“Le esternazioni di Pinco Pallino” di Adriano Pisano
Pinco Pallino, l’uomo qualunque, colui che non è soggettivamente identificabile, ha trascorso gran parte della propria esistenza socialmente isolato. Non si occupa di politica né di essa si intende ma, paradossalmente, dalla politica, attraverso un’ironica cronaca della campagna elettorale del 2006 e dalla disamina dei primi mesi del governo Prodi, inizia il proprio persorso di liberazione dalla suddetta apatia sociale e prende coscienza di diversi aspetti negativi della nostra comune quotidianità . Evidenzia questi aspetti, utilizzando toni a volte ironici e provocatori, a volte più severi, e non mancherà di palesare le proprie opinioni finalizzate a provocare una seria riflessione sugli argomenti trattati.
Il testo presente in quarta di copertina
Pinco Pallino è lo pseudonimo dietro cui si cela l’autore, ma è anche e soprattutto “l’uomo qualunque”, una figura in cui molti italiani di oggi si possono riconoscere. Rappresenta chi si è interessato di più alla propria vita personale piuttosto che alle battaglie politiche; chi ha evitato il protagonismo e il coinvolgimento sociale; chi ha avuto come primario interesse il vivere tranquillamente, soddisfatto della quotidianità e di poche e semplici cose. Questa situazione viene sbloccata da Tangentopoli e la conseguente caduta della prima Repubblica, evento nazionale da cui parte per un excursus della storia italiana degli ultimi anni, di situazioni e personalità che hanno avuto grande rilievo mediatico. Passando per le elezioni del 2006, l’immigrazione, l’educazione, la scuola, la droga, fino ad arrivare a Calciopoli e Vallettopoli, sono tanti e diversi i temi trattati e su cui viene espresso in questo libro un punto di vista, qualche volta definito, qualche volta in contrasto con la propria coscienza, ma mai imposto e supponente.
Autore: Adriano Pisano
Titolo: Le esternazioni di Pinco Pallino
Editore: La Riflessione
Anno di pubblicazione: 2008
Luogo di pubblicazione: Cagliari
Numero pagine: 72













