recensione – “Angeli vendicatori” di Claudio Barbero

Nel 1045 in Inghilterra un piccolo villaggio nelle vicinanze di Nottingham, viene distrutto da una banda di malfattori comandata da un mercenario olandese. Di tutti gli abitanti del villaggio si salvano solamente un bambino di sette anni, una donna e la figlioletta di sei anni. Mentre il primo viene trovato dai frati e allevato nel monastero, le altre si rifugiano per un po’ nella foresta, poi si recano a Nottingham per rifarsi una nuova vita.

Il ragazzino di nome Jonathan, verrà allevato da padre Matteus come novizio e frequenterà la scuola del priorato, nel frattempo la donna di nome Mary si sposerà con Roland un ricco mercante. All’età di diciotto anni Jonathan si recherà a Notthingham e lì, casualmente, incontrerà Susy, la sua amica d’infanzia. Insieme decideranno di partire alla ricerca dell’Olandese, unico superstite della banda che undici anni prima aveva assalito il loro villaggio. Il loro intento è trovarlo e ucciderlo. Per far ciò attraverseranno mezza Inghilterra, spostandosi da una città all’altra, fino ad arrivare al vallo di Adriano.

Ma chi è in realtà questo Olandese?

E riusciranno Jonathan e Susy a raggiungere quelle antiche mura in tempo?

Il testo presente in quarta di copertina

Il primo millennio è ormai passato e la paura della fine del mondo è finita. Negli anni bui dell’alto medioevo amori, odi, passioni e vendette, si intrecciano lungo il cammino di due giovani amanti. Un viaggio attraverso l’Inghilterra medioevale, tra locande e monasteri, villaggi e città, alla ricerca di un mercenario portatore di morte. Due storie parallele con un solo epilogo.

Autore: Claudio Barbero
Titolo: Angeli vendicatori
Editore: A&B Editrice Gruppo Bonanno Editore
Anno di pubblicazione: 2009
Luogo di pubblicazione: Catania
Numero pagine: 336
Introduzione di: Paolo Bontempo

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