![]() |
||
Scrittori italiani del XXI secolo:Intervista a Dana Drunk |
||
|
Nome: Dana Cognome:
Drunk
Intervista (del febbraio 2008)
Qual è stato il suo percorso di studi?
Ho fatto il liceo scientifico, poi mi sono laureata in scienze politiche, infine ho preso un master in gestione delle risorse umane.
Quando e perché ha iniziato a
scrivere? Nell’adolescenza, per sentirmi meglio con me stessa, per conoscermi anche.
In termini umani, cosa significa
per lei scrivere? Scrivere per me significa lasciare che la mia anima esca dal mio corpo per prendere una salutare boccata d’aria.
Quali sono i suoi libri del cuore?
Non ho un genere preferito. Tra quelli che più ho amato ci sono sicuramente: “Cent anni di solitudine”, “L’idiota”, “Il Dio delle piccole cose”, “Sulla strada”, “Lolita”, “Questa storia”, “City”, “Due di due”, “Porci con le ali”.
E quelli che non leggerebbe mai? Non leggo e non leggerei libri che sono solo operazioni commerciali. Lo stesso vale per la musica e per tutte le altre forme d’arte. Per me ci deve essere onestà artistica da parte dell’autore, il quale deve essere il primo a credere in ciò che dice o in ciò che fa. Senza onestà artistica non c’è arte per me.
Il libro più bello che ha letto
negli ultimi tre anni? “Questa storia” di Baricco.
E quello
che meno le è piaciuto? Non
saprei.
Qual è il rapporto con la sua
regione e con la sua terra? Io e la Lombardia non ci assomigliamo molto. Sebbene io non abbia origini meridionali, sono meridionale nell’anima: amo il sole, il mare, la cucina mediterranea, la compagnia, la tranquillità. Io abito in Brianza e devo dire che non ci trovo niente di bello né dal punto di vista geografico, né dal punto di vista culturale e sociale. Ovunque ti giri ci sono fabbriche, nebbia e grigiore. I brianzoli hanno una mentalità ottusa: lavorano tutto il giorno, risparmiano fino all’ultimo centesimo, non mettono mai il naso fuori di casa, diffidano di tutti e poi muoiono… lasciando una montagna di soldi ai loro eredi, i quali a loro volta non se li godranno e li lasceranno ai loro eredi e così via. Da me non si vive, si sopravvive. E le persone come me, che hanno scelto di vivere, non hanno vita facile.
Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
Come è arrivato alla pubblicazione
del suo lavoro? Tramite il sito www.autoriemergenti.it dove ho postato alcune mie poesie. Lì ho avuto modo di entrare in contatto con Vera Ambra della casa editrice Akkuaria, la quale ha accettato di pubblicare la mia raccolta di poesie.
Cinema: qual è il suo film
preferito? Uno dei film che più mi sono piaciuti recentemente è “American beauty”
Musica: la canzone del cuore? Non ho una canzone del cuore. Amo la musica alla follia. Scelgo cosa ascoltare in base al mio stato d’animo.
Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?
Quali sono i suoi poeti del cuore?
Come nasce un suo verso?
Quanto tempo ci lavora su? Poco. Scrivo di getto. Dopo un po’ di tempo rileggo ciò che ho scritto e, se sento che c’è qualcosa che non mi convince, faccio un piccolo lavoro di limatura. Ma questo capita poche volte.
Cosa deve esserci in un suo verso,
perché resti soddisfatto? La sintesi di ciò che voglio dire.
Dove e quando ha scritto il suo
primo verso? Ho scritto il primo verso di una canzone a 13 anni in camera mia, mentre suonavo la chitarra. Ho scritto il primo verso di una poesia a 15 anni sul mio diario, mentre ero a scuola.
Cos’è che l'ha spinta a pubblicare
le sue poesie? Il desiderio di comunicare, di condividere con gli altri ciò che sento e penso.
Qual è un verso celebre che
avrebbe voluto scrivere lei? Ci sono tanti versi celebri che mi piacciono ed apprezzo, ma non ne avrei voluto scrivere nessuno. Non ho interesse ad essere qualcun altro.
Come ha scelto il titolo del suo
lavoro più recente? Ho scelto una frase che sintetizzasse l’essenza della mia opera: Cercando luccicanza.
Quanto tempo ha impiegato per
scriverlo? Il titolo mi è venuto in mente in un lampo.
Ha vinto premi letterari? Non ho mai partecipato a concorsi letterari.
Crede nei premi letterari? Non molto.
Ha altri progetti in cantiere? Certo. Sto ultimando un’altra raccolta di mie poesie, che ho deciso di intitolare “Poesie di lotta e rivoluzione”. Inoltre continuo a portare avanti il mio progetto musicale con il mio gruppo, i Krampack. Facciamo pezzi nostri in italiano, genere pop rock elettronico. |
||
|
sei uno scrittore e non sei nell'elenco?
scrivici per inserire gratis la tua pagina personale e una tua intervista! |
||