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Intervista a Gianfranco Iovino

Intervista allo scrittore Gianfranco Iovino

Nome: Gianfranco
Cognome: Iovino
Regione di residenza: Veneto
Email: gianco@gianfrancoiovino.it

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
Ho iniziato a scrivere fin da BAMBINO, e nonostante la mia cultura scolastica da tecnico (Geometra) ho sempre lasciato ampio spazio alla lettura di testi di psicologia,filosofia e letteratura dell’800 e i primi 900.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Sono diplomato Geometra, oltre che diplomato in solfeggio musicale.

Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
Per passione e per la necessità di mettere su carta i miei voli di fantasia. Ci ho sempre provato, contaminando le mie passioni più pure, quali il teatro e la musica. Sono infatti, anche autore e compositore di musica leggera italiana e sceneggiatore di  commedie dialettali napoletane.

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
Allargare i miei orizzonti e permettere a chi mi legge di impossessarsi dei tempi, i ritmi, i personaggi e le storie di ciò che racconto. La mia più grande soddisfazione, quando vedo pubblicato un mio romanzo, è il saperlo tra la gente, tra volti ed occhi sconosciuti che mi permetteranno di condividere e trasferire un pò del mio modo di pensare e… fantasticare. E in più, nota non secondaria, i miei romanzi sono segnali di bontàm in quanto destino in beneficenza i proventi spettanti a me come autore.

Quali sono i suoi libri del cuore?
Leggo mediamente 40-50 titoli all’anno e non saprei farne una classifica. Una cosa è certa: a quanti sostengono che i best seller sono soltanto quelli pubblicati dalle major, chiedo un atto di fiducia e provare a leggere anche di esordienti e perfetti sconosciuti che hanno tutte le carte in regola per affascinare e sorprendere.

E quelli che non leggerebbe mai?
Come nella musica, non scarto nulla. Bisogna saper leggere di tutto, per poter selezionare e scegliere. E in ogni nuovo libro che ho tra le mani, qualsiasi sia essa la trama o lo stile narrativo, mi sforzo sempre di arrivare alla fine, per comprendere cosa volesse trasferire davvero l’autore ad un lettore; e alla fine in ogni libro che ho letto ci ho sempre trovato qualcosa di indimenticabile ed originale.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Mi è piaciuto molto “come Dio comanda”, soprattutto per la stesura dei capitoli e l’avvicendamento delle scene.

E quello che meno le è piaciuto?
Non ne ricordo, anche se molti Best Seller reclamizzati e tradotti sono stati meno entusiasmanti di quanto ci hanno fatto credere con pompose e sperperanti campagne promozionali.

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Sono nato a Roma, ho vissuto per 25 anni in provincia di Napoli e da 15 vivo a Verona. Non saprei più qual è la mia regione più intima e naturale. Diciamo che, in questo periodo veneto, sento poca partecipazione da parte delle istituzioni alla divulgazione delle opere regionali e degli autori minori.

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
Non riesco a concepire i distributori di fascia alta, che pretendono ampi margini di guadagno e numeri eccessivi di copie a disposizione. Non comprendo la difficoltà delle librerie ad investire una vetrina con in bella mostra gli autori minori italiani. Non comprendo perché le amministrazioni preferiscono bandire pochi concorsi e scarse manifestazioni al solo appannaggio delle major e di chi promette “il tutto esaurito” o lauti compensi.

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
C’è ancora poca cultura per Internet. Bisogna vincere gli schemi e le forzature e comprendere che si può acquistare un romanzo su IBS, fidandosi delle recensioni dei lettori e che bisogna smetterla di credere solo al fascino di una bella copertina. I contenuti fanno un libro e spesso in Italia, invece, si bada alla forma, alla nomea e la certezza di una casa editrice che regala solo SUCCESSI. Inoltre, sono contro le editorie a pagamento, soprattutto verso quello che stampano, riempiono i cataloghi di autori esordienti e poi mandano al macero o a marcire in un deposito le copie mai distribuite e mai reclamizzate di ragazzi e ragazze con un sogno che, per colpa di questi fraudolenti ingannatori, si ritrovano defraudati degli entusiasmi e con un sogno in fumo da dimenticare in fretta.

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Ho iniziato lasciandomi consigliare dagli amici del sito che curo da 10 anni (www.cuorinellatormenta.it ) Ho raccolto tante mail speditemi e ci ho costruito la storia di Luca e Ginevra, un amore nato in chat. Poi ho inziato a spedire il manoscritto. Poco dopo la Seneca Edizioni mi ha contattato. Il secondo romanzo, invece, ha beneficiato della spinta del primo, che in quattro mesi aveva esaurito la prima stampa di 1000 copie. L’editore Giraldi di Bologna, stuzzicato dall’idea che i Pooh, che sono stati gli ispiratori della trama del mio secondo lavoro “Dietro di me” potessero spingere il lavoro editoriale, si è lasciato affascinare ed ha investito su me (poco, a dire il vero). Il terzo, infine, è bastato conoscere  l’editore della A.Car di Milano e raccontargli della mia nuova avventura per diventare subito contratto e pubblicazione.

Cinema: qual è il suo film preferito?
Sono un romanticone, che scrive d’amore e ama le pellicole strappalacrime.

Musica: la canzone del cuore?
Tutta la musica leggera italiana la adoro. Ma sono cresciuto musicalmente sull’onda dei Pink Floyd, i Supertramp e tanti altri mostri sacri della buona musica d’autore.

Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
Sì, con la rivista Inchiostro di Verona

Ritiene siano utili?
Sì. Soprattutto se non si è ancora pubblicato nessun romanzo. Sanno regalare ottimi consigli.
Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
La mancanza di originalità. Si vive troppo sul momento. Basta che un romanzo raggiunga il successo, che altri 100 titoli propongono lo stesso filone narrativo. Scrivere è una esperienza unica, e in quanto tale, sempre continuamente soggetta ad evoluzione e sperimentazione e ami a clonature o variazioni sul tema.

Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue
 “riti” particolari?
Appunto dovunque trame, passaggi o espressioni. In treno, su un aereo, a un semaforo. Non ha idea di quante espressioni narrative siamo circondati quotidianamente, e quante storie di ogni giorno sono ottimi spunti da romanzare.

Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
L’ultimo mio romanzo Tramedamore, affronta l’affascinante mondo delle Rubriche del Cuore, che sembra qualcosa di superato e retrogrado, ma non c’è quotidiano o settimanale che non curi una sua rubrica d’amore e lettere amorose. Questo fenomeno così dilatato, se unito alla curiosità che si innesca in tutti noi nel leggere tra quelle trame qualcosa che ci riguardi o ci interessi, ha fatto nascere lo stimolo di raccontarlo. Ho voluto modificarlo un po’, immaginandolo radiofonico e condotto da un prete, Giuliano di Saronno, per fare in modo che si potesse affrontare il mondo della religione, dei giovani ed i disagi dell’amore, se dovuto raccontare in maniera impudica, peccaminosa od oltraggiosa.

Cosa significa per lei raccontare una storia?
E’ una mia passione, e per conseguenza una esperienza assolutamente predominante e unica. Ma non scrivo mai per me stesso, non ha senso e non sarebbe giusto e gratificante per quanti mi comprano e vogliono leggere qualcosa che li affascini e li coinvolga. Scrivere è una bella ragione di vita, ma bisogna saperlo fare con obiettività e regolatezza. Ecco che i corsi di scrittura possono aiutare tanto ad impostare l’intelaiatura di una storia che regga e sostenga la curiosità dei possibili lettori.

Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
Il racconto breve lo reputo un po’ frustrante per chi ama scrivere tanto. Io lo faccio ovunque. Ho un Blog su cuorinellatormenta, partecipo a redazionali giornalistici e continuo a scrivere relazioni in ufficio. Quando mi cimento nel mio mondo fantasioso della narrativa, mi piace allungarmi e continuare a sperare che il romanzo abbia una fine lunga, da tante pagine, per intenderci.

Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
Il racconto deve saper essere scritto, perché deve lasciare qualcosa nel poco spazio in cui si manifesta. Il romanzo ha più possibilità di essere apprezzato, per la sua lunga stesura. Come nella musica: una canzone deve saper dare tanto, un CD intero, ha più possibilità di commettere errori.

Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
I titoli, come le copertine, hanno un valore fondamentale nella scelta, ed io tengo molto a questo orientamento. Il titolo nasce da giudizi, consigli e confronti con tanti.

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
Ogni mio romanzo nasce nel giro di 4/5 mesi Finita la bozza, comincia il romanzo vero e proprio. Tra riletture, accorgimenti, cancellazioni, editing e successiva ultima stesura, passano anche 2 anni.

Ha vinto premi letterari?
Non ho mai partecipato ai premi letterari. Sono stato invitato, però, a molte premiazioni e riconoscimenti in serate di eventi Culturali

Crede nei premi letterari?
Non molto. Anzi, no!

Ha altri progetti in cantiere?
Per l’immediato futuro è tempo di promozionale Tramedamore. L’ho lasciato alla fine volutamente: uno dei motivi per i quali scrivo è la passione per la narrativa, e non nutrendo sogni di notorietà e vita da scrittore ricchissimo, preferisco tenermi la mia occupazione di dirigente aziendale e compositore, e scrivere per amore. Infatti tutti i miei romanzi hanno sempre una finalità benefica. Questo ultimo, i proventi spettanti a me quali diritti d’autore sono devoluti alla Fondazione Aiutare i Bambini di Milano, per partecipare al progetto umanitario “aiutiamo i bambini dall’Aids”. Amici di questa mia nuova avventura sono, tra gli altri, Paolo Belli, che ha scritto la prefazione alla lettura, e Francesco Facchinetti, amici musicali dal cuore nobile e immenso, proprio come è IMMENSO il bisogno di lasciarci coinvolgere dalla bontà e alimentare l’oceano della beneficenza, anche con piccole singole gocce.
Questo il mio motivo principale e fondamentale per iul quale continuo a scrivere d’amore.

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