recensione – “Sindromi e altri fatti d’inchiostro” di Ilaria Ferramosca

Cosa sono le sindromi psicologiche se non una sorta di distorsione estrema della realtà? Di fatto la distorsione è un meccanismo naturale del nostro cervello, un filtro, una strategia, un’euristica che lo avvantaggia nella codifica ed elaborazione delle informazioni. Ma se la distorsione è esasperata assume una connotazione patologica. Questo è l’aspetto della natura umana che mi è piaciuto analizzare, in una realtà in cui progresso e tecnologia, anziché assicurare all’uomo una vita priva di malattie e morbosità, hanno invece contribuito a crearle. Ma ogni sindrome, ogni “male del secolo”, ha in sé qualche elemento di grottesco, di umoristico, allora perché non affrontarli proprio in questo modo? Dalla convinzione che il divertimento e le emozioni agevolino la capacità di apprendere e riflettere, nasce “Sindromi e altri fatti d’inchiostro. Storie in bilico tra reale e surreale”, una raccolta di racconti, in cui il genere è solo un pretesto per esaltare gli aspetti caratteristici di ciascuna sindrome, più o meno seria che sia.

Il testo presente in quarta di copertina:

Dalla prefazione di Andrea G. Pinketts: “…Qui si parla di infestazioni. Di ossessioni compulsive come il lavarsi le mani, e metaforiche come il lavarsene le mani. Di ciccioni logorroici, di stereotipi del noir rivisitati loro malgrado, di virus nel computer che diventano virus che smettono di appartenere al computer e si trasferiscono direttamente al destinatario. Ilaria è abile e profondamente, profumatamente venerea. Come una Venere di Milo (munita di arti superiori) domina e custodisce il dono di sapere raccontare…”

Autore: Ilaria Ferramosca
Titolo: “Sindromi e altri fatti d’inchiostro – Storie in bilico tra reale e surreale”
Editore: Edizioni Akkuaria
Anno di pubblicazione: 2008
Luogo di pubblicazione: Catania
Introduzione di: Andrea G. Pinketts

Nome: Ilaria
Cognome: Ferramosca
Regione di residenza: Puglia
Email: ilaria.fr@katamail.com

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