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Scrittori italiani del XXI secolo:

Intervista a Manuela Valletti Ghezzi

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Nome: Manuela

Cognome: Valletti Ghezzi
Regione di residenza: Lombardia
Email: Manuela.Valletti@fastwebnet.it

 

Intervista (maggio 2008)

 

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

 

Sono nata e vivo a Milano, sono sposata ho due figli grandi e uno schnauzer gigante che adoro di nome Flora. Sono diventata giornalista pubblicista nel 1988 dopo aver scritto per diversi giornali e riviste, oggi lavoro in rete dove ho creato dei siti che hanno un buon successo. Ho scritto il mio primo libro “Milano i luoghi” raccontando della mia città attraverso un censimento accurato delle sue presenze sul web e sono giunta poi a pubblicare lo scorso aprile il mio primo vero libro “Papà mi portava in bicicletta” seguito a ruota da Deportato I57633 Voglia di non morire, entrambi storie di vita vissuta.


 

Qual è stato il suo percorso di studi?

 

Sono diplomata


 

Quando e perchè ha iniziato a scrivere?

 

Ho sempre amato scrivere, e ho iniziato a farlo negli anni 80, per lo più erano cronache giornalistiche e interviste. All’epoca ho diretto anche alcuni giornali minori.


 

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

 

Per me scrivere è come respirare, mi sento bene solo quando riesco ad esprimere i miei sentimenti più profondi sullo schermo del mio computer.


 

Quali sono i suoi libri del cuore?

 

Amo i libri in genere, specialmente quelli che mi portano ad una analisi introspettiva

 

 

E quelli che non leggerebbe mai?

 

Non leggerei mai un libro di matematica.


 

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

 

La biografia di Papa Ratzinger, un libro che sembra una poesia per la delicatezza con cui è scritto e per i quadri familiari mirabilmente descritti.


 

E quello che meno le è piaciuto?

 

Lo Sconosciuto di Nicola Gardini, non mi è piaciuta la storia e la poca sensibilità del protagonista.


 

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

 

Amo la Lombardia, la sua pianura feconda, le sue nebbie, la sua laboriosità e amo Milano, la amo anche nelle piccole cose di tutti i giorni: il caos del traffico, qualche anziano che parla ancora in dialetto, i negozi con le vecchie insegne e i suoi tram color arancione. E’ una questione di radici, non abiterei in nessuna altra città italiana.


 

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

 

Trovo che il fatto che si possa pubblicare facilmente un libro sia molto bello, non altrettanto facile mi sembra poi commercializzarlo.


 

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

 

Il panorama culturale italiano mi sembra vivace, non condivido spesso il concetto di cultura comunemente inteso ma questo è probabilmente dovuto alla mia formazione.


 

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

 

Per il primo libro sono stata contattata da un editore, è stato un libro che mi è stato commissionato, i libri che ho pubblicato recentemente sono editi da Boopen, un editore on demand che ho trovato su internet e con il quale ho lavorato bene.


 

Cinema: qual è il suo film preferito?

 

Il principe delle Maree


 

Musica: la canzone del cuore?

 

Amo tutte le canzoni di Lucio Battisti


 

Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

 

No


 

Ritiene siano utili?

 

Sinceramente non lo so.


 

Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

 

Credo che le storie vere siano quelle che di solito fanno più presa sui lettori. Certo occorre trasferire nel libro i propri sentimenti con un buon lavoro di introspezionee questo è faticoso.


 

Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

 

Scrivo rigorosamente sul computer, solitamente di giorno, in solitudine, ma mi è capitato anche di farlo in presenza di altre persone, non seguo nessun rito.


 

Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

 

Il mio libro più recente è tratto dal mio blog, un diario di quattro anni accanto al mio papà malato di Alzheimer. Alla sua morte ho sentito il bisogno di raccogliere tutto quanto era accaduto in un libro e l’ho deidicato a lui. Volevo anche lasciare traccia di una esperienza che potrà essere utile a chi sta percorrendo il mio calvario.


 

Cosa significa per lei raccontare una storia?

 

Far partecipi gli altri di qualche cosa che è accaduto, coinvolgerli fino a farli sentire coprotagonisti del racconto.


 

Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

 

Per ora col racconto.


 

Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

 

Il racconto dovrebbe essere la narrazione di un fatto accaduto, il romanzo può trarre spunto da fatti accaduti ma anche completamente inventato.


 

Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

 

Recentemente ho scritto due libri a breve distanza l’uno dall’altro. Per “Papà mi portava in bicicletta” mi sono trovata tra le mani una mia foto del 1946, ero sul sellino della bicicletta di mio padre, quell’immagine mi ha riportato alla nostra strada insieme anche se ora a quell’epoca ero io che lo portavo su una sedia a rotelle.

Il titolo del secondo libro Deportato I57633 Voglia di non morire, che è la cronaca della deportazione di mio padre nei campi di sterminio di Mauthausen e Gusen, esprime la sua disperatata lotta per la vita.


 

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

 

Il primo libro è il diario di quattro anni della mia vita ed è stato scritto in quattro anni giorno per giorno sul mio blog, ho completato il libro con una parte di quadri di vita familiare, per assemblare il tutto ho impiegato due mesi.

Per scrivere della deportazione ho dovuto invece produrmi in molte ricerche storiche in collaborazione con l’Associazione deportati e il tempo necessario è stato di sei mesi.


 

Ha vinto premi letterari?

 

Non vi ho mai partecipato


 

Crede nei premi letterari?

 

Si e no, temo raccomandazioni e manipolazioni...


 

Ha altri progetti in cantiere?

 

Sto preparando un libro che parla di cani e gatti, di animali che ci stanno accanto per un tratto della nostra vita.

 
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