poesia inedita: Sperduta di Lucrezia Mancini Nardi
Sperduta
Sapevo che un dì ci saremmo rivisti,
ed é avvenuto
quando ho perso la percezione del dolore.
L’ho riassorbita tutta in un istante,
perché l’indissolubile stratega
ibrida dipendenze proibite.
Visionario atavico,
ti sei rimesso a scavare
il vuoto assoluto
sudando non una goccia
d’infinito.
Cerchi cose mai perse,
stordite e vanesie,
marcite e potenti,
ma sacrificate al legno templare.
L’ara nera di velluto
fiammeggia zaffirea l’assurdo,
ma l’elusione usura
tempo,spazio
e tutto ciò che ci sta in mezzo,
senza impedire che la sua cecità
graffi via la luce.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 24 agosto 2010
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