recensione – “Anime Assassine, i casi dell’ispetore Quetti” di Diego Collaveri

> Intrighi nascosti, macchiati di sangue innocente, si agitano all’ombra del quotidiano, divorando come un mostro il ventre molle di una città inconsapevole, nei cui vicoli bui si muove Quetti, figura cinica e solitaria, un antieroe con la sigaretta sempre tra le labbra. Sette casi di questo ispettore di polizia, legato a doppio filo all’oscura realtà che combatte e che sembra scorrergli dentro da un lontano passato misterioso, capace di smascherare intricate macchinazioni, nascoste dietro efferati delitti, e di ergersi come ultimo baluardo di speranza… poiché solo chi ha attraversato l’oscurità può senza paura squarciare l’apparenza per guardare in faccia il mostro.

Il testo presente in quarta di copertina

> Diego Collaveri, livornese classe 1976, scrittore, sceneggiatore, regista, vincitore di numerosi premi di poesia e narrativa, con alle spalle una carriera musicale come chitarrista ed arrangiatore, comincia ad affacciarsi alla scrittura per caso proprio con il personaggio di Quetti, vincendo il premio Ibiskos nel 2000. Innamorato da sempre del cinema si trova proiettato in questa nuova realtà come sceneggiatore; con passione intraprende un percorso tecnico/formativo, con vari registi italiani, che lo porterà l’anno successivo a debuttare come regista vincendo il premio Minimusical di Fandango.

Autore: Diego Collaveri
Titolo: Anime Assassine – i casi dell’ispetore Quetti
Editore: Aletti Editore
Anno di pubblicazione: 2010
Luogo di pubblicazione: Roma
Numero pagine: 170

Un commento

  • Francesca Collaveri scrive:

    Diego complimenti per il tuo libro mi e’piaciuto molto e’molto scorrevole un capitolo tira l’altro non e’noioso si legge bene e’ proprio un bel libro ancora complimenti dalla tua cugina francesca

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