poesia inedita: Marchio di Lucrezia Mancini Nardi
Marchio
Anestetico impressionante,
slancio del tutto sprovveduto e funambolico.
Legame di corde sempre più tese,
pizzicate ad incantare la voglia carnosa di viziarti.
Dune solari di ore raffinate in attimi prelibati,
sentire in fine attentamente la sera
per poter captare tutta la sua squisita obliquità.
Anni luce da qui non giunge negazione.
Sangue, non più inchiostro
a cui non v’è antidoto alcuno.
Marchio fisso ed inespresso,
un pensiero,un desiderio,
un amuleto tatuato col cobalto del veleno.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 12 agosto 2010
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