recensione – “L’isola di Paris” di Adele Costanzo
L’isola di Paris è la raccolta vincitrice della prima edizione del concorso Cose a parole indetto dalla casa editrice Giulio Perrone di Roma.
Gli undici racconti che compongono questa breve raccolta sono caratterizzati da una profonda varietà di genere: racconto storico, mito, fiaba, allegoria, sempre rivisitati in maniera assolutamente attuale e personale. Ad accomunare le storie, oltre all’amore per la scrittura, una visione problematica e mai rasserenante della realtà e gli interrogativi circa i limiti e il senso della “narrazione”. Diversi racconti, infatti, affrontano il rapporto tra una realtà complessa che sfugge ad ogni possibile definizione e il “mestiere” dello scrittore, la sfida tra il mutevole e l’indicibile da un lato e dall’altro il bisogno, umano prima ancora che artistico, di dire e di rappresentare.
Il titolo della raccolta riprende quello di un racconto collocato, significativamente, alla fine del libro: L’isola di Paris è infatti l’isola che cambia continuamente forma e paesaggio, ma anche la stanza dello scrittore che vi combatte la sua quotidiana battaglia contro la maledizione che ha colpito il regno.
E poi ancora amore, amicizia, ricerca di sé e di una difficile armonia tra le varie parti che ci compongono, il tempo che passa, la fragilità dei sentimenti, la ricerca della perfezione, il diritto individuale di scegliere aldilà dei condizionamenti familiari o culturali.
Il testo presente in quarta di copertina
Protagoniste di questi racconti sono le tracce che le persone lasciano di sé: le impronte di dita sulle finestre, il pentolino con l’acqua per il tè, l’odore che resta nei capelli dopo una visita nelle vite degli altri. Piccole cose che costruiscono un’intimità, e che raccontano una storia. A volte, però, qualcosa sfugge o si nasconde, perché non tutto si può inventariare, non tutto si può condividere: certi dubbi, ad esempio, o il rancore, la sensazione improvvisa di una complicità, la vera identità del passato; e il dimenticare al contrario dei ricordi. La dimenticanza semplice di un animale da compagnia, per cui ogni giorno è nuovo, è sempre un lunedì; l’amnesia assoluta e irrecuperabile che nasce da una pallottola rimasta nella testa; l’oblio in cui cadono certe isole, quando si negano a ogni tentativo di forma e di catasto.
Autore: Adele Costanzo
Titolo: L’isola di Paris
Editore: PerroneLAB
Anno di pubblicazione: 2009
Luogo di pubblicazione: Roma
Numero pagine: 114
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 19 marzo 2010
2 commenti
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Libro estremamente interessante, che rivisita il genere arricchendolo di problematiche attuali.
Lo stile è personale e molto accurato.
L’isola di Paris, di Adele Costanzo…
Ciao! Ho trovato questo post e ho pensato che fosse interessante, quindi ho messo un trackback dal mio blog. Grazie!…