recensione: “L’anello spezzato della storia” di Luigi Gulizia
“L’ANELLO SPEZZATO DELLA STORIA”
“Dal senso della vita nelle antiche civiltà
alla devastazione della vita nell’Era Occidentale”
La stesura del presente volume ha preso inizio nel 2003 di seguito allo scatenamento della guerra irakena sulla base della evidente menzogna circa le famose “armi di distruzione di massa” che sarebbero state detenute in quel paese.
Poiché il conflitto aperto rappresentava la più palese violazione di un “diritto internazionale” al quale si pensava di essere ormai giunti in un’ epoca come la nostra apparentemente in grado di evitare eventi bellici non supportati da una legittimità internazionale, ci si è dolorosamente interrogati sulle cause di un tale presente.
Ciò ha significato voler ripercorrere a ritroso tutta la storia degli ultimi cinquemila anni indagando le culture di tutti i popoli della Terra per comprendere l’interpretazione del senso della vita attraverso le loro eredità specifiche chiedendosi se davvero la guerra sia una inevitabile componente dell’essere umano o se piuttosto essa non sia il prodotto di un particolare percorso.
Naturalmente, ciò ha comportato la ricerca del tempo e dei motivi che hanno condotto all’attuale situazione individuando nell’Occidente, da un certo momento in poi e sulla base di determinate portanti economiche, religiose e politiche, l’anello spezzato di una cultura umana mondiale che nelle antiche civiltà aveva saputo suscitare l’idea di un’esistenza regolata da armonici equilibri universali come fondamentale legge di natura.
La guida intellettuale che ha sostenuto la scrittura del nostro saggio storico, e non storicistico, è stata data dalle risultanze della Fisica Quantistica in ordine alla visione di un Cosmo come fenomeno olistico nel quale le interdipendenze sottese a tutti gli aspetti della Vita sono l’espressione di una Unità totale nella quale si realizza il Piacere di Vivere come senso stesso della Vita laddove il conflitto genera soltanto la negazione della Vita e, quindi, il suo non-senso.
D’altro canto, si è rilevato come le attuali scoperte della Fisica siano, in realtà, una semplice ri-scoperta di quanto era già noto proprio nelle antiche civiltà il cui oblio lungamente operato attraverso i secoli è avvenuto attraverso la creazione di falsi paradigmi esistenziali del mondo d’Occidente sui quali esso è giunto, oggi, alla devastazione di un intero Pianeta.
L’esposizione parte così dalla illustrazione delle lontane culture d’ogni parte della Terra risalendo successivamente alla formazione storica europea con le sue specifiche caratteristiche di una “cultura del dominio” planetario tesa a sottomettere esseri umani e natura scatenando, in tal modo, i processi di annichilimento che oggi abbiamo di fronte e che portano, se non fermati in tempo, al suicidio collettivo della specie umana.
Abbiamo già sottolineato che l’indagine, essendo storica e non meramente storicistica, ha voluto cogliere solo quanto di significativo è stato prodotto in questi cinquemila anni dal punto di vista dell’unica domanda che realmente conta, cioè quale senso si debba attribuire alle nostre esistenze e quale percorso occorra, quindi, seguire perché abbia senso vivere piuttosto che sopravvivere nel vuoto che ci circonda dove la vita appare solo in realtà come morte.
Ci auguriamo di essere riusciti nel nostro scopo.
Questo articolo è stato scritto da Redazione il 24 aprile 2010
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