recensione – “Inchiostro vivo” di Michel Franzoso

INCHIOSTRO VIVO è prima di tutto è un romanzo che parla dello scrivere, che entra nelle motivazioni che spingono uno scrittore e nel motore che muove i suoi personaggi, e lo fa passando dalla porta principale buttandosi nella storia di uno scrittore e nel suo punto di vista.

Poi INCHIOSTRO VIVO è anche uno storia d’amore, anzi, due storie d’amore, che si intrecciano e si confondo tra il piano reale e il piano immaginario, fino a diventare una sola.

Infine INCHIOSTRO VIVO è una piccola metafora sul destino e su ciò che possiamo, vogliamo o vorremmo controllare della nostra vita.

Il testo presente in quarta di copertina:

Francesco Micheli è un giovane scrittore in cerca di successo, alle prese con la vita ripetitiva di una piccola città come Piacenza. Senza alcun preavviso, a un certo punto nella sua esistenza irrompe l’amore perfetto, quello rincorso proprio nei suoi scritti. E’ così che Francesco si accorge che il suo inchiostro sta diventando vivo, e che può dare futuro e senso diversi al mondo che ha intorno soltanto scrivendo.

Michael, il personaggio del suo romanzo finirà in questo modo con l’anticipare sulla carta quel che avverrà davvero a Francesco, e la storia d’amore che entrambi vivono è speculare. Fancy, la donna romanzata, e Vera, la donna reale, sono due facce dello stesso amore. Ma la manipolazione dei destini umani è un gioco pericoloso, e chi controlla l’inchiostro non può mai sapere fino a che punto non sarà l’inchiostro a controllare lui.

Autore: MICHEL FRANZOSO
Titolo: INCHIOSTRO VIVO
Editore: EFFEQU
Anno di pubblicazione: 2008
Luogo di pubblicazione: ORBETELLO (GR)
Numero pagine: 144

Lascia un Commento

Prima di inserire il tuo commento verifica che sia attinente all'articolo e non abbia fini pubblicitari.
Tutti i commenti sono preventivamente moderati dalla nostra redazione.