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Scrittori italiani del XXI secolo:

Intervista a Patrizia Ines Roggero

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Nome: Patrizia Ines

Cognome: Roggero
Regione di residenza: risiedo in Piemonte ma vivo a Genova.
Email: patriziaroggero@gmail.com

 

Intervista (maggio 2008)


 

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura

 

Il mio approccio con la scrittura risale all’età dell’adolescenza, periodo in cui scoprii anche la passione per la musica, la quale fu alla base di tutto. Durante il periodo scolastico delle medie inferiori, trascorrevo ore ed ore a stendere testi di canzoni, sicura che un giorno sarei riuscita a comporne anche la melodia, ma la mia passione per lo studio della chitarra non portò gli esiti da me sperati e, pian piano, le mie canzoni lasciarono il posto alle prime poesie e le poesie al primo romanzo che composi all’età di tredici anni, il primo di una discreta serie.

Questa mia passione, che dura ormai da sedici anni, è stata molto incoraggiata da mia mamma Graziella (alla cui memoria ho dedicato questo mio primo libro) e devo dire che sarebbe stato impossibile, per me e mia sorella maggiore, non avvicinarci al mondo della letteratura, dato che siamo cresciute in una casa stracolma di libri!


 


 

Qual è stato il suo percorso di studi?

 

Ho abbandonato gli studi al secondo anno di Liceo Linguistico, provocando una cocente delusione ai miei genitori che mi volevano vedere laureata come mia sorella Manuela. Non ho mai amato molto lo studio, o meglio, non amavo studiare le materie che non mi interessavano quindi, una volta entrata nel mondo del lavoro, iniziai a creare la mia cultura personale da “autodidatta”.


 

Quando e perchè ha iniziato a scrivere?

 

Come ho già detto ho iniziato a scrivere a tredici anni, ma è a ventisette che ho deciso di stendere un libro con l’intenzione di pubblicarlo.

Devo dire che in questi ultimi due anni, anche grazie al fatto che ho smesso di lavorare, la mia passione per la scrittura è andata crescendo, divenendo un appuntamento quotidiano nel quale ho messo davvero tutta me stessa. Sono Solo Un Marinaio è il frutto di questo mio periodo casalingo e ringrazio mio marito Alessandro per avermi dato la possibilità di realizzare il mio sogno.


 


 

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?

 

Scrivere è come aprire la porta di un giardino segreto ed incantato, dove tutto è possibile e dove ogni cosa è plasmata unicamente dalla nostra fantasia. È una vera soddisfazione rileggere il proprio libro e sapere che non sarebbe esistito mai nessun personaggio o nessun luogo se la nostra creatività non li avesse partoriti.


 


 

Quali sono i suoi libri del cuore?

 

Ho letto e riletto Cime tempestose (Brontë), ho adorato Orgoglio e Pregiudizio (Austen), mi ha molto colpita Inés Dell’Anima Mia (Allende) e mi ha affascinata La Signora delle Camelie (Dumas).


 


 

E quelli che non leggerebbe mai?

 

Non amo il genere Horror e quindi non leggerei mai un libro appartenente a questo genere.

 


 

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

 

Inés Dell’Anima Mia.

 


 

E quello che meno le è piaciuto?

 

Qualcosa Di Buono (S.C. Modignani) non perché fosse brutto, ma io non amo le storie contemporanee...


 

 

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?

 

Io sono nata e attualmente vivo a Genova, adoro la mia città, il suo dialetto, il pesto, il mare e le canzoni popolari, ma la mia famiglia è originaria del basso Piemonte, il nostro è un piccolo paesino del comune di Grondona (AL) e prima o poi è lì che spero di andare a vivere. La città è bella ma credo che la qualità della vita in campagna sia molto superiore, anche se la Liguria ha un fascino tutto suo che difficilmente chi vi ha vissuto riesce a dimenticare.

 


 

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?

 

Non c’è molto spazio per gli autori emergenti ma, per fortuna, ci sono case editrici come Boopen che offrono a tutti la possibilità di pubblicare. In questo modo non è molto facile vendere i propri lavori, ma almeno si ha la soddisfazione di vedere il proprio nome su di una copertina…e poi chissà…


 

 

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?

 

Non mi piace vedere genitori che invece di regalare dei libri ai propri figli preferiscono “parcheggiarli” davanti al PC o alla televisione. Non dico questo perché ho scritto un libro e voglio difendere la categoria, ma perché credo che tuffarsi tra le pagine di un qualsiasi racconto o romanzo o giallo che sia, possa, oltre che aiutare ad aumentare il valore culturale di tutti noi, stimolare la fantasia dei più giovani, oggi troppo dipendenti da videogiochi e TV.

 


 

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?

 

Dopo aver a lungo cercato un editore che pubblicasse senza contributo, ho trovato in rete il sito della casa editrice Boopen, che mi ha pubblicata con la sola spesa facoltativa di trenta euro ed ha assegnato alla mia opera il codice ISBN gratuitamente. Una vera manna per noi autori emergenti!


 

 

Cinema: qual è il suo film preferito?

 

Sono molti i film che mi hanno colpita positivamente, tra questi Chocolat e Vento di Passioni per quel che riguarda i film stranieri, mentre sono una vera fan dei vecchi film di Natale con Boldi e De Sica…non ne ho perso nemmeno uno, lo stesso vale anche per i lavori di Aldo Giovanni e Giacomo.


 

 

Musica: la canzone del cuore?

 

Ho adorato Patience, November rain e Estranged dei Guns n’ Roses, Livin’ on a prayer dei Bon Jovi, e molte canzoni di artisti nostrani a partire da Zucchero per arrivare a Vasco Rossi…sono troppe per poterne scegliere una in particolare, ognuna è legata ad un ricordo!  I ricordi più belli, però, vivono in una canzone di Nigga dal titolo Te Quiero, che è stata la colonna sonora del viaggio di nozze!



 

Ha frequentato corsi di scrittura creativa?

 

No.

 


 

Ritiene siano utili?

 

Forse si e forse no, credo sia molto soggettivo, non tutti riescono a dare il meglio di se quando sono “sotto sorveglianza” e io rientro certamente in questo profilo.

 


 

Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?

 

Trasmettere le emozioni, se un libro riesce a toccare le corde dell’anima e a commuovere, allora il potere narrativo dell’autore e indiscusso.

 


 

Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue “riti” particolari?

 

Io scrivo quando sento che le parole sono lì che spingono per uscire, quando vedo che per mettere giù una frase devo pensare e ripensare, chiudo tutto e mi dedico a dell’altro! Non ho quindi un’ora particolare in cui scrivere. Di certo preferisco la solitudine, magari con una musica strumentale come sottofondo. Da ormai quasi dieci anni scrivo al computer, così è molto più facile correggere ed i “fogli virtuali” sono molto più ordinati di quelli cartacei! No, non ho alcun rito particolare.

 


 

Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?

 

Sono Solo Un Marinaio è nato grazie alla lettura di un testo riguardante la storia della pirateria, che mi ha talmente affascinata da permettermi di creare questo romanzo con estrema facilità, come se la storia da me narrata fosse rimasta assopita nella mia mente per anni ed non aspettasse altro che uscire allo scoperto.


 

 

Cosa significa per lei raccontare una storia?

 

Significa mettere nero su bianco le emozioni dei protagonisti, raccontare le persone come se esistessero realmente e narrare i fatti come se fossero accaduti davvero. Per me scrivere è partorire anime cartacee che grazie all’abilità della parola prendono vita nella mente del lettore.


 

 

Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?

 

Preferisco il romanzo, anche se non stata io a scegliere lui, ma lui ha scelto me!


 

 

Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?

 

Chi scrive un romanzo dedica più attenzione ai particolari, anche a quelli più piccoli ma mai insignificanti, mentre chi si cimenta in un racconto predilige narrare i fatti salienti senza perdersi troppo in fronzoli.

 


 

Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?

 

È nato con il libro stesso, ho inserito una breve poesia (che nel libro è in realtà uno stralcio di canzone) e da questa ho prelevato la frase che più, secondo me, impersonava lo stato d’animo del protagonista. È stata una specie di colpo di fulmine!

 


 

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?

 

Nove mesi circa, compresi i periodi bui in cui non riuscivo a mettere giù mezza parola!

 


 

Ha vinto premi letterari?

 

No, non amo partecipare ai concorsi perché spesso il tema è prestabilito e io non amo scrivere se mi viene imposto cosa, in quanto tempo e di che lunghezza deve essere il testo. Tuttavia nel 1999 ho partecipato al concorso Scrivi La Musica dove un mio breve racconto è stato pubblicato insieme a tutti quelli presentati e, nel 2007, una mia poesia è stata selezionata ed esposta al Museo della Lanterna di Genova grazie al concorso “La Lanterna, faro e simbolo di Genova”


 

 

Crede nei premi letterari?

 

Sicuramente sono un’ottima pubblicità e un ottimo “biglietto da visita”.


 

 

Ha altri progetti in cantiere?

 

Sì, sto scrivendo il mio nuovo romanzo, questa volta ambientato in una Venezia settecentesca, ma è ancora all’inizio. L’idea è nata dopo una sola settimana dalla pubblicazione di Sono Solo Un Marinaio…non riesco proprio a stare senza scrivere!

 

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