poesia inedita: Eco di Lucrezia Mancini Nardi

Eco

Erranti distese immense

nel profondo di ipnotismi

tanto antichi e speziati.

Riverbero di essenze lontane

l’adamantina scia

di satelliti sognanti.

Raccolgo scintille iridate,

estasiata

da crateri di confini intarsiati.

Sentirei un tintinnio setoso

farmi eco in gola,

ma senza chiave,

l’ignoto non svela l’intento

d’avermi posata sul mondo.

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