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“Nicola Moscardelli, tutte le poesie” - a cura di Marilena Pasquini

Una produzione letteraria imponente, si tratta dell’opera omnia del poeta abruzzese Nicola Moscardelli, uno dei maggiori interpreti della corrente letteraria “crepuscolare” del novecento italiano.

Il volume dal titolo Tutte le poesie - terzo “tassello” dell’Archivio di Cultura Moderna, collana diretta da Gianni Oliva, giunge dopo le biografie su altri due personaggi di spicco della cultura italiana del novecento come Lina Cavalieri e Basilio Cascella, entrambe a cura di Franco Di Tizio - è il frutto di una lunga e paziente ricerca, coordinata dallo stesso Gianni Oliva e curata nell’edizione critica da Marilena Pasquini, e presenta per la prima volta l’intera produzione dell’aquilano Nicola Moscardelli.

Ricostruendo l’itinerario lirico dell’autore, tra i più complessi del Novecento italiano, il lettore può spaziare tra le varie correnti di pensiero che lo videro protagonista, nella sua poliedrica attività di poeta, prosatore, critico letterario - fu tra i redattori della terza pagina del “Il Tempo” di Roma inaugurando, nel nostro paese, l’attività di critico letterario, poi estesa anche al “Popolo di Roma” e “L’Italia che scrive” - oltre che saggista ed autore di teatro.

A partire dal suo soggiorno fiorentino, quando lasciata la natia Ofena, dove vi nacque nel 1894, e dopo gli studi liceali a L’Aquila, ebbe modo di mettere in luce la propria vena creativa trovando il meritato spazio nei circoli letterari della città medicea, facendosi altresì apprezzare da uno dei maggiori critici dell’epoca come Giuseppe Prezzolini che con lodevoli recensioni sulle sue opere gli diede il giusto spazio e visibilità sulla prestigiosa rivista “Voce”.

In particolare, grazie alle sue prime raccolte in prosa, pubblicate dal grande editore fiorentino Vallecchi, come Abbeveratoio del 1915 e Tatuaggi del 1916, divenne uno dei maggiori protagonisti del gruppo di “Lacerba”, vero e proprio cenacolo culturale d’avanguardia dell’epoca.

Ma è durante il periodo coevo alla Grande Guerra che il poeta abruzzese, insieme ad altri giovani intellettuali, si apre ad orizzonti culturali nuovi, pubblicando, per la prima volta in Italia e per mezzo della rivista di sperimentazione lirica “Le Pagine” gli interventi di esponenti del pensiero dadaista europeo come Kandinskij e De Pisis.

Il suo successivo soggiorno nella capitale, ove rimarrà fino alla sua morte nel 1943, segna il completamento di un percorso culturale e professionale più maturo, che porterà la sua produzione letteraria ad avere una dimensione specifica propria, ben definita, distante dalle varie correnti culturali contemporanee e spaziante su più fronti, dalla filosofia all’esoterismo, grazie alla collaborazione con studiosi come Julius Evola, indirizzandosi così verso un misticismo totalizzante, alla ricerca di un umanesimo ritrovato, di una religiosità laica, addivenendo infine ad un cristianesimo adottrinale, che si paleserà in tutte le sue opere letterarie “mature”.

Una produzione davvero corposa, raccolta in un elegante volume dall’editore Ianieri, che spazia in un contesto storico e culturale davvero unico nel panorama della produzione letteraria italiana e mondiale, permettendo al lettore di riscoprire un autore poco conosciuto al grande pubblico ma che al contrario vide apprezzata la sua molteplice vena letteraria da personaggi come Marinetti, Gozzano, De Chirico, solo per citarne alcuni, meritando così di essere tenuto in considerazione ai giorni nostri per la versatilità mostrata in tutta la sua imponente produzione letteraria.

Un autore ritenuto di “nicchia”, ma al contrario stimato per la sua poliedrica produzione letteraria da altri suoi illustri “colleghi” dell’epoca come Gabriele D’Annunzio, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Tommaso Marinetti e da critici letterari e scrittori come Giuseppe Prezzolini e Guido Gozzano … Da riscoprire ed apprezzare in tutta la sua bellezza letteraria!

Il testo presente in quarta di copertina

Lettera aperta

Pubblico queste poesie senza sapere nemmen io il perché – molto probabilmente perché le ho scritte. Si dovevano chiamare Perdizione (forse di tempo di soldi di cervello) ma all’ultimo momento m’è saltato in mente di chiamarle Abbeveratoio e con questo nome offro queste perle – magari false – ai porci – magari anche fuor di metafora.

Siccome da voi non pretendo nulla – né che compriate né che – ancor meno – leggiate il libro – mi sembra logico che io abbia scritto e pubblicato tutto quello che mi pare e piace. Che se poi a questo Abbeveratoio non tutti si potranno dissetare pienamente – me ne dispiace, ma non posso piangere. Per chi le gustasse poi ho pronto un pugno di perline in forma di ghiande da sgranocchiarsi a solo a solo. Aspettate e vi darò anche quelle. Per ora bevete fin quando potete; il fondaccio lasciatelo a me.

Firenze, 23 novembre 1914.

Nicola Moscardelli

 

Autore: Nicola Moscardelli.
Edizione a cura di Marilena Pasquini
Titolo: Tutte le Poesie
Editore: Ianieri Editore
Anno di pubblicazione: 2007
Luogo di pubblicazione: Pescara
Numero pagine: 832
Introduzione di: Marilena Pasquini

da www.ianieriedizioni.it

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