poesia inedita: Vento di Lucrezia Mancini Nardi

Vento

E’ il vento che mi urla contro

e si sfracella urtando i vetri

per sfidarmi.

Vince chi mi fa più male.

Bevo il tempo come ambrosia,

ma è solo assenzio

quel verde putrido dei miei occhi,

mentre la primavera gocciola

ancora timida, ancora viva,

senza che io possa vederla

perché ho la tua immagine iniettata nel cervello.

Posso ancora sentire il lavorio, però,

della dinamo nel mio petto,

che tu hai innescato in ore ancora invernali.

Sterili e ridibili indizi,

ma l’ anima sublima

ad ogni contatto,

librando foglie di lana

che il vento mi infuria contro

perdendo ogni loro cellula di dolcezza.

Nessun eden é il mio asilo

se non il tuo.

Ovvio…Vince sempre lui: il vento.

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