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Scrittori italiani del XXI secolo: Intervista a Francesco Correggia |
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Nome: Francesco
Cognome: Correggia
Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
Parte da una riflessione sul mondo dell’arte del quale mi sono occupato e continuo ad occuparmene come artista e docente.
Qual è stato il suo percorso di studi?
Liceo Artistico e Accademia di Belle Arti
Quando e perchè ha iniziato a scrivere?
Fin da giovane con esercizi di poesia e di scrittura verbo-visuale. La scrittura è stata e lo è ancora una necessità che va in accordo con il tentativo di condurre una riflessione approfondita e temeraria sul sistema dell’arte e dell’immagine contemporanea.
In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
E’ un tentativo di costruire un senso là dove sembra che esso manchi.
Quali sono i suoi libri del cuore?
Le confessione di Jean Jacque Rousseau, “La recherche” di Marcel Proust, L’uomo senza qualità di Robert Musil e la Critica della Ragion pura di Immanuel Kant.
E quelli che non leggerebbe mai?
Va dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro, La fidanzata automatica di Maurizio Ferraris.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Faccio solo riletture e rimane per me fondamentale un classico della scrittura e del pensiero filosofico La Fenomenologia dello spirito di Hegel, ma Le concedo uno strappo alla regola: La filosofia dopo la filosofia di Richard Rorty.
E quello che meno le è piaciuto?
Perché l’arte contemporanea è davvero arte di Francesco Bonami.
Qual’è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
Assolutamente tanto conflittuale da poter sostenere di essere tale rapporto paradossalmente inesistente.
Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
E’ un’editoria troppo controllata da un sistema e diffusione commerciale che niente ha a che vedere con la vera ricerca poetica, letteraria, artistica filosofica, tranne in alcuni casi dove qualche indipendente e coraggioso editore (di nicchia) cerca di sostenere il confronto con le grandi e medie case editrici con libri complessi e di veri approfondimenti culturali e sviluppi innovativi sul piano del linguaggio senza pensare esclusivamente al prodotto commerciale.
Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
Mi piace la sfida sulla ricerca e sui saperi in generale che questo Paese deve saper raccogliere rispetto agli altri Paesi. Non mi piace la convenzionalità del sistema culturale italiano.
Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
Casualmente. Non ero poi tanto convinto di dover cercare un editore, vista la fatica e lo spreco di energie, ma poi tutto è accaduto per questioni pratiche e di contingenza.
Cinema: qual è il suo film preferito?
Il grande silenzio di Philip Groning.
Musica: la canzone del cuore?
Guardi io ascolto soprattutto musica classica, jazz e contemporanea. Mi dispiace, ma non ho una canzone del cuore. |
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