poesia inedita: Stigmatizzati di Lucrezia Mancini Nardi
Stigmatizzati
Orfana di sogni notturni,
oramai,
non é rimasto nulla
di cui privarmi,
non altro che insipienze.
Allucinata da sicurezze
morse da fiori di loto,
annego nel buio più denso
del mio stesso dolore.
Sguardi lancinanti
verso diaboliche ironie,
orbitano tra verticalità vertiginose
come vili implosioni,
provocando triste disagio
fatto di ipocondriache solitudini.
Ti raggomitoli nel tuo enigma,
ma stridono nitidi quegli occhi
che mi incastrano spregiudicati
tra una sinergia e l’altra.
E quel silenzio…
Lo indosso come la mia pelle
mentre il tuo ego smagrisce lasso
di violenze che ti fai.
Inerme a tutto questo,
ho solo possibilità di sostenere
che siamo l’uno nell’altra
stigmatizzati.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 26 agosto 2010
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