recensione: URCA di Rudy Mentale

Come sarà il mondo di domani? Un mondo dominato dalle tecnologie buone o cattive, a seconda degli uomini che le padroneggeranno, oppure sarà diverso? Incontreremo finalmente gli alieni o dallo spazio ricadranno i nostri errori… Insomma se sarà diverso, come sarà? Mayo, Autilo, Carlos, Jay Jay, Michael, Karina, Speranza e altri personaggi ce lo raccontano in questa avventura spassosa e drammatica  al contempo.

Un figlio quindicenne si ribella al padre e tenta di ucciderlo. Uomini del passato che tornano dallo spazio. Una pericolosa banda di giovani saccheggia la popolazione inerme…
Chi sono e cosa vogliono le URCA? Siamo nel 24° secolo, la specie Umana tenta faticosamente di ricostruirsi un’esistenza attraverso nuove regole, dopo le tragedie dell’Era Caotica.
Ma il germoglio del male è sempre vivo e può rifiorire quando  meno te lo aspetti…

Il testo presente in quarta di copertina

“Una città sottomarina?! Qualcuno, già in quel tempo lontano, aveva intuito che si può vivere sotto il mare?”

“Già, pare proprio di sì. Prima dell’Era Caotica”.

Correva l’anno 2335. L’Era Caotica era finita da circa cinquant’anni.

Autilo e Mayo lavoravano al Centro Spaziale, a pochi chilometri dalla città di Subroma.

La città fu costruita attorno alla fine del ventiduesimo secolo, interamente scavata nel sottosuolo, centocinquanta metri sotto il livello del mare, ampliando un reticolo di grotte preesistenti.

Tutti i giorni, da due anni, i due giovani salivano dai sotterranei cittadini con uno dei duecentonove ascensori. In superficie prendevano il treno che li accompagnava al Centro.

Autore: Rudy Mentale
Titolo: URCA
Editore: Girali editore
Anno di pubblicazione: 2010
Luogo di pubblicazione: Bologna
Numero pagine: 169

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