poesia inedita: Sperduta di Lucrezia Mancini Nardi

Sperduta

Sapevo che un dì ci saremmo rivisti,

ed é avvenuto

quando ho perso la percezione del dolore.

L’ho riassorbita tutta in un istante,

perché l’indissolubile stratega

ibrida dipendenze proibite.

Visionario atavico,

ti sei rimesso a scavare

il vuoto assoluto

sudando non una goccia

d’infinito.

Cerchi cose mai perse,

stordite e vanesie,

marcite e potenti,

ma sacrificate al legno templare.

L’ara nera di velluto

fiammeggia zaffirea l’assurdo,

ma l’elusione usura

tempo,spazio

e tutto ciò che ci sta in mezzo,

senza impedire che la sua cecità

graffi via la luce.

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