Rintocchi nel buio, di Daniele James

Autore: Daniele James Marchiori Titolo: Rintocchi nel buio Editore: Tragopano Edizioni Anno di pubblicazione: 2015 Luogo di pubblicazione: Venezia Numero pagine: 174 Introduzione di: Gianfranco Spinazzi Trama o contenuto > Rintocchi nel Buio è una appagante ricerca, se mai ne fosse esistita una, nella psiche umana. La battaglia al crocevia, Il famoso Crossroads narrato nella storia altrettanto misteriosa del bluesman Robert Johnson. La narrazione si apre su un ormai troppo deluso Edgar, che afflitto dalla morte della giovane moglie/cugina, decide di non dedicarsi più agli eccessi alla ricerca di una ovvia fine e sulla base di un racconto che egli

Autore: Daniele James Marchiori

Titolo: Rintocchi nel buio

Editore: Tragopano Edizioni

Anno di pubblicazione: 2015

Luogo di pubblicazione: Venezia

Numero pagine: 174

Introduzione di: Gianfranco Spinazzi

Trama o contenuto
> Rintocchi nel Buio è una appagante ricerca, se mai ne fosse esistita una, nella psiche umana. La battaglia al crocevia, Il famoso Crossroads narrato nella storia altrettanto misteriosa del bluesman Robert Johnson.
La narrazione si apre su un ormai troppo deluso Edgar, che afflitto dalla morte della giovane moglie/cugina, decide di non dedicarsi più agli eccessi alla ricerca di una ovvia fine e sulla base di un racconto che egli stesso scrisse anni prima su Venezia, considera l’opportunità di rifugiarsi nella perla lagunare, per sfuggire ai suoi stessi demoni.
L’introspezione personale che farà passeggiando, lo spingerà al porto dove con i pochi soldi rimasti, acquisterà un biglietto per Genova in Italia, da dove poi raggiungerà Venezia.
L’imbarco sul transatlantico a vapore e vela, sarà da subito luogo di sinistre percezioni che dapprima Eddy considererà causa dell’eccesso reiterato, ma che ben presto si renderanno reali , facendolo rendere conto che la nave è posseduta da un sinistro presagio.
Tale maledizione non tarderà a rendersi manifesta e Poe subirà a più riprese attacchi da parte dei “Nachzehrer” i non morti. La sua battaglia esclusiva a cui solo lui sarà testimone, verrà combattuta senza esclusione di colpi, finché egli stesso accortosi che lo stesso morbo sta via via colpendo l’equipaggio, farà la conoscenza di un nobile transilvano ospite della nave.
Da quel momento una serie di chiare collocazioni e avvenimenti, faranno si che Edgar vestiti quasi i panni del suo investigatore Dupin, cominci a ricollocare un orripilante mosaico che lo porterà a una terribile scoperta: Rescu il nobile transilvano, custodisce nella stiva il cuore della sua amata Virginia, assieme ad altri orrendi feticci e a bare contenti terriccio putrido proveniente da cimiteri abbandonati. Nel momento in cui lo scoprirà, sarà egli stesso scoperto da Rescu e la sua orda di terrificanti braccianti di morte. Verrà fatto prigioniero nella stiva poco prima di un architettato naufragio, mentre il transilvano riuscirà a fuggire assieme al cuore della sua amata. Feticcio che dovrà consegnare allo stampatore Alberto Torchia a Venezia. Il tipografo del libro dei morti, del Grand Giugnol, adepto e riverente servo di una setta.
Con l’astuzia che la sua penna più volte regalò a Dupin, Edgar riuscirà a salvarsi dal naufragio, approdando in semi incoscienza sulle coste greche. Da qui partirà un lungo inseguimento sulle tracce di Rescu, attraverso la Grecia ottomana e la Transilvania romena, dapprima assieme a un nobile francese sopravvissuto quanto lui al naufragio e anch’egli valente un debito nei confronti di Rescu, svelato a Poe nel corso del viaggio e poi all’unisono con un terzo compagno inglese, anch’egli alla ricerca di Rescu. Il viaggio sarà costellato da avventure d’orrore contro licantropi, demoni, Nachzehrer e personaggi venuti dal buio della ragione, come Blazhe Botev e il nano Halka, predoni del dominio del passaggio delle anime viventi in una torre che assomiglierà al lettore alla torre di Babele e Babilonia, dove Eddy conoscerà Olga. Forse un fantasma o forse qualcuno che lo seguirà per tutto il viaggio.
I colpi di scena si susseguiranno per tutta la narrazione, aggiungendo al gruppo primario, altri partecipanti al viaggio, che inconsciamente saranno partecipi dell’orrore, attraverso la comparsa di mostri di ogni tipo, compreso il temibile “uomo falena”.
L’arrivo nella città lagunare sarà preceduto da brevi momenti di serenità, seppur sempre punteggiati da elementi orrifici a dettarne il destino.
A Venezia Edgar verrà a conoscenza della verità e del perché del suo viaggio, non prima di aver soggiornato nel palazzo maledetto Ca Dario, necessario a tessere le ultime trame della conclusione della storia…che pur nonostante nelle ultime righe riserverà una grande sorpresa.

Il testo presente in quarta di copertina

> Celebrazione dell’oscurità gotica. Connessione fra l’io reale e la fantasia più sfrenata. Citazioni che derivano dall’ultimo Novecento, dal rock ai film horror (viene in mente From Dusk Till Dawm), attraverso l’Ottocento letterario. Gordon Pym, Alice nel Paese delle Meraviglie e le cronache di Jules Verne, quale idea universale di viaggio, rendono omaggio al grande maestro Edgar Allan Poe e al suo viaggio agghiacciante sull’orlo della follia. Poco dopo la morte della moglie Virginia Clemm, lo scrittore americano si trova vivere il lutto con dissolutezza e violenti eccessi che sfidano il suo grande intelletto logico. Deciderà di partire per un viaggio che lo liberi dai mostri e lo allontani dal paese che sembra rifiutarlo: l’America. Incontrerà l’abisso. Per lui vale la regola: “il destino ti attende sulla strada che avevi intrapreso per evitarlo.” Dopo un violento naufragio, per Poe si prospetterà un funambolico inseguimento attraverso l’Europa accompagnato da irreali compagni di ventura e funestato da belve feroci e mostri, vampiri e licantropi, pronti a sbarrargli la strada. Un’avventura alla scoperta del segreto custodito da un misterioso ospite. Lo spettro dell’Abisso. Il paesaggio dell’Orrore. La tana dell’Incubo. Le fauci della Notte. La maschera di cera del Sole. Il ghigno della Luna. L’Ade della scrittura!

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