Maria Pia Damiani, scrittrice
Intervista alla scrittrice Maria Pia Damiani
Nome: Maria Pia
Cognome: Damiani
Regione di residenza: Liguria
Email: info@mariapiasapenza.it
Intervista Marzo 2010
D) Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
R) Non ho nulla di particolare da di dire, se non che nel novembre 2009 è stato pubblicato il mio primo romanzo: “I ricordi uccidono” – Chinaski edizioni.
Trattasi di un noir ambientato nella Genova del 1980. Una Genova decadente, ancora da recuperare. Una Genova in cerca di una nuova identità. Un po’ come la protagonista, Irina, gallerista 40enne piuttosto affermata che, a causa di un trauma subito da bambina, ha dimenticato una parte oscura della sua esistenza.
Ci sono delitti, e una particolarissima storia d’amore.
D) Qual è stato il suo percorso di studi?
R) Ho conseguito la Laurea in Lettere moderne presso l’Università di Genova.
D) Quando e perché ha iniziato a scrivere?
R) Ho iniziato a scrivere poesie appena frequentata la prima elementare. Con la prosa il discorso è maturato successivamente, quando, preparando trasmissioni per le “radio libere” ed affrontando argomenti di vario genere, ho dovuto far di necessità virtù. Ma con piacere, perché è stato amore.
D) In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
R) Molto. Una valvola di scarico per la mia anima tormentata dalle iniquità del mondo; un modo per manifestare opinioni, punti di vista, e sviscerare la psicologia “umana”.
In ultimo, ma non per importanza, un modo di aggirare il destino vivendo più vite possibili.
D) Quali sono i suoi libri del cuore?
R) La coscienza di Zeno di Svevo, Madame Bovary di Flaubert, e tutti i Maigret di Simenon.
D) E quelli che non leggerebbe mai?
R)Quelli di molti autori alla moda, e super raccomandati.
D) Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
R) L’infinito buio di Michele Branchi.
D) E quello che meno le è piaciuto?
R) In genere gli autori contemporanei mi annoiano. Preferisco non fare nomi.
D) Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
R) Genova è spesso presente nel mio mondo letterario. La Genova di qualche tempo fa però, non l’attuale. I motivi si deducono facilmente dai miei scritti.
D) Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
R) Faccio prima a dire che non mi piace quasi niente. Si pubblicano “cose” noiose.
Langue la trama , di solito piatta, senza intreccio (l’intreccio attuale sono i turpiloqui, argomenti vomitevoli, storie sciatte). Lo credo che la gente poi non legge!
Inoltre, ritengo che molti “lettori di fiducia” delle case editrici “imbroglino” facendo solo finta di visionare i manoscritti.
A meno che non si tratti di veline, figli d’arte, o super raccomandati segnalati. E aggiungo che non è da sottovalutare il nome esotico: fa tanto in! Gli italiani hanno sempre avuto un debole per gli stranieri!
Tuttavia, voglio “spezzare una lancia” a favore degli editori: se è un bene che tutti scrivano, non lo è per chi veramente vale, perché in mezzo a tanta spazzatura è difficile scovare il poco cibo buono sommerso.
D) Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
R) Non mi piace il dilettantismo, il pressapochismo, la corruzione, il nepotismo.
Quindi, che mi può piacere? Che rimane? “I posti che contano” ( Rai, giornalismo, politica, cinema, arte, medici) sono occupati prevalentemente da persone che sono state sistemate dal “paparino” ed ecc. Chi non ci crede, provi a controllare: “il pesciolino valido” potrà esserci, ma sarà dovuto al caso, o alla rottura “della rete di protezione”. Ed in un ambiente di squali…
D) Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
R) Il principale quotidiano cittadino riportava il nome della mia casa editrice. Mi sono informata sul suo conto e, dopo aver interpellato il direttore editoriale, ho inviato il manoscritto.
D) Cinema: qual è il suo film preferito?
R) Il Principe guerriero con Charlton Heston.
D) Musica: la canzone del cuore?
R) Love is blue e i pezzi di Ludovico Einaudi.
approfondimento NARRATIVA
D) Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
R) No.
D) Ritiene siano utili?
R) Non saprei.
D) Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
R) Creare una trama che non annoi.
D) Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?
R) Al computer. Di giorno. Indipendentemente dalla presenza di altre persone, tanto, quando scrivo, non sono più dentro il mio corpo. Senza riti.
D) Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
R) Erano anni che la custodivo nella mente. Probabilmente è nata con me stessa. Ho narrato fatti reali intersecati ad altri d’invenzione. Lo stesso vale per i personaggi. Ma i luoghi sono tutti rigorosamente veri. E così gli avvenimenti meteorologici: per alcune giornate sono andata a controllare che tempo facesse a Genova nel novembre del 1980.
D) Cosa significa per lei raccontare una storia?
R) Semplicemente viverla.
D) Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
R) In entrambi. Ma il primo è più impegnativo!
D) Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
R) In un racconto, solitamente, non ci sono molti personaggi, e l’argomento non ha “ramificazioni”.
D) Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
R) Ho cercato di condensarvi un punto focale della storia.
D) Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
R) Anni, se penso da quanto lo custodivo in testa. Al computer, circa sei mesi.
D) Ha vinto premi letterari?
R) Non partecipo a concorsi.
D) Crede nei premi letterari?
R) Non ci credo.
Ha altri progetti in cantiere?
R) Le idee non mi mancano, ma sono molto pigra.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 6 marzo 2010
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