poesia inedita: Ancora di Lucrezia Mancini Nardi

Ancora

C’é una relazione

tra il mio gelido niente

ed il mio triste nessuno.

C’é una causa latente

che mi porta a chiudere gli occhi

su ogni pianto confuso,

a spiegare ali di carta ,ad ogni parola


che sprofonda soffocata dentro.

Quale? L’infinito.

Infinito é il mio cibarmi di dolore e pazienza.

Nel logorio d’ogni utopia

non c’è felicità

che possa puramente afferrare…


…non c’è mai stata.

E’ come un morboso farmi male,

é un circolo tortuoso incontrollabile,

monotamente presente

che mi porta a dar ascolto al mio istinto

quale irrinnegato traditore

della sua atea posseditrice.

Forse basterebbe che mi fermassi

nella guerra dell’adempiere

al mio inutile, denutrito

bisogno d’affetto.

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