poesia inedita: Laceramento di Lucrezia Mancini Nardi
Laceramento
Tanta indignazione mangiata e digerita,
però mai così grande compassione
per il mio povero cuore,
ora che mille nitidezze sgorgano zampillanti
dal sottosuolo del troppo bene che ti voglio.
Bersaglio d’ingiustizia, la mia non più ragione,
punizione per voler essere la tua sola regina
ma nemmeno sai che piango lacrime cremise di sangue.
Tu hai ruggito e mi hai morsa col tuo essere perfetto,
facendomi tua goccia dopo goccia,
mentre aspetto insonne nella devozione
che tu faccia ritorno qui,
annunciato dall’amica luna,
unica compagna di cuspide assenze laceranti.
Non scorderò più il tuo volto né il tuo profumo
quanto meno la nobiltà del tuo animo.
Sarò sempre qui, perché so che tornerai a nutrirti
del solo sangue che può farlo:
il mio.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 29 agosto 2010
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