recensione – “Il sarto delle foglie” di Caterina Provenzano
L’opera è una silloge composta da 54 poesie. L’autrice con tratti ermetici e simbolisti descrive le impressioni di un attimo, di un incontro. Riflessioni su ciò che siamo quando viviamo veramente “l’attimo fuggente”. Non tematicità, ma impressionismo, dunque. La presentazione è di Lichtenberg, mentre la prefazione di Augusta Torricelli Frisina. L’opera contiene note introduttive dei critici Francesco Collura e Michele Vizzone. La copertina è un’opera pittorica della stessa Autrice che simboleggia metaforicamente il titolo.
Il testo presente in quarta di copertina
Ciò che colpisce di questa raccolta lirica è la suggestione visiva. Versi con scarna punteggiatura e sezioni strofiche creano una rapida verità privata senza lasciare spazio a tiepidi discorsi poetici di tipo tematico. L’originalità di Caterina Provenzano sta nell’aver cercato quel mondo dove ognuno può interpretare il proprio mondo, il proprio vissuto in relazione alla realtà psicologica ed esistenziale personale. Non solo enigmaticità ma anche condivisione; non chiusura ma interpretazione. (Heinz Peter Lichtenberg)
Come si fa a non lasciarsi trascinare da questi inconfondibili e originali segni di un’alternativa nell’interagire con l’ambiente, applicata con la caparbietà di chi vuol leggere diversamente la quotidianità e può contagiare chi è addormentato in una dimensione autoreferenziale del proprio vissuto, opacizzato da una cecità mentale irreversibile? (…) Siamo in presenza di un’opera prima, che rimanda ad un prosieguo di introspezione poetica, anche se l’impegno nello scavo e il livello formale ne fanno contemporaneamente un punto di arrivo. (Augusta Torricelli Frisina)
Caterina Provenzano in modo a tratti ermetico e simbolista, incomincia il suo viaggio lirico con l’intento di richiamare nel lettore sensazioni svanite, di coinvolgerlo, insomma, rinnovando via via in ognuno sentimenti addirittura soffocati dall’esistenza convulsa. Ecco allora il messaggio sublime: la vita è un continuo, inarrestabile inizio e una continua conquista. (Francesco Collura)
Ho capito che il cuore legge quello che gli occhi non vedono, il cuore sente l’impalpabile fremito del poeta. (Natale Ioculano)
È intuizione pura la sua, messa giù di getto. Non c’è ricercatezza nell’espressione: sciuperebbe la immediatezza dell’immagine. Le immagini, le metafore, le assonanze, il tono sempre cadenzato e moderato, danno la misura del delicato sentire di questa poetessa, sia che ricordi persone, luoghi, fatti della sua adolescenza; sia che rifletta sulla condizione umana, sulla solitudine degli individui, sui progetti non sempre realizzati dagli uomini, sull’importanza dell’agire; sia che sottolinei il valore della solidarietà. Ermetica sì, ma profondamente lirica la poesia della Provenzano. (Michele Vizzone)
Autore: Caterina Provenzano
Titolo: Il sarto delle foglie
Editore: Rubbettino
Anno di pubblicazione: 2009
Luogo di pubblicazione: Soveria Mannelli
Numero pagine: 88
Introduzione di: Heinz P. Lichtenberg e Prefazione di Augusta Torricelli Frisina
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 2 gennaio 2010
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