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Scrittori italiani del XXI secolo:

Intervista a Demetrio Amatore

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Nome: Demetrio

Cognome: Amatore
Regione di residenza: Puglia
Email: d.amatore@tiscali.it

 

Intervista (del febbraio 2008)


Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura


Sono stato attratto dal mistero sin da bambino, cominciando presto a divorare film horror in gran quantità. Il mio primo esperimento narrativo risaliva alla fine degli anni '80; scritto a matita su un quaderno è andato definitivamente perduto. Era palesemente ispirato al film Alien, però, credetemi, non ricordo assolutamente il titolo. Il secondo racconto si chiama Space Killer: un cyborg spaziale braccato da un ex-poliziotto per conto di un'azienda produttrice di robot. Il racconto, dopo varie vicissitudini informatiche (dischetti infettati da virus e stampe disperse) è ridotto in frammenti che non mi prenderò la briga di ricomporre... a meno che non ritrovi i fogli manoscritti in qualche cassetto. Per lo più si trattava di polpettoni copiati da questo o quell’altro film, poi cominciai a scrivere più seriamente e nel 1995 ebbi la soddisfazione di veder pubblicato un mio racconto, Dichiarazioni di un assassino, in una raccolta edita da Einaudi e intitolata Racconti del sabato sera. Prediligo l'aspetto oscuro della letteratura che si addentra nell'esplorazione del soprannaturale e si colora di tinte forti. Nelle mie storie i delitti più atroci e le circostanze più improbabili sono esposte con un ritmo ad alta tensione. Usando uno stile immediato ma efficace cerco sempre di agganciare il lettore dalla prima all'ultima riga.



Qual è stato il suo percorso di studi?


Diploma di liceo scientifico


 

Quando e perché ha iniziato a scrivere?


Frequentavo la terza media e durante le feste natalizie scrissi un racconto come componimento di italiano. Avevo già provato a scrivere qualcosa in precedenza, ma quello poteva definirsi la prima cosa ispirata e con un minimo di stile narrativo che avessi prodotto. Penso che aver voglia di scrivere una storia sia come quando si giocava ai cowboy da bambini. Si cercava di inventare un motivo per spararsi, di stabilire una precisa successione di eventi e una trama che rendeva il gioco più divertente. Perché si sente il bisogno di mettere una storia su carta? Beh, non lo so? Forse in principio lo sapevo ma l’ho dimenticato, come tutti dimenticano di essere stati neonati. Posso dire però che mi intriga giocare con idee e parole per suscitare curiosità ed emozioni in un lettore.


 

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?
 

Scrivere è un gioco. Alcuni hanno l’indole di prendere a calci un pallone, altri riempiono pagine di parole. Alla fine non c’è una utilità assoluta, ma solo delle conseguenze costituite da un senso di soddisfazione, il guadagno, la notorietà o altro. Fare il medico ha uno scopo, oppure l’ingegnere. Solo un libro scolastico e un giornale hanno uno scopo. La narrativa, che la si scriva oppure la si legga, è solo un piacere fine a se stesso. Uno strano passatempo per occupare la mente, la quale prova soddisfazione ad immaginare una successione di eventi e immagazzinare qualche nuova informazione.



Quali sono i suoi libri del cuore?

SHINING di Stephen King – SIDDHARTA di Hermann Hesse – Il NOME DELLA ROSA di Umberto Eco.


 

E quelli che non leggerebbe mai?
 

Purtroppo ho letto IL CODICE DA VINCI. Comunque tutti i libri andrebbero letti, altrimenti come facciamo a sapere quale buttare nella spazzatura?


 

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
 

Negli ultimi tempi il mio giudizio come lettore è stato pessimo… tant’è che ho comprato Il codice Da Vinci.


 

E quello che meno le è piaciuto?
 

Ho già risposto


 

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?
 

Mi piace il sud. Non c’è lavoro ma abbiamo un clima strepitoso! Per quanto riguarda le mie storie, di solito mi piace ambientarle in America. Almeno con la fantasia andiamo un po’ dove ci pare!


 

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?
 

L’editoria italiana ha i suoi cavalli vincenti ed è difficilissimo anche affacciarsi nelle scuderie.


 

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?
 

Non c’è molta cultura in Italia negli ultimi tempi. Siamo un paese dominato dai realty show.


 

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?
 

Sono stato contattato tramite il mio sito letterario.


 

Cinema: qual è il suo film preferito?
 

Terminator


 

Musica: la canzone del cuore?
 

FOREVER YOUNG, Alphaville


 

Ha frequentato corsi di scrittura creativa?
 

No


 

Ritiene siano utili?
 

Qualche tecnica te la possono insegnare. Per me è più utile apprenderle e capirle da soli, leggendo racconti e romanzi. Se hai l’indole dello scrittore recepisci ciò che leggi in un certo modo e capisci da te come dipanare una trama e il modo giusto per scriverla.


 

Quale ritiene sia l’aspetto più complesso della scrittura narrativa?
 

Devi cercare di far accadere qualcosa in ogni pagina. Anche quando non succede granché devi sempre tenere agganciato il lettore con lo stile narrativo. La cosa più complessa è “trovare le trovate”. Una buona storia deve sorprendere il lettore sino a trattenerlo dall’andare in bagno prima della fine del paragrafo.

 

Come scrive: su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue riti” particolari?
 

Scrivo al computer e raramente a mano con una matita da disegno HB. Utilizzo la matita per le scalette e per dei passaggi salienti che la mia mente potrebbe rielaborare dopo aver spento in computer. Quando scrivo non importa che sia giorno o sera… l’importante è che sia solo.


 

Come è nata in lei l’idea di raccontare quel che ha raccontato nel suo libro più recente?
 

Il mio unico libro pubblicato sino ad ora consiste in una raccolta di racconti, quindi è un insieme di tante idee. In genere un’idea può materializzarsi da un dettaglio colto in un altro libro o da una cosa curiosa a cui ho assistito. Però le idee migliori sono quelle che inaspettatamente balzano fuori dal nostro magazzino mentale di ricordi e di esperienze, quando l’intenzione di scrivere è l’ultimo dei nostri pensieri.


 

Cosa significa per lei raccontare una storia?
 

Come ho detto scrivere è un gioco che si fa con i propri pensieri ed emozioni. Racconto una storia quando ho lo stimolo adatto e la voglia di giocare.


 

Preferisce cimentarsi col racconto o col romanzo?
 

Se l’idea è allettante ed ha le giuste potenzialità, preferisco sfruttarla in un romanzo. Non voglio dire che lascio le idee meno belle per un racconto. Ma le idee sono come pezzi di puzzle. Dipende da quale capita al momento. I pezzi centrali hanno più agganci rispetto ai periferici.


 

Ci dia una sua definizione dell’uno e dell’altro?
 

Una racconto potrebbe essere definito la fotografia di un evento. Il romanzo è un intero album.


 

Come ha scelto il titolo del suo libro più recente?
 

La mia prima raccolta pubblicata porta lo stesso nome del mio sito web, perché la grande rete mi ha permesso di farmi conoscere ed essere visibile, per cui spero che “l’angolo buio” continuerà a portarmi fortuna anche su carta stampata.


 

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?
 

Un anno


 

Ha vinto premi letterari?
 

No.


 

Crede nei premi letterari?
 

Sono più interessato al consenso dei lettori.


 

Ha altri progetti in cantiere?
 

Un autore ha sempre qualche idea che gli frulla in testa, anche se vi dice che al momento non ne ha.

 
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