“La casa del demone” di Mauro Saracino
Londra. Una serata come tante altre per Oliver Graham, fino a quando uno straniero si siede al suo tavolo, sostenendo di cercare proprio lui e portando con sé un’offerta pazzesca per un lavoro ancora più pazzesco: trovare un prezioso manoscritto in una casa abbandonata, situata nel piccolo borgo di Beggars Crown.
Un lavoro apparentemente facile, un lavoro che vale la favolosa cifra di centomila sterline. Sapere di essere stato osservato per settimane non è una ragione sufficiente per rifiutare, così come non lo è sapere che chiunque sia entrato nella casa sembri essere sparito nel nulla: un lavoro da centomila sterline non può essere rifiutato in nessun caso. Non per Oliver Graham, la cui visione sul futuro comincia a cambiare. Niente più lavori rischiosi, niente più vita ai margini della società, ma la possibilità di ricominciare e la speranza di lasciarsi indietro i ricordi della sua vita passata. Ma proprio con il suo passato dovrà iniziare a fare i conti, una volta entrato nell’abitazione del misterioso studioso tedesco Haik Schmidil, dove forze sconosciute attendono soltanto di trovare una forma per concretizzarsi. Troppo tardi Graham capirà di essersi immischiato in una questione ben oltre le proprie capacità di comprensione, in cui è in gioco lo stesso equilibrio che permette alla razza umana di sopravvivere. E in questa partita a carte, le cui regole sembrano essere dettate da uno solo dei giocatori, è in ballo per Graham il premio più ambito: rimanere vivo.
Il testo presente in quarta di copertina
Sopra l’antiquato citofono era incastonato nel cemento un piatto, raffigurante un uomo che giocava a carte con una specie di diavolo. L’uomo non poteva saperlo perché il lato frontale del diavolo era normale, il viso di un giocatore concentrato che cerca di decidere la prossima puntata.
Graham si sentì come il tizio raffigurato sul piatto, un uomo costretto a giocare una partita infinita a poker contro il diavolo. Il problema era che non sapeva neanche lui quali carte avesse in mano. Anzi, a dire il vero, non sapeva neanche le regole del gioco.
Non era importante, ormai era dentro.
Autore: Mauro Saracino
Titolo: La Casa Del Demone
Editore: Asengard
Anno di pubblicazione: 2007
Luogo di pubblicazione: Italia
Numero pagine: 320















28 Agosto 2008 at 18:17
A me il libro nn è piaciuto molto…
è mediocre, perchè nn fa assolutamente paura..
poi troppo lungo e parti a volte del tutto inutili.
bocciato
28 Agosto 2008 at 18:19
Sono s’accordo anche io..molto infantile nel genere, scopiazzato.. è sterile come libro.
28 Agosto 2008 at 18:20
a me il libro nn è piaciuto molto..
un pò sterile..
Non fa paura, sembra il classico racconto per ragazzi con molti mostri, demoni, tutti già rivisti.
è molto mediocre.
assolutamente da bocciare.
9 Settembre 2008 at 11:31
complimenti alla casa editice di pubblicare un libro simile!che coraggio!
20 Settembre 2008 at 14:51
Un grande successo, insomma!
28 Settembre 2008 at 10:18
Certo che l’invidia è brutta…
A me è piaciuto molto..e non solo a me…dovreste leggere fra le righe, non fermarvi alla storiella. BRAVO MAURO!!!!!
28 Settembre 2008 at 10:42
Un gran bel libro
L’ho anche regalato ed è piaciuto molto
ma ho come l’impressione che…sotto sotto…
lo scrittore possa fare molto molto meglio…
io aspetterei di leggere il seguito prima di giudicare….
sento come se questo libro sia stato solo un piccolo assaggino di ciò che potrebbe scrivere nel prossimo…
E se fosse così…
sarebbe a dir poco
Geniale
secondo me questo autore Esploderà
Ha tutte le potenzialità per farlo
28 Settembre 2008 at 10:43
libro avvincente, per niente banale e ben scritto.
bravo Mauro!
28 Settembre 2008 at 13:58
Credo che persone come Claudia, Fra e quante altre ce ne siano fin troppe in questo paese. Come Mauro sono in pochi. E l’inivida dei tanti, ahimè, colpisce giovani come Mauro che hanno il coraggio di mettersi in gioco. Mauro, i miei complimenti più sinceri non solo per il meraviglioso romanzo che hai scritto e che a decine e decine di veri intenditori di libri horror è piaciuto, ma anche per la persona leale e sincera che sei, che non hai bisogno di trincerarti dietro a una pagina web per screditare la gente che, invidiosa e priva di ogni carattere, cerca di infangare te e la tua opera. Per fortuna il ronzio di alcune mosche non è udibile da chi, come me, è in grado di ascoltare la musica delle tue parole.
28 Settembre 2008 at 17:51
Fermo restando il rispetto per il lavoro e la altrui creatività, siamo certi che questo genere di discussione, animata e vivace ma comunque civile e onesta, sia sempre utile alla crescita di tutti noi che animiamo il mondo della scrittura, ciascuno con il suo contributo personale, grande o piccolo che sia.
30 Settembre 2008 at 10:28
ciao a tutti,
voglio proprio dire la mia:)
Quando ho iniziato la lettura della CASA DEL DEMONE ero un pò prevenuta, mi ero detta: figuriamoci se un autore italiano pure agli esordi abbia scritto un romanzo avvincente(io sono una fan dei vari King, clive barker ecc ecc), mi sono subita dovuta ricredere,già dalle prime pagine il libro mi ha catturato e ho accolto il flash back come una manna dal cielo, visto che la vecchietta mi aveva proprio terrorizzato……
e per finire voglio dire che dopo poco mi sono completamente dimenticata che l’autore fosse italiano:))))))) Certo ci sono delle ingenuità ma sono sicura che libro dopo libro il Mauro Saracino crescerà in maniera esponenziale e a quel punto voglio proprio vedere chi avrà da muovere delle critiche. Grazie per l’attenzione!!!!!
6 Ottobre 2008 at 10:01
Premettendo che di solito sono molto critica.. Devo dire che questo libro si distingue fra tutti quanti che, una volta letti, lasciano il senso di “deja vu”. E la cosa più originale è LO STILE.
Ha i personaggi da horror, e il suspense da thriller – ma senza l’aria rispettivamente pesante/malaticcia e psicotica, tipica di quei generi.
Il genere più vicino credo sia l’UMORISMO NERO, e il termine più giusto (anche se riduttivo) – CATIVELLO.
In pratica è bilanciato su una lama del rasoio, evitando lo stato febbrile della paura, il trash sanguinario, i sapori fiabeschi, il pathos eroico o diabolico…
Una sottile ironia impregna e sdrammatizza il tutto – ma senza sfociare in una farza.
E’ anche scritto veramente bene, con molta intelligenza (che non si dimostra solo parlando di cose serie!), una fantasia abbondante, ed un senso di umorismo FORMIDABILE (al cui la sottoscritta deve qualche figuraccia in pubblico :)).
Anche i personaggi sono molto vivi. E fra loro uno in particolare, di nome Irvene – un classico TRICKSTER – una forza né buona né cattiva, intenta solo a divertirsi!
Ed in fondo il romanzo è così! Non predica né il bene né il male. E come Irvene alla fine fa del bene, un bene allo spirito e alla mente!
L’unica pecca… Per i 99% del libro vediamo tutto attraverso gli occhi del protagonista. Poi negli ultimi capitoli ad un tratto veniamo a conoscere anche i pensieri di qualcun altro. Lì per lì stona. Ma forse era voluto…
28 Ottobre 2008 at 14:26
claudia non è una persona invidiosa, è stata solo una vittima, una delle ragazze usate dallo scrittore oper vendere due libri. esser scrittori vuol dire anche comunicare e dare emozioni, non essere bastardi o da 4 soldi pronto a tutto pur di vendere un libro. mauro saracino, claudia lo consoce meglio di tutti..è stata la sua compagna di letto che si è fatta in 4 per vendere libri, fargli recensioni e poi ha scoperto che il suo ruolo era solo quella. nessuna invidia, lei ha un lavoro brillante grazie al suo sudore, senza mai esser scesa in basso come lui
28 Ottobre 2008 at 14:31
Confermo anche io.. mauro Saracino, sarà uno scrittore bravo, ma in giro ci sono anche ragazzi + bravi di lui, ma meno fortunati.
nn è l’invida che ci spinge a parlare, ma è l’immoralità dello scrittore è tanta.. e la rabbia che ci spinge a parlare.usare una persona innamorata è squallido..forse l’horror Mauro saracino lo fa vivere più che leggere.stare contemporaneamente con due ragazze e illuderle è da grandi! male però se nn si è in grado di nasconderlo. claudia nn l’ha opersdonato, ha detto solo no allo schifo umano è la ripagato con la moneta che vale lo scrittore, NIENTE.. se per vedere libri scendi così in basso, forse nemmeno lui ci crede sul suo lavoro
28 Ottobre 2008 at 14:34
perchè non pubblicate tutti i commenti?
o solo quelli di parte
NOTA DELLA REDAZIONE: Non censuriamo i commenti, bensì pubblichiamo tutto. Ma ogni commento deve essere verificato dalla redazione per evitare che contenga spam, insulti, bestemmie e offese. Quindi impieghiamo qualche giorno per verificarli.
28 Ottobre 2008 at 14:49
Non è l’invidia che mi fa parlare..è quello che penso. mettersi in gioco vuol dire anche questo. io penso che lo scrittore deve essere anche in grado di pagar le ocnseguenze. non puoi esser mato da tutti e soprattutto, si semina sempre solo ciò che si raccoglie
30 Ottobre 2008 at 16:07
Commenti positivi, commenti negativi..un pò per parte e un pò per “disparte”..ma mettersi in gioco vuol dire anche questo! sembra uno scrittore un pò amato e un pò odiato.Forse dipende dalle aspettative, perchè da parte mia, io mi schiero con quelli contro!No per invidia,non ho mai sognato di far la scrittrice e direi che sono + tecnica come persona…quanto per aver osservato certi attegiamenti..indipendentemente dal fatto che confermo che dietro le parole ci deve essere anche un cuore, un’anima e nn solo una penna, penso che ci vuole anche umiltà. Pubblicar un libro non è da tutti. non tutti siamo fortunati, ma chi lo è, dovrebbe certo far salti di gioia, ma con umiltà, senza snobbare o recensioni, solo perchè si ha la luna storta o altro..perchè quel che semini raccogli. Ora aspettiamo il seguito. é già passato 1 anno dalla prima pubblicazione e ormai ha fatto il suo..ora attendiamo veder il seguito..Un in bocca al lupo grande, ma un consiglio..comportati esattamente in maniera diversa rispetto il 1 perchè, quel che semini raccogli!e se si usa la gente solo per avere ottimi commenti, potresti aver l’effetto contrario…
1 Novembre 2008 at 11:24
non ho parole per i commenti sconsiderati che ho visto da parte di alcune persone che,evidentemente,non possono capire o o non vogliono capire la bellezza del romanzo di mauro.è un libro assolutamente favoloso,avvincente come pochi,che riesce a trasmetterti ogni singola emzione di graham….sono un divoratore di libri,e così appassionanti ed avvincenti ne ho letti pochi.gli eletti di questa mia personale classifica rispondono al nome di crichton,king,stevenson e pochi altri illustri…come vedete,neanche,italiano…ebbene,dopo aver letto la casa del demone,un altro nome è entrato in questa schiera,quello di mauro saracino,col suo stile inconfondibile e la sua chiarezza tagliente nello scrivere,contornato da un talento cristallino…..
1 Novembre 2008 at 13:14
Lettura particolarmente interessante che fa di questo romanzo horror un mezzo per rendere ognuno consapevole delle proprie paure e della necessità di affrontarle, prima o poi.
C’è gente che ha il coraggio e l’intelligenza per capirlo e farlo, altre che…possono armarsi di ‘mezzucci’ suggeriti dall’invidia con risultati scarsi quanto i mezzucci stessi direi; rimane vero come non mai che: ‘chi sa fa, chi non sa critica’…fossero almeno critiche costruttive e non sterili! Cmq, romanzo assolutamente promosso, seguito assolutamente atteso, spero la casa editrice non ci faccia aspettare troppo ancora, visto che, una volta fuori dalla casa, non vedo l’ora di entrare..nella ‘città del demone’!
Quanto all’autore…un talento…oltre che una persona dotata di una sensibilità tale da reagire con ammirevole pazienza ed eleganza anche alle angherie più meschine.