poesia inedita: Fluttui di Lucrezia Mancini Nardi
Fluttui
Inarrestabili gocce
picchiettano noiose il mio sguardo
perso, riflesso sul vetro
dal quale osservo una stella eclissarsi.
E’ là che vorrei rannicchiarmi
lontano,
dentro una conchiglia socchiusa
per tuffarmi in ogni emozione passata,
ogni volta che voglio,
per poi risalire la corrente,
balzar fuori e ricadere ancora
con l’eleganza d’un delfino,
con lo splendido luccichio
d’ogni singolo zampillo trafitto dalla luce.
Luce alla quale non so sorridere
quando é quella dell’alba quieta,
alla quale non so cedere al pianto
quando é quella del tramonto pensoso…
…e non ho espressione
né prima
né poi.
Grava, dolce Apollo Mio
ma mi sorprendo ancora una volta
a scrivere per non dimenticarti,
mentre tu non hai ancora ascoltato
il messaggio del mare,
lui sa dove trovarmi.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 31 agosto 2010
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