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Intervista a Francesco Martorana

Intervista allo scrittore Francesco Martorana

Nome: Francesco
Cognome: Martorana
Regione di residenza: Lazio
Email: francesco.martorana@tiscali.it

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
Spontaneo, quasi per caso. L’esigenza di scrivere nasce proprio come terapia adolescenziale, la necessità di scrivere i pensieri, riflessioni, sui Moleskine, la sera, prima di andare a dormire. Poi i viaggi e la spontanea voglia di descrivere luoghi, sensazioni, situazioni.
Poi la scrittura creativa, per raccontare quel che la gente comune non vede, per comunicare, per risvegliare le piccole ma comuni sensazioni nascoste.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Completamente autodidatta, anche perchè ho completato gli studi di Ragioneria, mi sono iscritto all’albo dei Consulenti del lavoro ed ora sono associato in uno studio commerciale. La scrittura diciamo che è stimolata ed aiutata dalla necessità di stare di fronte il monitor 8 ore su 24!!!

Quali sono i suoi libri del cuore?
Martin Eden, L’insostenibile leggerezza dell’essere, Cent’anni di solitudine, Farheneith 451, 1984, Spleen di Parigi, Sulla strada, Big Sur.

E quelli che non leggerebbe mai?
Fabio Volo, Bruno Vespa, Federico Moccia, Cento colpi di spazzola ecc…

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Martin Eden di Jack London

E quello che meno le è piaciuto?
L’ultimo di Fabio Volo…mi dispiace…ma altamente sopravvalutato…almeno quest’ultimo.

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Amore e odio, per il provincialismo latente, che però in molti casi la salva dalla selvaggia omologazione.

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
La commercializzazione della scrittura, vengono a chiedere la carità a noi esordienti poi il servizio è totalmente al di sotto delle promesse, però intanto il contributo è stato intascato. Poi ci sono quelle piccole ed oneste, La Giovane Holden Editor, che sono realistiche e si appassionano con professionalità al progetto. Almeno ci provano.

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
Nulla. E’ una televisione basata sui Reality, sulle fiction, sulle urla, non c’è cultura nemmeno per gioco.

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Questo non è pubblicato. Gli altri due, Essentia e A occhi aperti, ci sono arrivato tramite un’”attenta selezione”. Ma il dubbio che pubblichino tutto, basta che si paghi, mi è sorto più di una volta.

Cinema: qual è il suo film preferito?
Il corvo, Into the wild, Blackrock, Mary per sempre, Guida per riconoscere i tuoi santi, Pater Familias, Prima dell’alba, Prima del tramonto, Se mi lasci ti cancello, Training day, Un Amore, Il paradiso non è qui.

Musica: la canzone del cuore?
Diciamo più i generi dal jazz a De Gregori, Damien Rice a Capossela, Tom Waits.

Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
No

Ritiene siano utili?
Se non sono gratis no. Penso siano un altro lato della commercializzazione della scrittura. In fondo chi scrive è colui che necessità di comunicare. E necessità fa virtù!!.

Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
Trasmettere al lettore le stesse sensazioni che prova colui che scrive.

Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? “riti” particolari?
Sul computer, una volta su carta prima di andare a dormire. Oggi in qualsiasi momento vengo rapito dall’ “ispirazione”. Più che rito è metodo…scrivo, scrivo, scrivo, anche quel che non ha senso, poi dopo rileggo, correggo…

Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
Influenzato sicuramente dai libri letti, e dalla musica che ascolto. Un interesse personale per la solitudine e la sofferenza, specie quella silenziosa, che magari non finisce in televisione o sui giornali ma comunque esiste. Le sofferenze più intime.

Cosa significa per lei raccontare una storia?
Condividere, far partecipe il lettore di storie che ad occhio nudo non si vedono.

Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
Diciamo il romanzo. L’ultimo scritto è una raccolta di racconti che insieme formano un romanzo.

Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
Romanzo è la storia completa. Il racconto è un frammento della storia.

Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
Nasce dal libro Martin Eden. Effimero da l’idea dei frammenti di vite raccontate, viene messo a fuoco una parte dell’esistenza dei protagonisti.

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
5-6 mesi

Ha vinto premi letterari?
No, ma in realtà non partecipo, forse per pigrizia, l’idea di andare alla posta, di inviare dalla 3 alle 5 copie….pffffff

Crede nei premi letterari?
Ecco appunto tutta quella fatica senza poi sapere se la valutazione sarà reale o meno.

Ha altri progetti in cantiere?
Per il momento no, voglio concentrarmi su quest’ultimo scritto, anche perchè le due pubblicazioni precedenti mi hanno molto deluso (Kimerik e Il Filo), promesse mal mantenute, quindi ora voglio valutare bene…oppure aspettare la botta di c…!!!

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