presentazione: “La maschera sotto la neve” di Marco Casula
Se la neve è il palcoscenico naturale, il periodo storico ha una data precisa: febbraio 1956 e uno spazio definito, le città di Sassari e poi di Cagliari. Una storia terribilmente moderna dal significato universale. Josto è un giovane tranquillo, sposato a Domenicangela che non si rassegna ad accettare passivamente la regressione nevrotica nella quale sembra precipitato il giovane marito. Scopre una persona diversa da quella che aveva amato, vuole innanzitutto capire il perché e nel momento in cui si rende conto che Josto non riesce a liberarsi della sua maschera, non esita ad affrancarsi da lui. È l’unica figura ammantata di modernità.
Josto ritorna con Domenicangela a Cagliari, sua città natale, per celebrare la memoria della madre e per trovare una risposta al terribile dubbio che l’accompagna da quando casualmente un giudice gli ha rivelato il crimine in cui il padre lo ha coinvolto e che lui ha cancellato dalla sua coscienza.
Vindice, il padre di Josto. È quello che si dice un uomo che si è fatto da sé. Ma è senza scrupoli Vindice: ha fatto dell’inganno e della violenza uno strumento di potere. Il viaggio di Josto e Domenicangela verso Cagliari è un percorso iniziatico. Attraverso una Sardegna innevata Josto ritrova affetti, luoghi che fanno riemergere un passato dove la coscienza comincia a svelarsi, gli elementi rimossi del suo inconscio tentano di tornare alla memoria.
A Cagliari nel palazzo di famiglia l’incontro con l’amata sorella Gilla. Il ricordo della madre Fannuccia, cacciata di casa da Marina Bazzone, la convivente del padre Vindice, accomuna i due fratelli. Nel conflitto tra i due fratelli e Marina lo svelamento inesorabile dei rapporti familiari. Il drammatico incontro con il padre Vindice e lo scontro finale con Marina, sino al drammatico epilogo.
Questo articolo è stato scritto da lacoonte il 12 agosto 2010
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