poesia inedita: Eco di Lucrezia Mancini Nardi
Eco
Erranti distese immense
nel profondo di ipnotismi
tanto antichi e speziati.
Riverbero di essenze lontane
l’adamantina scia
di satelliti sognanti.
Raccolgo scintille iridate,
estasiata
da crateri di confini intarsiati.
Sentirei un tintinnio setoso
farmi eco in gola,
ma senza chiave,
l’ignoto non svela l’intento
d’avermi posata sul mondo.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 13 agosto 2010
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