ossets et ertlO, di Davide Villa

Vivere è esplorare la realtà a tutto tondo, Guardarsi intorno, capire, sbagliare, Perdersi nei pensieri, essere concentrati ma lasciarsi portare In un colpo solo, in un posto lontano dal mondo. Ma come è fatta quest’Utopia della realtà? Immaginavi una landa immensa, una vastità, In realtà è un unico passo, che ti separa dalla tua vita mentre Raggiungi questa terra, il regno, Oltre. Questo luogo è una normalità straordinaria, In cui ti perdi per raggiungere la destinazione, In cui ti senti circondato, ma non ci sono persone, Quel posto dove non respiri solo aria. Oltre è una realtà dove superi te

Vivere è esplorare la realtà a tutto tondo,
Guardarsi intorno, capire, sbagliare,
Perdersi nei pensieri, essere concentrati ma lasciarsi portare
In un colpo solo, in un posto lontano dal mondo.

Ma come è fatta quest’Utopia della realtà?
Immaginavi una landa immensa, una vastità,
In realtà è un unico passo, che ti separa dalla tua vita mentre
Raggiungi questa terra, il regno, Oltre.

Questo luogo è una normalità straordinaria,
In cui ti perdi per raggiungere la destinazione,
In cui ti senti circondato, ma non ci sono persone,
Quel posto dove non respiri solo aria.

Oltre è una realtà dove superi te stesso,
Dove impari che il futuro inizia da adesso,
È un mondo eccessivamente personale,
In cui la monotonia è arma letale.

Oltre è quando ti guardi allo specchio
E sfidi realmente chi ti sta osservando,
Minacciando, che ti strizza l’occhio,
Che ti convince a correre più forte di lui.

Ti prendono tutti per pazzo,
Perché corri, fatichi, ti fai il mazzo,
Per vederlo distante uguale a prima
E sembrerebbe impossibile prima di lui in cima.

Perché oltre è avere limiti da noi fissati,
Che ci sembrano banali una volta superati,
E solo dopo aver battuto te stesso
capisci che nessuno al mondo può farti fesso.

Oltre è saper volare, sopra le nuvole nere
Che tuonano giudizi e grandinano critiche,
Imparare a passare in alto, affrontare fatiche,
Che danno cicatrici in cambio di sudore.

Oltre è il muro che la vita ci pone davanti,
Guardarlo da lontano e vedere che sono in fila in tanti
Per lasciare un ricordo, una frase, un’impronta,
Che quando tutto cade, non si rompe nè si smonta.

Questa fila è interminabile,
La parte di muro ancora non scritta è inarrivabile,
Perché tutti si ammazzano per avere su esso una parte di sè,
Ma chissà se ciò che indelebile, rappresenta veramente ciò che si è.

Nessuno si accorge che questo muro in realtà ti separa da oltre,
Perché tutti ci vedono scritte, ma non entità altre,
Io ci vedo una strada, un modo diverso di pensare,
Tutti mi danno per pazzo per volerlo scavalcare.

Perché oltre è saper essere chi vogliamo,
Prendere, e partire con chiunque al mondo amiamo,
Ma essere indipendenti, perché l’uomo ha natura infinita,
E il nostro carattere è marmo scolpito dalle nostre dita.

Oltre è guardare ogni abitante di questo posto,
E non notare differenza tra lui e chi consideri tosto,
Perché qui vogliamo tutti imparare, questo è il bello,
E riuscire a trattare ognuno come fosse un fratello.

Tutti al mondo abbiamo 206 ossa,
Tutti convinti che il bene, il buono, sia la massa,
Tutti pronti ad andare oltre qualunque differenza,
E pretendono di avere dalla propria parte la scienza.

Ma solo guardando oltre essa capiamo che siamo tutti umani,
Indipendentemente dalla pelle nera, o nera meno scura,
Perché non c’è colore che tenga quando ci teniamo le mani,
Quando ci perdiamo nei pensieri siamo tutti della stessa natura.

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