riflessione – Versi di voce mancata

Parole, ma afone; “balbuzie di luce”; nota che giunge morta; versi da custodire negli occhi: “quando la voce manca”, un poeta, testimone mai insincero, non può che prenderne atto e continuare a tentare di “colmare di strofe/ la distanza dalla vita/ e i suoi assordanti eventi”. Dichiarazione, questa, di una poetica della resistenza a oltranza, della ricerca di un tu che stia in ascolto, del recupero di una possibilità di canto che non sia il suono, un “altrimenti” da rubare al Silenzio. La parola “sa di fosforo”, “minerale che sedimenta il ricordo”, distribuisce il significato, livellandolo fino al silenzio. E lì si abita. Le parole, in fondo, non sono che “Dimore”.

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