Poiché mi è concesso di abitare

nei sogni, ora nudo dalle menzogne

e spoglio dalle bugie mi aggiro

nelle inconfessate vie del cuore.

E la speranza dopo avermi a lungo

desistito si è concessa agli

occhi delle mie sovrumane pene,

ecco che soffia sui venti ingenui.

Poiché la gioia si è donata alla

sovranità del mio animo, lungi

anima dall’avarizia umana

tinta d’ira che nei cuori serpeggia.

Dall’anima profonda

non desidero altro se non

di fuggire dagli sguardi ambigui,

dall’astio dei sapori acidi, ah

O raggio di luce immortale

per lungo tempo ti ho atteso

che hai portato in me il bagliore

in una notte dal volto funesto.

Ora t’imploro o spirito dal cielo

poggia sul mio cammino, sia esso

invaso da memorabili rose

o da rovi e spine che lo ingombrano.

E poiché i timori branditi

dalle sanguinarie spade

giacciono nei sepolcri

dalle esecrate guerre.

Davvero non chiedo altro che venti

gentili spirino sul mio cuore

e doni divini: bontà e grazia

dimorino sugli altari.

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *