poesia inedita: Fluttui di Lucrezia Mancini Nardi

Fluttui

Inarrestabili gocce

picchiettano noiose il mio sguardo

perso, riflesso sul vetro

dal quale osservo una stella eclissarsi.

E’ là che vorrei rannicchiarmi

lontano,

dentro una conchiglia socchiusa

per tuffarmi in ogni emozione passata,

ogni volta che voglio,

per poi risalire la corrente,

balzar fuori e ricadere ancora

con l’eleganza d’un delfino,

con lo splendido luccichio

d’ogni singolo zampillo trafitto dalla luce.

Luce alla quale non so sorridere

quando é quella dell’alba quieta,

alla quale non so cedere al pianto

quando é quella del tramonto pensoso…

…e non ho espressione

né prima

né poi.

Grava, dolce Apollo Mio

ma mi sorprendo ancora una volta

a scrivere per non dimenticarti,

mentre tu non hai ancora ascoltato

il messaggio del mare,

lui sa dove trovarmi.

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