Intervista allo scrittore Gianlorenzo Ferrarotto
Intervista allo scrittore Gianlorenzo Ferrarotto
Nome: Gianlorenzo
Cognome: Ferrarotto
Regione di residenza: Veneto
Email: Ferrarotto.g@ltiscali.it
Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
> Sono approdato al mondo della scrittura ancora nel lontano 1992 con la pubblicazione del mio libro di carattere storico – locale con il quale ho ricostruito la storia del mio quartiere di residenza a Vicenza e poi via via ho portato a compimento altre pubblicazioni – quelle elencate nel mio curriculum – con l’ultima fatica risalente allo scorso mese di ottobre 2008.
Qual è stato il suo percorso di studi?
> Potrà sembrare strano per una persona della mia età , ma ho concluso il mio ciclo di studi con una laurea in Storia Moderna conseguita lo scorso mese di marzo 2008 presso l’Università degli Studi di Padova. Precedentemente avevo interrotto gli studi nel 1978 al quinto anno di ragioneria che poi ho completato nel 2004.
Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
> La passione per la scrittura l’ho avuto fin da ragazzo, anche se mai coltivata con assiduità . Si è poi manifestata concretamente all’inizio degli anni ’90 quando ho pubblicato il mio primo libro.
In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
> Nel mio caso significa trasmettere agli altri le notizie, le esperienze che ho appreso nel corso della vita. Perché non ha senso tenere per se le conoscenze acquisite in seguito a ricerche, studi e approfondimenti: lo scambio reciproco di cognizioni aiuta a crescere, a confrontarsi con gli altri e a sviluppare socialità , lo stare insieme e rispettarsi.
Quali sono i suoi libri del cuore?
> Mi piacciono sicuramente i romanzi, non quelli però frivoli, ma quelli che alla fine ti trasmettono qualcosa di importante. Amo di più ancora i libri di storia, la mia passione, soprattutto quelli di storia locale. La Storia appresa sui testi scolastici è troppo lontana dalla realtà delle piccole storie di paese.
E quelli che non leggerebbe mai?
> I libri di fantascienza: è un genere che abborro.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
> Il Codice da Vinci
E quello che meno le è piaciuto?
> Non saprei dire, perché un libro che non mi piace lo abbandono subito dopo le prime pagine.
Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
> Lo si evince chiaramente dai titoli dei miei libri: strettissimo, insostituibile e sempre volto alla ricerca di nuove testimonianze da trasmettere poi agli altri.
Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
> Sono davvero poche le case editrici serie: quelle locali non hanno alcuna capacità di penetrazione nel mercato; quelle medie e grandi sono inavvicinabili se non sei un nome spendibile e di successo.
Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
> E’ difficile dare una risposta uniforme: ci sono aree del Paese molto avanti culturalmente sia per le iniziative proposte sia per le la capacità del pubblico a cogliere le proposte culturali offerte; altre, più piccole, in cui la Cultura (con la C maiuscola) viene troppo spesso sostituita con una cultura culinaria che nulla ha da spartire con la vera Cultura.
Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
> Le esperienze per me sono state diverse: ho trovato editori locali che si sono sobbarcati l’onere delle spese vive per la stampa dei libri; in un caso sono stato autore ed editore di me stesso.
Cinema: qual è il suo film preferito?
> Ce ne sono più di uno, ma voglio ricordare il titolo di quello che rivivo al solo rammentarlo: L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi
Musica: la canzone del cuore?
> Difficile dare una risposta univoca: i cantanti che hanno scritto pezzi per me stupendi e significativi sono più di uno e farei torto a loro e a me stesso citando uno e tralasciando gli altri.













