poesia inedita: Ancora di Lucrezia Mancini Nardi
Ancora
C’é una relazione
tra il mio gelido niente
ed il mio triste nessuno.
C’é una causa latente
che mi porta a chiudere gli occhi
su ogni pianto confuso,
a spiegare ali di carta ,ad ogni parola
che sprofonda soffocata dentro.
Quale? L’infinito.
Infinito é il mio cibarmi di dolore e pazienza.
Nel logorio d’ogni utopia
non c’è felicità
che possa puramente afferrare…
…non c’è mai stata.
E’ come un morboso farmi male,
é un circolo tortuoso incontrollabile,
monotamente presente
che mi porta a dar ascolto al mio istinto
quale irrinnegato traditore
della sua atea posseditrice.
Forse basterebbe che mi fermassi
nella guerra dell’adempiere
al mio inutile, denutrito
bisogno d’affetto.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 3 settembre 2010
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