La mia terra è la toscana, precisamente Livorno, una città aperta sul mare, e trovo fondamentale la presenza di un porto in una città per lo sviluppo della personalità. Purtroppo Livorno è troppo piccola e provinciale per i miei gusti, così ho provato Firenze, ma è forse peggio di Livorno. Spero di tagliare presto le radici e emigrare lontanissimo.
Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
Non mi piace l’editing, non mi piace la raccomandazione, non mi piace che ci siano pochi soldi in circolazione, non mi piace che ci si debba fare un culo così noi esordienti per un minimo di visibilità.
Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
Sto aspettando di laurearmi per andarmene dall’Italia, mi sembra un’ottima risposta.
Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Ho scritto al computer, ho stampato, ho spedito a varie case editrici. E una ha risposto.
Cinema: qual è il suo film preferito?
L’ultimo uomo della terra, con Vincent Price.
Musica: la canzone del cuore?
Sunny afternoon – Kinks
Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
No, assolutamente!!
Ritiene siano utili?
No, ritengo siano soltanto controproducenti.
Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
L’editore (?)
Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue
“riti” particolari?
Se devo scrivere qualcosa che ho intenzione di pubblicare scrivo al computer, quando ne ho voglia. Altrimenti scrivo dove capita; sul treno, a lezione, a casa, prima di dormire, appena sveglia, non ho una regola. Quando ho voglia scrivo. E non ho riti particolari; quelli li lascio ai maniaci compulsivi.
Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
Per necessità redentrice.
Cosa significa per lei raccontare una storia?
Nel caso specifico del mio libro, “Novembre d’aprile”, è stato un processo di liberazione. Si tratta di un’autobiografia e quindi l’impatto nell’esternarlo è stato forte. Spero possa essere utile ad altre persone ciò che ho avuto da dire. Raccontare storie è un fornire al lettore un attimo di voyerismo consenziente nelle vite altrui.
Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
Col racconto. I romanzi non mi piacciono.
Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
Il racconto è breve, il romanzo è lungo? A che serve dare una definizione di racconto e romanzo?
Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
E’ venuto da sè
Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
Una settimana circa
Ha vinto premi letterari?
Si, ho partecipato a due concorsi di poesia e ad entrambi ho vinto il primo premio
Crede nei premi letterari?
No. Fanno piacere, se vinti. Ma non credo servano ad altro, a meno che il premio non sia soldi.
Ha altri progetti in cantiere?
Spero di poter scrivere e pubblicare tutta una vita, non amo particolarmente l’idea di un lavoro che non sia fare la scrittrice



perché non controllate che siano scrittori VERI e non ragazzine che pensano di essere scrittrici perché hanno qualche fisima, prima di intervistarli?
ho addirittura cercato questa cosa in libreria, prima di trovare in rete il sommario (cribbio, è bastato il sommario!) e rendermi conto di che razza di ridda mal scritta di banalità adolescenziali fosse!
Gentilissimo, resta fermo il diritto di opinione, così come resta fermo il diritto al rispetto per le persone. Lei è libero di esprimere il suo giudizio su quel che legge, e noi siamo lieti che vi sia vivacità nel dibattito, ma non sta a noi giudicare gli autori. Questo è un sito libero proprio perchè consente a tutti, dico e ripeto tutti, indipendentemente da altri parametri, di esprimere se stessi. La critica non sta a noi, ma a voi. Noi offriamo a tutti la giusta ed equa visibilità, sarà poi la rete con i suoi lettori a esprimere dei pareri e delle opinioni il merito. Questa è la democrazia. Grazie quindi per il suo contributo.
Caro Reiko, mi trovo pienamente d’accordo con la redazione. Siccome nessuno nasce scrittore, ma lo si diventa con il tempo. Non puoi ergerti a giudice degli altri, perché peccheresti di presunzione. Le discussioni si basano sul confronto, non sullo scontro: manchi di rispetto.
Totti ha venduto centinaia di migliaia di libri, ma tutto si può dire tranne che sia uno scrittore.
Se tutti quelli che scrivono avessero la presunzione di definirsi scrittori, una persona come Umberto Eco, cosa dovrebbe dire di sé?
Uno scrittore, prima di tutto non giudica gli altri, ma si confonta con gli altri. Mette a disposizione degli altri le sue esperienze, mettendosi sempre in discussione e cercando di imparare da chiunque. Anche da chi non ti immagineresti mai.
Se posso dire la mia, ho letto il libro e lo trovo un prodotto molto valido, lo stile di scrittura di questa scrittrice esordiente è buono, ricercato ma allo stesso tempo molto semplice e ironico. Mi sa che Reiko non hai proprio letto il libro, e se ti fermi così alle apparenze mi sa che non farai mai un passo avanti. Dovremmo dare voce a tutti gli scrittori esordienti, che hanno sensibilità e voglia di scrivere, raccontare, confrontarsi e far riflettere su varie questioni e tematiche. Posso assicurare (e non sono il solo a pensarla così) che Novembre d’aprile non è per nulla un libro scontato, tantomeno banale. Sarebbe il caso di criticare dopo aver letto, invece di sputare addosso a una persona che ha fatto qualcosa di concreto, invece di stare davanti a un pc a criticare e sputare sentenze insensate.
Buona giornata a tutti.
Caro Luca, non ho letto questo benedetto libro che ha creato un certo dibattito, ma sono d’accordo con quello che hai detto. Se Chiara avesse scritto una castroneria, nessuno si può ergere a padrone della lingua italiana e dire quello che ha detto Reiko. Gli scrittori VERI sono solo i vari Umberto Eco? Anch’io sono stato oggetto di feroci critiche da una scrittrice, perché le avevo innescate io con altrettante critiche poco felici, ma la vicenda mi è servita da lezione per capire che non ci si comporta come Reiko. Prima di tutto il rispetto. Poi il resto.
Con al suddetta scrittrice, adesso siamo amici, ma spesso la ringrazio d’avermi fatto notare che sbagliavo. SPero che Reiko si ravveda. Gli errori si commettono, nessuno è perfetto, ma tu non sei Dio!