Intervista a Igor Gherdol
Intervista allo scrittore e poeta Igor Gherdol
Nome: IGOR
Cognome: GHERDOL
Regione di residenza: FRIULI VENEZIA GIULIA
Email: scrittoregherdol@tiscali.it
Intervista (del novembre 2008)
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Ho iniziato a scrivere all’età di 16 anni, così per gioco, o meglio per amore di una ragazza. Le scrissi la prima poesia d’amore e di lì, in avanti capii che la scrittura e la lettura dovevano far parte della mia vita, le sentivo bell’anima.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Mi sono diplomato come tecnico delle industrie elettroniche, come tecnico dell’anticendio, come tecnico della sicurezza e come tecnico di plc e come operatore di primo soccorso e sulla sicurezza 626. Diplomato, cintura nera 1°dan kick boxing, Praticamente nulla di letterario, ma la letteratura e la scrittura, sono nel mio cuore.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) iniziai a scrivere all’età di 16 anni, sostanzialmente per scrivere una poesia d’amore al primo amore.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Per me scrivere, vuol dire vita, per me i miei libri sono come “figli”, scrivendo io libero la mia Anima, la mia mente.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Tre croci di Federico Tozzi, tutti i libri di Sergio Bambaren, Se questo è un uomo di Primo Levi, la Bibbia, Necropoli di Boris Pahor.
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Tutti i libri son belli.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Tre Croci di Federigo Tozzi. Necropoli di Boris Pahor
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) Tutti i libri hanno qualcosa di bello e ti danno un insegnamento.
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Amo la mia città Trieste ed amo la mia Regione come amo pure l’Italia e tutti i paesi del mondo.
Adoro passeggiare per le vie della mia città, alzare gli occhi verso i grattacieli i palazzi, osservare il Carso, le pianure, gli animali che vivono la mia terra ed osservare la mia piazza, la Piazza dell’Unità d’Italia. Adoro passeggiare per le vie del borgo e ascoltare la voce di tutti i grandi scrittori e tutti i grandi poeti e gli artisti che l’hanno vissuta, quali Rilke, Tomizza, Italo Svevo, Umberto Saba e molti altri.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) non mi piace che al giorno d’oggi si pubblicano soprattutto libri di persone conosciute, famose e non si dà molto spazio a giovani emergenti che potrebbero avere molto di bello da dire ai lettori. Spesso si pubblicano libri su argomenti appositi, solo per vendere copie e basta, senza dare importanza alle cose importanti della vita. In poche parole bisognerebbe anche ascoltare la voce di giovani scrittori esordienti anche se pseudo sconosciuti.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) La cultura è molto bella e bisognerebbe farla conoscere di più ai giovani e non lasciarli sempre a marcire davanti i giochi elettronici e davanti al PC. La cultura è la nostra storia, senza di essa non saremmo nessuno.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Ci sono arrivato per caso, in quanto dopo la prima poesia d’amore che ora non vorrei neanche più rileggerla, in quanto ho maturato il mio stile artistico, ho scritto molte poesie e poi dopo 30 no, di tanti editori, finalmente, uno mi ha pubblicato la mia prima raccolta.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Non ho un film preferito, adoro quegli d’azione e quelli che narrano storie d’amore. Uno che mi è piaciuto molto è La vita è bella, di Benigni.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) La mia canzone del cuore è Cuore matto di Little Tony, però ascolto ogni tipo di musica, mi piace tutto, tranne il metal od il hard rock.
approfondimento NARRATIVA
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No, non ho mai frequentato corsi di scrittura creativa, se uno, secondo il mio umile punto di vista, ha nel sangue la passione per la letteratura, non serve altro. Sbaglierò, ma penso che i corsi a volte, portano solo a seguire la linea di scrittura creativa del maestro che insegna. Secondo me basta ascoltare il cuore ed incidere nero su bianco, quello che esso ci detta.
D) Ritiene siano utili?
R) Può darsi, non saprei.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Creare una bella trama, che è come lo scheletro umano. Più e solido ed integro, più noi stiamo bene.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Scrivo prima sulla carta e poi sul computer, a volte su di un cellulare che ha le funzioni di un piccolo pc portatile. Scrivo di notte, però se c’è l’ispirazione, in qualsiasi istante, questa si manifesti. Non ho alcun rito per scrivere e lo faccio tendenzialmente da solo.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Ho cercato di raccogliere tutte le più belle cose che ho scritto (secondo il mio umile punto di vista) e le ho incise, nero su bianco.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Vuol dire immergermi nel racconto che narro, è come passeggiare dentro una foresta ed ammirare ogni singola foglia, ogni singolo particolare e poi viverla.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) preferisco brevi romanzi, o racconti leggermente più lunghi, in quanto mi piace che al lettore arrivi subito, “quello” che deve arrivare. Non mi piace dilungarmi troppo, usando 1000 pagine, ad esempio per descrivere una cosa, che la si potrebbe descrivere con 100 pagine. (umile pensiero)
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) racconto: immediato, romanzo: perdersi in una foresta
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Non lo so neanche io, mi è venuto così. Visto che è il libro che mi piace di più, ho pensato alla cosa che mi piace di più nella vita, quindi per la brillantezza ho pensato al DIAMANTE.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Beh, non lo saprei spiegare perfettamente, ma circa un anno.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Sì, ho vinto vari premi a carattere nazionale ed internazionale. Tra i più prestigiosi, cito il premio L’ALABARDA DEL COMUNE DI TRIESTE, LO STEMMA DELLA PROVINCIA ed IL SIGILLO TRECENTESCO DEL COMUNE DI TRIESTE, un premio che viene dato di solito a personaggi d’elevata importanza. Stranamente è stato concesso, per la prima volta a me, (che non ho un’elevata importanza) ad un giovane di soli 29 anni, visto che di solito viene conferito all’età di 60 ed oltre.
D) Crede nei premi letterari?
R) Sì e no. Se uno è bravo, o meglio sente la letteratura nel sangue, i premi non servono a nulla, se non forse, a dare un po’ più di visibilità all’autore. Però gratificano. Logicamente bisogna vedere di che personaggi è composta la giuria. Poi logicamente, secondo il mio punto di vista, nessuno è in grado di giudicare nessuno. Tanti scrittori e poeti sono stati definiti dei giullari e poi sono divenuti personaggi internazionali.
Ha altri progetti in cantiere?
R) Sì, però non vorrei svelare altro, se non dire che voglio scrivere una cosa sulle donne-
approfondimento POESIA
D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
R) La poesia mi viene di getto, non ci penso, in qualsiasi istante, sempre, scrivo dove capita, l’importante è che non mi sfugga la poesia.
D) Quali sono i suoi poeti del cuore?
R) Pascoli, Charles Baudelaire, Preseren (autore di nazionalità slovena),
D) Come nasce un suo verso?
R) Semplicemente ascoltando il cuore.
D) Quanto tempo ci lavora su?
R) Niente, neanche un secondo.
D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?
R) Mi deve piacere e devo provare un’emozione particolare, se questo non avviene, straccio tutto.
D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?
R) Ho scritto il mio primo verso all’età di 16 anni, a scuola per il mio primo amore.
D) Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?
R) La voglia di far conoscere le mie idee agli altri. Non m’interessava e non m’interessa se vengo criticato o meno, sempre avrò da imparare, l’importante e che il messaggio che ho voluto dare al lettore, questo venga percepito dallo stesso.
D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?
R) Avrei voluto scrivere l’intera Divina commedia, spero Dante non me ne voglia. (perché è troppo bella e scusate se posso sembrarvi presuntuoso, ma è solo che mi sarebbe piaciuto essere grande come lui)
D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?
R) Quando titolo le mie poesie, di solito, sono parole di un verso della poesia stessa. Il mio ultimo lavoro poetico s’intitola 15631 parole, le mie più belle poesie. Ho scelto questo titolo perché ci sono esattamente 15631 lettere che compongono i miei versi.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) molto rapidamente, tre mesi.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Gli stessi che ho vinto per la narrativa, visto che in quelle occasioni sono stato premiato per essere il più giovane scrittore e poeta ad aver pubblicato a carattere e tiratura nazionale, ben 27 libri con diversi editori piccoli e medi.
D) Crede nei premi letterari?
R) Sì è no.
D) Ha altri progetti in cantiere?
R) Sempre, tante poesie sulla bellezza delle donne.













