Intervista alla scrittrice Alda Visconti Tosco
Regione di residenza: Piemonte
Email: aldatosco@alice.it
Intervista (agosto 2009)
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) sono una ex-insegnante di scuola media inferiore e seguivo alunni con problematiche psicofisiche: la famosa insegnante di sostegno. Non ero particolarmente gradita agli insegnanti di lettere per il mio modo strano di scrivere “anacronistico”. A 36 anni mi ammalo di sclerosi multipla e lascio l’insegnamento. Inizio a scrivere per non pensare nei periodi di immobilità legati alla malattia che a periodi mi regalava benessere alternato a prigionia obbligata.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Diplomata presso Istituto Tecnico Femminile. Corsi di specializzazione vari.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Come dicevo sopra, iniziai a scrivere una sorta di diario personale per non “morire” dentro al mio “io” nelle “immobili”. Iniziai su consiglio di un amico scrittore pure lui a gettare nero su bianco.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Vivere meglio con il mio “io” e rielaborarmi al meglio con gli anni.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Non ne ho, ho letto parecchio nei lunghi viaggi fra casa e scuola, e spesso ho dimenticato forse per non perdere la mia identità visto che emotivamente spesso mi immedesimo nei personaggi che mi sono più simili.
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Storia e geografia, argomenti che mi creano ansia: la storia la odio perché sono un essere pacifico e la geografia perché me la fece odiare la mia insegnante alle medie inferiori!
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) “E venne chiamata due cuori” di Marlo Morgan
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) “La Divina Commedia”, rileggendola da adulta mi ha estenuata perché adoro i racconti brevi!
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) sono un animale ancorato alla terra, ma senza radici, potessi andrei a vivere un po’ ovunque, anche se adoro il mio Monferrato perché ridente e rilassante con la moltitudine di colori che offre nelle varie stagioni.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Che devi pagare per essere pubblicato! La mia vittoria è stata essere pubblicata da un editore che si è assunto il rischio di impresa, quindi ha creduto nel mio “testo”.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Che si pubblica di tutto, appunto, e molte opere sono veramente illeggibili.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Avevo partecipato a diversi concorsi e selezioni e mi furono proposte pubblicazioni ma a pagamento, allora per scommessa decisi di cercare ondine case editrici che pubblicassero per merito e non pagandole… e così per caso ho trovato Ennepilibri di Imperia che mi ha guidata in questa magnifica esperienza della realtà editoriale accompagnandomi alla realizzazione finale corretta del mio testo. Sono grata ai miei editori per aver avuto pazienza!
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Non vado al cinema da circa 30 anni, l’ultimo film visto che ho amato perché mi ha fatto sognare in un periodo difficile è stato Gosth.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Tutto Fabrizio De Andrè.
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) Non ne ho mai avuto la possibilità per via dei costi relativamente alti e per la poca disponibilità di orario libero visto le mie problematiche imprevedibili legate alla patologia
D) Ritiene siano utili?
R) Penso aiutino a formarsi, ma non penso a donare lo stile che ritengo sia estremamente personale.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Non diventare ossessivi e pesanti.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Scrivo quando riesco, ascoltando musica che io sia sola o in compagnia degli affetti. Non ho riti particolari, seguo l’istinto e il momento “umorale”. E’ più facile che io scriva di notte.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Sinceramente non era mia intenzione raccontarmi pubblicamente, ma con il tempo venni a conoscere come la sclerosi multipla spesso crei enormi disagi sia in famiglia, che a chi la vive e come sia spesso difficile da diagnosticare. Mi sono trovata a dover lottare con la sanità per avere risposte. Ho voluto portare un messaggio positivo alle persone che ne soffrono: si può sopravvivere alle diagnosi sbagliate, agli errori medici e alla malattia, restando se stessi e non la malattia stessa.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Liberare se stessi da oppressioni o far riemergere nostalgie dolcissime, o un connubio fra presente e passato: donare una parte di se stessi ad altri, forse una sorta di narcisismo, oppure l’intento di essere utili ad altri con la propria esperienza.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Racconto, la mia vite è tutta improvvisata, vivo ogni minuto come se fosse l’ultimo senza ossessione e quindi ogni giorno e una favola diversa.
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Racconto: io mi racconto o rivedo.Romanzo: un mattone pesante che si dilunga nel tempo.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Non lo so, ho sempre pensato che avere una malattia è come avere un ospite scomodo a casa che logora, molesta…
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) circa 8 anni, è stato scritto, riletto, rielaborato e rinnovato per non cadere nel rischio di essere prosaica e vittima di me stessa.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Sono stata selezionata in alcuni concorsi letterari, e letta per radio e pubblicata su antologie. Ma non mi sono mai addentrata a partecipare a concorsi letterari con premio, perché cerco sempre quelli gratuiti! Sempre in base alla mia politica sulla editoria, che non si vince solo se si è conosciuti o si paga.
D) Crede nei premi letterari?
R) No.
Ha altri progetti in cantiere?
R) Si, sto continuando a scrivere racconti di vita: questa volta legati ai miei vissuti con la scuola.
approfondimento POESIA
D) Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
R) Come già dissi, non ho riti, uso esclusivamente il computer per problemi logistici legati alla mia malattia.
D) Quali sono i suoi poeti del cuore?
R) Non ne ho, sempre per lo stesso motivo che potrei menzionarli tutti quelli che ho letto o nessuno.
Sono convinta che chi scrive sia poeta unico e irripetibile. E se a me piace una poesia non è detto che piaccia ad altri e non so criticare o giudicare, piuttosto evito.
D) Come nasce un suo verso?
R) con la prosa.
D) Quanto tempo ci lavora su?
R) non lo so, non ne ho idea, il tempo scorre piacevole.
D) Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?
R) il cuore…
D) Dove e quando ha scritto il suo primo verso?
R) Una calda notte di estate nel 2000, a casa mia.
D) Cos’è che l’ha spinta a pubblicare le sue poesie?
R) Giocare con me stessa e vedere se erano parole al vento…
D) Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?
R) “odio et amo” di Catullo.
D) Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?
R) Con il ricordo nostalgico di un fratello che amavo.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Non ho idea… non controllo il tempo, smetto quando sono stanca.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Selezioni si, alcune sia ondine che per radio
D) Crede nei premi letterari?
R) No
D) Ha altri progetti in cantiere?
R) Poesia? Non lo so… nasce nei momenti peggiori per me la mia poesia.

