poesia inedita: Laceramento di Lucrezia Mancini Nardi

Laceramento

Tanta indignazione mangiata e digerita,

però mai così grande compassione

per il mio povero cuore,

ora che mille nitidezze sgorgano zampillanti

dal sottosuolo del troppo bene che ti voglio.

Bersaglio d’ingiustizia, la mia non più ragione,

punizione per voler essere la tua sola regina

ma nemmeno sai che piango lacrime cremise di sangue.

Tu hai ruggito e mi hai morsa col tuo essere perfetto,

facendomi tua goccia dopo goccia,

mentre aspetto insonne nella devozione

che tu faccia ritorno qui,

annunciato dall’amica luna,

unica compagna di cuspide assenze laceranti.

Non scorderò più il tuo volto né il tuo profumo

quanto meno la nobiltà del tuo animo.

Sarò sempre qui, perché so che tornerai a nutrirti

del solo sangue che può farlo:

il mio.

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