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Scrittori italiani del XXI secolo:

intervista a Danilo Caccamese

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Nome: Danilo

Cognome: Caccamese
Regione di residenza: Sicilia
Email: efesto88@hotmail.com

 

Intervista (del gennaio 2008)


 

Ci racconti un po’ di lei e del suo approccio al mondo della scrittura
 

Mi è sempre piaciuto scrivere, sin da quando ero piccolo, ma solo ora ho deciso di pubblicare ciò che avevo scritto.


 

Qual è stato il suo percorso di studi?


Un percorso di studi classico.


 

Quando e perché ha iniziato a scrivere?


A 13 anni, per provare.


 

In termini umani, cosa significa per lei scrivere?


Un modo come un altro per esprimere i propri sentimenti.


 

Quali sono i suoi libri del cuore?


Solo uno: L’arte di amare, di E.Fromm.


 

E quelli che non leggerebbe mai?


Credo i libri di Moccia.


 

Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?


L’alchimista, di P.Coelho.


 

E quello che meno le è piaciuto?


Non saprei dirle.


 

Qual è il rapporto con la sua regione e con la sua terra?


Mi affascina molto la mia terra, e mi piace, ma non so se rimarrò sempre qui.


 

Cosa le piace e cosa non le piace dell’editoria odierna italiana?


Non ho un idea ben precisa dell’editoria italiana.


 

Cosa le piace e cosa non le piace del panorama culturale italiano d’oggi?


C’è poca attenzione alla cultura, che purtroppo, viene spesso passato in secondo piano.


 

Come è arrivato alla pubblicazione del suo lavoro?


Conoscendo la gentilissima sig.ra Vera Ambra, presidentessa della casa editrice Akkuaria.


 

Cinema: qual è il suo film preferito?


V per Vendetta.


 

Musica: la canzone del cuore?


Rue des cascades, Yann Tiersen.


 

Come scrive? Su carta o al computer? Di giorno o di notte? In solitudine o fra altre persone? Segue dei riti?


Scrivo in genere di notte al computer, ma mi capita anche di scrivere all’aria aperta, su carta, di giorno. Non ho riti particolari, escluso il fatto che devo essere solo per poter scrivere.


 

Quali sono i suoi poeti del cuore?


Amo molto P.Neruda e K.Gibran.


 

Come nasce un suo verso?


Quando vedo o sento qualcosa che mi colpisce e voglio porre nero su bianco.


 

Quanto tempo ci lavora su?


È variabile.


 

Cosa deve esserci in un suo verso, perché resti soddisfatto?


Non lo saprei definire, ci lavoro fino a quando non ne rimango soddisfatto.


 

Dove e quando ha scritto il suo primo verso?


Credo fra i diari e quaderni di scuola.


 

Cos’è che l'ha spinta a pubblicare le sue poesie?


Mi è stato consigliato dagli amici ed ho accettato.


 

Qual è un verso celebre che avrebbe voluto scrivere lei?


Ognuno scrive poesie proprie, io non potrei mai aver scritto ciò che ha scritto qualcun altro, né lo desidero, essendo la quella poesia dell’espressione del suo stato d’animo.


 

Come ha scelto il titolo del suo lavoro più recente?


Me lo propose la mia editrice, e io ho accettato.


 

Quanto tempo ha impiegato per scriverlo?


Direi, nel complesso 8, 9 mesi.


 

Ha vinto premi letterari?


No.


 

Crede nei premi letterari?


Sì.


 

Ha altri progetti in cantiere?


Ne ho molti, ma mi manca il tempo per portarli a compimento.

 
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