Mario De Martino: intervista
Intervista allo scrittore Mario De Martino
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Ho cominciato a scrivere dalle scuole medie. Si trattava di racconti o semplici storie brevi. Considero la scrittura la diretta derivante della lettura. Infondo a chiunque piaccia leggere, prima o poi, salta in testa l’idea di scrivere qualcosa, no?
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Dopo le scuole medie mi sono iscritto al liceo scientifico. Ora frequento il terzo anno.
D) Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
R) Quando non saprei, ma sicuramente molto tempo fa. Perché? Bé, per mettere alla prova me stesso, questo è sicuro.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Estraniarsi dalla realtà, scoprire un mondo proprio e far animare in esso i propri personaggi. Credo sia una cosa bellissima.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) Lo Hobbit in primis. L’ho amato da sempre, un libro straordinario. Seguono Il Signore degli Anelli, sempre di Tolkien, poi L’isola del tesoro di R.L. Stevenson e Canto di Natale di C. Dickens.
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R) Credo che ogni libro sia degno di essere letto, ma forse mi approccerei con diffidenza ai romanzi troppo sdolcinati e ai saggi (ma anche in quest’ultimo caso dipende dal libro…).
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) Harry Potter. Non so dirvi quale volume della saga, poiché è interamente fantastica. Si tratta forse di una delle più grandi invenzioni letterarie di tutti i tempi.
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) Non me ne vogliano i seguaci di Calvino, ma… il Barone Rampante. Non per questo lo ritengo il “peggiore” in assoluto, solo che non mi ha particolarmente colpito.
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Io vivo in Campania, in provincia di Napoli. Sole, mare, con una splendida vista sul Vesuvio. Cosa si può volere di più? Sì, apprezzo molto la mia terra di origine e tutte le sue tradizioni.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) L’editoria sta attraversando un periodo di seria crisi e questo è un dato di fatto. Non ritiro ciò che ho detto, ossia che tutti i libri trasmettono qualcosa, ma si sta diffondendo una letteratura davvero troppo commerciale e mirata esclusivamente ai grandi nomi. Mi rallegra che, invece, piccoli editori puntino sugli esordienti ma allo stesso tempo mi rattrista il non veder concesso loro sufficiente spazio nelle librerie.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Ci sono personaggi davvero in gamba, questo è sicuro. Il confronto è fondamentale per la nostra società, ma imporre le proprie opinioni, come molti fanno, ritengo sia sbagliato. Quest’ultimo, forse, ne è il lato negativo.
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Internet. All’inizio non conoscevo questo importante ed efficace strumento e scrivevo solo per il piacere di farlo, senza mai pensare ad una pubblicazione. In seguito visitai i siti delle case editrici e decisi di tentare la fortuna inviando ad esse il materiale.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Benché non sempre gli adattamenti cinematografici funzionino, trovo meravigliosa la trilogia tratta dal Signore degli Anelli, diretta da Peter Jackson. Adoro anche Robin Williams e i suoi film meravigliosi.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Diversi autori, da Massimo Ranieri a Eros Ramazzotti, fino agli autori inglesi. Non c’è una canzone preferita: ascolto di tutto… forse per non perdermi nulla :-)
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No.
D) Ritiene siano utili?
R) Certo!
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) La capacità di far provare al lettore le stesse sensazioni che si provano nel corso della scrittura o che si fanno provare ai propri personaggi. Non tutti ci riescono e io per primo non so se sono riuscito in questo intento.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Al computer, anche se le idee vengono spesso nei momenti più impensati e non sempre c’è un PC per annotarle. Scrivo quando ho tempo libero, prevalentemente di sera e in totale solitudine (odio la confusione). Riti? No, niente riti particolari.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Dalla lettura di numerosi romanzi del genere e dalla volontà di mettermi alla prova.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Significa raccontare parte di noi stessi secondo il nostro io narrativo.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) Romanzo. È più intricato e maggiormente coinvolgente (ovviamente dal mio personale punto di vista)
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) Racconto: vicenda narrata in breve e spesso ispirata al reale.
Romanzo: vicenda narrata in un numero sostanziale di pagine, ricca di intrigo narrativo.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Diciamo che si tratta di un breve riassunto dell’opera. Il libro ha un titolo generale riferito alla trilogia intera e un sottotitolo che esplica l’oggetto del desiderio delle vicende.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) 3 mesi di scrittura, ma la storia è stata concepita molto più lentamente.
D) Ha vinto premi letterari?
R) No.
D) Crede nei premi letterari?
R) Certo! A mio parere rappresentano uno dei tentativi più importanti per farsi conoscere.
D) Ha altri progetti in cantiere?
R) Sì. Al momento mi sto cimentando nei libri che faranno da continuo al primo. Sto cercando, altresì, di modificare parte della trama, discostandola dai modelli classici e avvicinandola ad una visione più personale. Nel primo romanzo ho voluto omaggiare autori del calibro di J.R.R. Tolkien e Terry Brooks, riprendendo parte dei loro elementi e di quelli della tradizione (nonché i canoni classici del fantasy); nei prossimi vorrei introdurre una visione del genere un po’ più personale, rifacendomi sempre alla mitologia classica o nordica che ho avuto modo di apprezzare e non poco.
In seguito vorrei cimentarmi in un romanzo a metà tra il fantasy e la fantascienza. Ho già delineato la trama ma tra i tanti progetti credo ci vorrà del tempo prima che veda la luce.














26 Novembre 2008 at 14:10
e così la tua passione è diventata anche oggetto di interviste??complimenti…..ti auguro di far strada in questo mondo e nella vita!!….te lo meriti…in bocca al lupo!