Mal(e) d’Africa di Bernardino Maria Serenari

Autore: Bernardino Maria Serenari Titolo: Mal(e) d’Africa Editore: Aracne Editrice Anno di pubblicazione: 2014 Luogo di pubblicazione: Roma Numero pagine: 524 Introduzione: Prefazione dell’Autore   Trama: I fratelli Piavotto nel 1926 partono da Racconigi per l’Africa e vanno a fare i coloni in Somalia. Prima la crisi del 1929 e poi il dramma di Ceti, dopo finalmente i guadagni. Producendo e commerciando banane tra il ’40 e il ’65 qualcuno di quella famiglia si arricchisce e diventa “miliardario” mentre altri in Italia si ritrovano in un mare di guai economici. Per aiutarli i fratelli ricchi non fanno nulla, neppure quando nei momenti

Autore: Bernardino Maria Serenari

Titolo: Mal(e) d’Africa

Editore: Aracne Editrice

Anno di pubblicazione: 2014

Luogo di pubblicazione: Roma

Numero pagine: 524

Introduzione: Prefazione dell’Autore

 

Trama:

I fratelli Piavotto nel 1926 partono da Racconigi per l’Africa e vanno a fare i coloni in Somalia.

Prima la crisi del 1929 e poi il dramma di Ceti, dopo finalmente i guadagni.

Producendo e commerciando banane tra il ’40 e il ’65 qualcuno di quella famiglia si arricchisce e diventa “miliardario” mentre altri in Italia si ritrovano in un mare di guai economici.

Per aiutarli i fratelli ricchi non fanno nulla, neppure quando nei momenti più drammatici loro li supplicano di farlo.

Tutte quelle ricchezze alla fine del secolo rimangono all’ultima della famiglia Piavotto, la più giovane di sette fratelli, senza figli, che vive a Torino nel lusso.

Lei decide di lasciare tutto alla nipote “povera”, ma dopo la sua morte viene registrato un testamento che destina tutto quanto al marito.

Quel testamento risulterà falso, ma per annullarlo il Tribunale impiegherà dieci anni stabilendo alla fine che l’eredità spetti solo ai nipoti legittimi. Però tutto sarà scomparso.

Gli eredi si ritrovano con in mano solo un “pugno di mosche”. Qualcuno ancora una volta è riuscito ad impossessarsi di quell’immenso capitale e a farlo sparire! Chi potrà essere stato?

Il racconto ti tutto quanto è accaduto in quasi ottant’anni è pieno di episodi allegri, drammatici, tristi, dolorosi e a volte estremamente mondani. Lutti, malattie, tradimenti coniugali, divorzi, tentativi di suicidio, e forse un rapporto quasi incestuoso tra un padre e sua figlia adottiva.

Nel finale il racconto si tinge quasi di “giallo”: chi ha fatto il “colpo” da 20miliardi di Lire?

La nipote Gigliola, la vera protagonista del Romanzo, muore nel 2010, senza la soddisfazione di aver visto restituito il prestito che nel lontano 1926 suo padre aveva fatto ai cognati. Tuttavia la sua vita si conclude con grande dignità, malgrado la tanta miseria sofferta e i sacrifici spesi per mantenere la famiglia e crescere bene i suoi figli.

 

Il testo presente in quarta di copertina

I fratelli Piavotto nel 1926 emigrano in Somalia  Dopo la crisi del 1929 e la morte di Ceti, iniziano a commerciare banane. Tra il 1940 e il 1965 si arricchiscono e diventano miliardari. In Italia negli anni Cinquanta altri della stessa famiglia vivono in miseria. I fratelli ricchi non fanno nulla per aiutarli. Alla fine del secolo le ricchezze rimangono all’ultima della famiglia senza figli che decide di lasciare tutto alla nipote povera, ma spunta un falso testamento. Qualcuno ancora è riuscito a impossessarsi di quell’immenso capitale e a farlo sparire. Nel finale il racconto si tinge di giallo. Sullo sfondo l’Africa e il grande fascino che trasmette a chi l’ha conosciuta da vicino.

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