Linea di confine, di Gino Benvenuti

Realtà quotidiana e immaginario nei comportamenti di massa non sono due mondi distinti e indipendenti tra loro. Una sottile linea di confine unisce, differenzia, condiziona e modifica queste due entità. Questi racconti vogliono cogliere la dimensione quotidiana attraverso non solo una rappresentazione rigorosamente concreta, ma attraverso anche l’aiuto del paradosso e della metafora, perché la realtà non ha una sola dimensione. Penso che così si possa indagare più a fondo e più completamente i comportamenti umani, che al di là delle vicende singolari e personali, riflettono una situazione più generale dove nessuno può saltare oltre la propria ombra. Scheda libro

Realtà quotidiana e immaginario nei comportamenti di massa non sono due mondi distinti e indipendenti tra loro. Una sottile linea di confine unisce, differenzia, condiziona e modifica queste due entità. Questi racconti vogliono cogliere la dimensione quotidiana attraverso non solo una rappresentazione rigorosamente concreta, ma attraverso anche l’aiuto del paradosso e della metafora, perché la realtà non ha una sola dimensione.

Penso che così si possa indagare più a fondo e più completamente i comportamenti umani, che al di là delle vicende singolari e personali, riflettono una situazione più generale dove nessuno può saltare oltre la propria ombra.

Scheda libro

Autore: Gino Benvenuti

Titolo: Linea di Confine

Editore: Uniservice

Anno di pubblicazione: 2009

Luogo di pubblicazione: Trento

Numero pagine: 335

Introduzione di: Gino Benvenuti

La scelta di fare questa pubblicazione è da ricercare esclusivamente nella volontà di riordinare tutto quello che ho scritto, narrativa compresa, a partire dalla metà degli anni ‘70.

Ho scelto pertanto, per quanto riguarda i miei racconti, una scansione temporale dal 1977 al 1989 includendo anche quanto avevo escluso a suo tempo, per scelta di spazio o perché non sufficientemente soddisfatto del lavoro svolto. Voglio subito ringraziare chi mi ha dato la possibilità di esprimermi, in un mondo come quello editoriale ostile per un neofita come il sottoscritto. In ordine strettamente cronologico voglio cogliere l’occasione per ricordare E.Miccini che seguì la stesura di Paradosso (1977) con particolare interesse e consigli preziosi. La sua scomparsa ha privato il mondo artistico di un grande talento che ha segnato risultato importanti specialmente nell’ambito della poesia visiva.

E’ doveroso da parte mia ringraziare anche le riviste Collettivo R nella persona di Luca Rosi e Stazione di Posta nelle persone di Paolo Codazzi e Franco Manescalchi alle quali collaborai a cavallo degli anni ’80. Intorno a queste riviste si coagularono punti di vista diversi , sul ruolo e sulla valutazione di certe espressioni artistiche, perché alla base vi era una solida sincerità e una disponibilità al confronto anche a volte aspro e soprattutto una convinzione su ciò che si andava producendo. Il fatto che ancor oggi operino nel panorama letterario, in un contesto socio-culturale enormemente più difficoltoso di quello degli anni ’70 e ’80, si commenta da solo. Infine vorrei ricordare l’amico Leonello Fallacara scomparso nel 2003 che mi dette l’opportunità di pubblicare Labirinto nel 1984 e Diagramma nel 1989, dopo che aveva ospitato un mio racconto sul primo numero della rivista Occhio Turchino nel Dicembre 1982. Ricordo il suo interesse per quello che scrivevo, le sue osservazioni critiche oppure le sue richieste di spiegazioni,su questa o quella frase che si traducevano in discussioni appassionate, man mano che i libretti crescevano.

Prato 19 Novembre 2009

Gino Benvenuti

Trama o sunto del contenuto o recensione

Passato e Futuro sono i due limiti opposti e invalicabili che condizionano il nostro agire quotidiano come riferimento culturale. L’uno che ha una corposità storicamente consolidata già sottoposta alla verifica del tempo e l’altro che dovrebbe rappresentare il filo conduttore che ispira la progettualità di ciascuno a partire dalla propria quotidianità, ci obbliga a interrogarci in uno sforzo di previsione per gestire il nostro futuro anche se esso ci manda segnali che non sono di proprio gradimento.

In tutto ciò la quotidianità è lo snodo fondamentale in cui si concretizza questa opposizione permanente che il movimento perpetuo del pendolo sintetizza efficacemente.

Realtà molteplice nella sua rappresentazione ma anche ambivalente nelle scelte perché la storia non procede in maniera lineare e automatica secondo un destino stabilito a priori, e la quotidianità può essere esercizio di sopravvivenza oppure opportunità di riscatto. Dipende da quei protagonisti anonimi con i quali ci confrontiamo e ci scontriamo tutti i giorni anche su problemi banali, se una realtà storica regredisce verso la sopravvivenza chiudendosi sulla base di acquisite certezze oppure ricerca il riscatto sforzandosi di interpretare il proprio futuro su cui costruire una propria progettualità.L’essere umano immerso nella quotidianità è come un parallelogramma delle forze e la risultante può variare a secondo dell’entità delle forze contrapposte e dalla prevalenza dell’una sull’altra.

 

Il testo presente in quarta di copertina

 

La quotidianità è una realtà molteplice in cui si concretizza l’ opposizione permanente tra passato e futuro. Non solo molteplice nella rappresentazione ma anche ambivalente nelle scelte perché può essere esercizio di sopravvivenza oppure opportunità di riscatto; qui non ci sono alternative. Dipende da quei protagonisti anonimi con i quali ci confrontiamo e ci scontriamo tutti i giorni anche su problemi banali se una realtà storica regredisce verso la sopravvivenza chiudendosi sulla base di acquisite certezze oppure ricerca il riscatto sforzandosi di interpretare e progettare il proprio futuro, perché la storia non procede in maniera lineare e automatico secondo un destino stabilito a priori. L’essere umano immerso nella quotidianità è come un parallelogramma delle forze e la risultante può variare a secondo dell’entità delle forze contrapposte e dalla prevalenza dell’una sull’altra.

Scheda libro

Autore: Gino Benvenuti

Titolo:Appunti Quotidiani

Editore: Uniservice

Anno di pubblicazione: 2010

Luogo di pubblicazione: Trento

Numero pagine: 291

Introduzione di: Autore

 

 

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