poesia inedita: Stigmatizzati di Lucrezia Mancini Nardi

Stigmatizzati

Orfana di sogni notturni,

oramai,

non é rimasto nulla

di cui privarmi,

non altro che insipienze.

Allucinata da sicurezze

morse da fiori di loto,

annego nel buio più denso

del mio stesso dolore.

Sguardi lancinanti

verso diaboliche ironie,

orbitano tra verticalità vertiginose

come vili implosioni,

provocando triste disagio

fatto di ipocondriache solitudini.

Ti raggomitoli nel tuo enigma,

ma stridono nitidi quegli occhi

che mi incastrano spregiudicati

tra una sinergia e l’altra.

E quel silenzio…

Lo indosso come la mia pelle

mentre il tuo ego smagrisce lasso

di violenze che ti fai.

Inerme a tutto questo,

ho solo possibilità di sostenere

che siamo l’uno nell’altra

stigmatizzati.

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